Anteprima Fire Emblem: Sousen no Kiseki

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Anteprima Fire Emblem: Sousen no Kiseki
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  • Una stirpe sconosciuta e gloriosa

    Saga molto popolare in Giappone, Fire Emblem nasce circa quindici anni fa sul Nintendo Entertaiment System, celebre piattaforma a 8bit della casa di Kyoto, ed oltre ad un gran numero di episodi vanta fin da allora una nutrita schiera di appassionati. Fra NES, SNES, Game Boy Advance e GameCube (Sousen no Kiseki sarà appunto il primo episodio ad approdare su questa piattaforma) sono infatti ben nove le diverse incarnazioni che hanno visto protagonista questa longeva serie, il cui genere di appartenenza è, ovviamente, quello degli RPG strategici a turni.

    Tutti i titoli pubblicati finora si sono rivelati prodotti di qualità, il cui punto di forza non era costituito tanto dalla trama quanto da un sistema di gioco sempre frizzante e divertente. Le innovazioni che caratterizzano il recente capitolo oggetto di questa anteprima, seppur non di dimensioni eclatanti, sono in una certa misura presenti e in linea di massima sembrano rappresentare un miglioramento in positivo; a conti fatti, forzare ulteriormente quella che è da sempre la formula di successo della saga Fire Emblem era decisamente sconsigliabile. E tuttavia è necessario specificare che gran parte dei titoli che hanno militato in questa celebre serie sono rimasti confinati nella terra nipponica, tranne rare eccezioni negli ultimi anni, in cui alcuni capitoli sono giunti fino in America cominciando a farsi conoscere in tutto il mondo.

    Ma vediamo adesso cosa ci troveremo di fronte al momento dello sbarco della saga su GameCube...

    Il cuore del gioco

    La formula di Fire Emblem rimane quella che molto probabilmente avete conosciuto su Game Boy Advance, ossia un misto di elementi RPG con una matrice strategica. Chi ha già giocato ad Advance Wars o un qualsiasi gioco strategico non si troverà spaesato di fronte a questo titolo. Ma andiamo con ordine: in una terra ovviamente fantastica, il nostro protagonista Ike e la principessa Crimea vivono in un' epoca molto simile al Medioevo, in cui imperversano guerre e battaglie per l'egemonia nel continente di Tellius; in particolare, uno stato vicino a quello del regno della principessina è logorato da conflitti intestini e da attacchi esterni. Nonostante l'impostazione decisamente classica, questo nuovo capitolo non tradisce le aspettative: pare proprio, infatti, che i programmatori del gioco abbiano deciso di non puntare unicamente sul Battle System come in passato, cercando invece di attribuire maggiore profondità alla storia e favorendo un più spiccato coinvolgimento emotivo, in modo da rendere quindi il prodotto finale molto più appetibile agli occhi di un videogiocatore "navigato". La missione di pace di cui si farà carico la principessa Crimea non è difatti propriamente ciò che sembra e pare che la sceneggiatura ideata da Intelligent System non sarà così lineare come è solito usare in questo tipo di giochi. Incontri particolari, semi-demoni e un pizzico di fantasy renderanno l'avventura gradevole e appagante, anche se per stabilire in via definitiva se sarà "epico" al punto giusto non rimane che giocarlo.

    Passando al gameplay vero e proprio, và detto che il sistema di gioco non sembra essere variato nel corso del tempo, e permettetemi di sottolinearlo: per fortuna. Come si suol dire: squadra che vince, non si cambia!

    La matrice alla base del gameplay sarà infatti quella propria dei giochi strategici e non degli RPG tradizionali. Ovviamente con combattimenti statici a turni, durante i quali il giocatore potrà avanzare o spostarsi a seconda della “potenza” del personaggio prescelto: quanto più sarà potente, tanto più potrà muoversi o agire liberamente sul campo di battaglia, composto dalla consueta scacchiera tipica dei tattici alla Final Fantasy Tactics, Advance Wars e perché no, l'ormai celebre Disgaea:Hours of Darkness. Fortunatamente, Sousen no Kiseki sembra riprendere da alcuni di questi titoli il fattore più propriamente strategico: non sarà infatti sufficiente il mero uplevelling (ovvero la pratica di aumentare il livello e, conseguentemente, la potenza dei personaggi) per assicurarsi di poter sconfiggere i nemici, ma si renderà invece necessario ponderare accuratamente le proprie mosse.

    Volendo sintetizzare molto rapidamente quanto in linea generale vi troverete di fronte, esordiamo precisando come la principale innovazione a riguardare questo capitolo sia la presenza di un campo di battaglia isometrico in tre dimensioni, che aumenterà il senso di coinvolgimento e richiederà un approccio al gioco leggermente differente rispetto alla soluzione bidimensionale dei precedenti capitoli. Aggiungiamo di seguito che i personaggi saranno divisi in classi e ogni classe sarà caratterizzata da diversi livelli di crescita; ovviamente, la suddivisione in classi favorirà una specifica assegnazione dei famosi mestieri (“jobs” nel gergo strategico), nella misura in cui alcuni personaggi si mostrerranno maggiormente portati alle arti magiche, altri invece saranno i guerrieri che faranno della potenza fisica il loro punto di forza e così via.

    A condire ulteriormente le caratteristiche e col probabile scopo di aumentare la difficoltà del gioco, pare che anche in questo capitolo ogni unità morta sul campo di battaglia sarà irrimediabilmente persa per il resto dell'avventura; scelta radicale che rende di conseguenza fondamentale il porre particolare attenzione alle mosse da eseguire. Sebbene non vi siano al momento informazioni precise a riguardo, pare inoltre che, in determinate circostanze, i vari personaggi avranno la possibilità di apprendere un'abilità segreta di grande potere, che sarà con tutta probabilità differente per ciascuno di essi; un elemento decisamente interessante da scoprire di persona.

    Un gioco perfetto?

    Se finora ci siamo mostrati positivamente colpiti da quanto realizzato, dal punto di vista tecnico invece possiamo affermare che Sousen no Kiseki rappresenti una “mezza delusione": il comparto grafico è difatti decisamente poco curato, anche in considerazione degli standard a cui siamo abituati sulle console casalinghe. Nonostante l'introduzione delle tre dimensioni, Fire Emblem si presenta fin da subito con una grafica scarna, priva di particolari e decisamente povera di textures; e se da un lato questo difetto viene compensato dagli artworks dei personaggi (davvero meritevoli) ci duole ammettere che rimane comunque una spiacevole mancanza.

    A onor del vero, Intelligent Systems, lo studio responsabile dello sviluppo, ha confermato che la versione conclusiva del gioco presenterà dei miglioramenti sotto questo aspetto e ha giustificato lo scarso lavoro tecnico precisando che il loro obiettivo era massimizzare la funzionalità del gioco. Per decidere se dar loro torto o meno non resta altro che attendere la pubblicazione del gioco, che nonostante l'aspetto tecnicamente povero sembra confermarsi un titolo estremamente promettente, divertente e vivace.

    In conclusione, un titolo che non dovrebbe affatto deludere le aspettative degli amanti di questo genere.

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