Fuser: l'evoluzione dei giochi di musica per gli autori di Rock Band!

Harmonix torna alla carica con un interessante sandbox musicale che mescola DJ culture, creatività freestyle e un sano gusto per il mix di generi diversi.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Dopo venticinque anni di esperienza e di successi travolgenti all'interno di un settore, con un livello di specializzazione tale da farli diventare uno dei simboli per antonomasia di un intero genere, per Harmonix era ormai tempo di una nuova sfida. Per uno studio che dal 1995 a oggi ha sempre cercato di essere un vero e proprio pioniere nel combinare in modi originali musica e gameplay l'approccio del classico Rhythm Action basato sulla coordinazione e sul seguire dei pattern indicati a schermo sembrava in effetti non bastare più: intendiamoci, non che la software house volesse in qualche misura rinnegare i trionfi strabilianti ottenuti in passato con Guitar Hero o con Rock Band - titoli che hanno fatto la fortuna del team coinvolgendo milioni di appassionati e trasformandosi in autentici fenomeni pop.

    C'era tuttavia il desiderio di confrontarsi con qualcosa di nuovo, di fresco, di originale: un Rhythm Game che potesse essere diverso da un Rhythm Action, aggiungendo più creatività all'equazione per favorire un approccio più sandbox, più libero e più personale. Ed è esattamente da questo slancio, dalla voglia di allontanarsi dal principio di ricreare una routine musicale nota per nota, che è nato Fuser, ovvero quella che vorrebbe essere la next big thing marchiata Harmonix.

    The Sound of Tomorrow

    Una chiacchierata di circa mezz'ora via Discord con Daniel Sussman e Zoe Schneider, rispettivamente Project Director e Community Manager di Harmonix, è servita a convincermi di una cosa: per i suoi stessi creatori Fuser non è un esperimento estemporaneo o un progetto per così dire alternativo, bensì si tratta di un vero e proprio snodo fondamentale per la storia dello studio.

    Un titolo che viene definito come "un gioco AAA in ambito musicale", ma anche come "l'opportunità per Harmonix di realizzare finalmente qualcosa di nuovo". Insomma, gli sviluppatori credono senza riserve in quello che viene etichettato ufficialmente come un Music Mixing Game, nonostante l'innegabile contrazione del genere dei giochi musicali avvenuta nel corso degli ultimi anni: un calo per certi versi fisiologico, che è seguito a un boom epocale (ricordiamo tutti di quando avevamo la casa piena di strumenti di plastica, no?) ma che non è riuscito a invertirsi neppure con il rilancio di Guitar Hero tentato con una certa convinzione da un colosso come Activision Blizzard.

    Al momento sono stati annunciati 31 brani nella colonna sonora, anche se al lancio ne arriveranno circa un centinaio. Con la possibilità di espandere in futuro la tracklist via DLC, sulla base delle richieste della community.

    Eppure, a sentire l'entusiasmo quasi contagioso di Harmonix, Fuser dovrebbe avere tutte le carte in regola per essere il gioco giusto al momento giusto. Senza l'ausilio di improbabili periferiche extra che ormai sanno davvero di superato - e che oltretutto avrebbero condizionato enormemente costi e modalità di distribuzione - ma al massimo sfruttando l'esplosione della DJ culture, consacratasi da ormai qualche tempo come un innegabile fenomeno di massa.

    E non è un caso che la premessa, il punto di partenza ideale di Fuser stia tutto lì: metterti davanti a una variopinta folla oceanica, pronta a scatenarsi e a farsi prendere dalla tua performance. Già, impossibile non soffermarsi sul concetto stesso di performance: un elemento che nei trenta minuti di intervista/hands-off è emerso con forza a più riprese, in quanto evidente cardine del gameplay del titolo.

