E3 2019

Fire Emblem Three Houses per Nintendo Switch: le vie del destino

In uscita a luglio, Fire Emblem Three Houses è stato uno dei protagonisti del Nintendo Direct all'E3 2019 di Los Angeles.

anteprima Fire Emblem Three Houses per Nintendo Switch: le vie del destino
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  • Switch
  • In molti avevano paura che Fire Emblem: Three Houses sarebbe stato, per questo E3 firmato Nintendo, quello che fu Super Smash Bros. lo scorso anno. Niente di più sbagliato, perché a Kyoto pare abbiano imparato dalla pioggia di fuoco con cui gli appassionati l'avevano bombardata 365 giorni fa. Un minuto e 37 secondi netti per un trailer completamente narrativo dal montaggio epico, travolgente, drammatico, a cui si sono aggiunti ben 20 minuti di gameplay, giocati e raccontati in presa diretta dalle ragazze del Treehouse. Un capitolo che prende forma, svela in parte la sua natura, dimostrandosi estremamente promettente e colmo di novità, come ci si poteva immaginare.

    Il futuro di una generazione

    L'opera Intelligent System ci immerge subito in quell'atmosfera accademica tanto cara alla cultura giapponese, colta, tra le gotiche mura del Monastero di Garreg Mach, territorio neutrale tra i regni di Leicester, Adrestian e Faerghous in cui vengono formati i regnanti di domani e i loro futuri ufficiali. Saremo chiamati a svolgere il ruolo di professori, i rampolli come creta nelle nostre mani, pronte a modellare statistiche e stili di combattimento, insegnando l'arte della tattica e della guerra attraverso il gameplay, in un periodo di pace tra regni protagonisti di passati e sanguinosi conflitti.

    Una routine scandita giornalmente da vita sociale e lezioni, interrogazioni e compiti, immedesimandoci nel ruolo e cominciando ad affezionarsi ai ragazzi della nostra classe.

    È una meccanica inedita, che deve piacere e che potrebbe addirittura annoiare chi vuole la classica sequenza di battaglie tattiche cui eravamo ormai assuefatti, ma è anche un modo per approfondire drasticamente lo strato ruolistico della saga e plasmare al dettaglio il nostro stile tattico. Li si vedrà crescere, imparare, coltivare amicizie tra di loro (poi fondamentali in battaglia), diventare soldati e persone migliori (o peggiori), pronte ad andare incontro al proprio destino. Un mood rilassato in questa fase: gestionale, molto empatico, grazie ad una caratterizzazione che sembra già molto curata. L'umore però cambia, muta, si capovolge guardando il trailer squisitamente animato trasmesso durante il Direct.

    Un'esplosione di violenza, una nuova guerra scatenata da un evento presumibilmente catastrofico (forse l'Astro Caduto di cui parla l'inquietante anziano della clip), la promessa degli studenti di rivedersi all'accademia dopo 5 anni dalla fine dei loro studi. Infranta, per poi essere ricomposta in un altro luogo, sul campo di battaglia. La fase accademica è, presumibilmente, solo la prima parte di questo nuovo viaggio sotto l'influenza dell'emblema di fuoco. Una figura è sempre ricorrente, quella della manakete da capelli verdi (che ricorda Tiki), essere etereo, enigmatico, capace di comunicare col nostro alter ego in quella che sembra una dimensione telepatica sospesa nello spazio e nel tempo. "Due facce del tempo sono state rivelate... Ma solo a te. Dimmi, cosa farai?".

    Parole forti, sibilline, che implicano un coinvolgimento decisivo del professore, con scelte cruciali che possono influire sulle sorti della sceneggiatura. I toni della narrazione sembrano solenni, epici, più cupi nel copione rispetto agli ultimi capitoli per 3DS, incapaci di costruire personalità granitiche, indimenticabili, che non venissero drammaticamente ridimensionate dallo sfarzo del gameplay. Questa novità segna, probabilmente, un'evoluzione nella scrittura della saga, oltre che a livello di meccaniche, finalmente sostenuta da un hardware che può dare totale libertà creativa agli sviluppatori.

    Sarà curioso capire quanto spazio avranno le scene animate, che sembrano ben costruite e illuminate da un'ottima regia, capace di trasmettere una gamma emotiva iridescente, esaltata da un'estetica dei personaggi che appare finalmente più sobria, elegante, meno trash rispetto ai precedenti, capace di riportarci ai fasti dei primi capitoli e della prole su Game Boy Advance. I principi delle tre casate sembrano indissolubilmente legati al loro maestro, al giocatore, che rimane una costante quasi onnisciente, come a sussurrare una certa fluidità temporale in un'opera dove sarà fondamentale agire alle spalle di poteri occulti e draghi divini, mettendo tutta la nostra conoscenza a disposizione di un sanguinoso processo di pace.

    All'arme!

    Scendere in battaglia ha invece un feeling familiare, ricco di storia, temprato da anni di guerre virtuali. È classico come la morra delle armi, ma capace di introdurre alcune novità (intraviste nel trailer dello scorso E3 e non ancora riproposte) e lavorando di cesello su quelle già introdotte su 3DS. La confidenza tra i protagonisti porta così allo sviluppo di manovre tattiche di rara efficacia, attraverso il sistema Gambit, senza però mettere da parte le abilità speciali dei singoli, già viste in Fire Emblem Echoes.

    A fare la differenza sarà poi come sempre il design delle mappe, ancora più dinamico ad un primo sguardo, con trappole ed elementi mobili che si sommano all'enfasi sulla conformazione del terreno e al posizionamento delle unità nemiche.

    È una scacchiera in costante movimento, sempre stimolante da interpretare, cerebrale e fatale grazie alla roulette della morte permanente. La cultura delle ore di lezione diventa l'elegante ferocia di uno spietato turbinio di lame e grandine di frecce. Un meteo avverso, adrenalinico, pur nella staticità di azioni scelte a tavolino, davanti a un menù. È anche indubbiamente il Fire Emblem che più appaga la vista. Forse non in senso assoluto, perché Three Houses è più funzionale che esplosivamente bello, con una certa legnosità nelle animazioni (soprattutto fuori dalle schermaglie) e un livello di dettaglio non certo sconvolgente, restando però un prodotto gradevolissimo, forte di un gusto artistico raffinato e coerente.

    Intorno all'ultima fatica di Intelligent System si ergono aspettative alte, giustificate da anni privi di passi falsi, cresciute esponenzialmente dopo Awakening. Il più classico degli all-in per una serie che, in quel momento, era sul patibolo del mercato, sull'orlo di un 'oblio storico che ha già fagocitato altre importanti proprietà intellettuali Nintendo.

    Fire Emblem: Three Houses può essere così la consacrazione finale, un ennesimo salto di qualità per saziare un mondo sempre affamato di strategici a turni con questo pedigree e una mitologia politico-religiosa solida come un muro di cinta. La chiamata alle armi è fissata per il 26 luglio.

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