    Per Harmonix infatti Fuser doveva necessariamente affermarsi come uno step evolutivo per il genere di Rhythm Game ma anche come un modo per esprimere sé stessi, sulla scia del successo di esperienze fortemente "personali" come Animal Crossing (citato in modo esplicito come una delle influenze da Sussman). In Guitar Hero, Dance Central o Rock Band, la performance da 5 stelle di un giocatore esperto era infatti virtualmente identica a quella di qualsiasi altro giocatore di pari livello: si trattava di andare a tempo, di azzeccare gli input a schermo, di offrire un risultato finale certo il più perfetto possibile, ma di fatto in definitiva anche uguale a quello di chiunque altro. In Fuser la logica è invece opposta: la performance da 5 stelle di un utente non risulterà affatto come quella di un altro, perché suonerà e avrà visivamente un aspetto diverso, all'insegna della personalizzazione spinta e dell'espressività del singolo. Questo perché da un lato Fuser sarà la produzione Harmonix più customizzabile di sempre - con possibilità di modificare il look e l'aspetto fisico del vostro alter ego, ma anche di andare a intervenire su palco, luci, scenografie, fuochi d'artificio e pubblico - e perché dall'altro il gioco sarà meno vincolante nelle sue richieste.

    Chiedendo ad esempio di inserire in un dato momento all'interno del mix magari una linea di basso, ma non una specifica linea di basso. Ed è inutile specificare quanto possa essere lontano il basso di Rock The Casbah dei Clash da quello di Bad Guy di Billie Eilish o ancora da quello di In Da Club di 50 Cent, dando così alla performance finale sonorità lontanissime tra loro, in un mix di generi tra il surreale e l'accattivante.

    Come si gioca a Fuser!

    Ma, alla fine, come si gioca a Fuser? Cosa si deve fare esattamente, nello specifico? Tutto comincia da una selezione preliminare di brani che si decide di volta in volta di portare sul palco - già, perché sarà presente una vera e propria campagna single player suddivisa in sei festival, ciascuno con un suo promoter e un tot di performance da eseguire prima di poter arrivare a quello successivo, in una scalata da comparsa a headliner.

    La direzione artistica è colorata, allegra, squillante: lo stile è quello di un cartoon spensierato, e i personaggi offriranno tipologie di fisico diverse e vestiti non lockati sulla base del genere, per dar vita ad avatar davvero stravaganti.

    Fatta questa scelta e stabilita l'estetica del palco e del DJ, si parte: nella parte bassa dello schermo si trovano quattro spazi circolari in cui "droppare" le varie tracce, suddivise rispettivamente in batteria (colore blu), basso (verde), strumento principale (giallo, con lo strumento stesso che cambia a seconda del brano) e infine voce (rosso).

    A seconda delle richieste del promoter e del pubblico dovrete posizionare di volta in volta i vari sample, possibilmente a tempo per creare una melodia più riuscita. Capiterà così che vi possano domandare allo stesso tempo la batteria di All Star degli Smash Mouth, la voce di Better Now di Post Malone e lo strumento principale di una canzone dance a piacere: l'effetto finale risulterà musicalmente bizzarro e spesso e volentieri sorprendente, per un gameplay all'insegna del ritmo ma anche - se non soprattutto - del multitasking, visto che sarà questione di tenere d'occhio le varie richieste e di controllare le reazioni della folla attraverso un'apposita barra.

    Fuser Per quanto ho avuto modo di vedere, Fuser mi è parso un'idea intrigante, senza dubbio moderna sia a livello di concezione che di espressività, ma al tempo stesso probabilmente meno esplosiva e dirompente del concept alla base di Guitar Hero o Dance Central. Il progetto mi ha conquistato e incuriosito dal punto di vista della tecnologia che regola l'insieme, del modo in cui vengono interpolate le varie componenti audio e anche della complicata gestione delle licenze (perché di fatto i brani vengono sezionati e rimescolati in mix anche parecchio arditi), piuttosto che del gameplay vero e proprio. Certo, mai come in un'esperienza simile, così profondamente incentrata sull'espressività personale, un hands-on potrebbe fare tutta la differenza del mondo: aspettiamo insomma di poter toccare con mano la console virtuale di Fuser, nell'attesa di conoscere anche il resto della tracklist, le modalità di distribuzione e il prezzo di una scommessa coraggiosa. A prescindere e nonostante qualche perplessità, rispetto e stima per Harmonix e per la sua voglia di cambiare le carte in tavola.

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