E3 2018

Ghost of Tsushima: lo abbiamo visto in azione all'E3

Abbiamo assistito a una presentazione a porte chiuse di Ghost of Tsushima, il nuovo gioco degli autori di inFAMOUS e Sly Raccoon.

Ghost of Tsushima
Videoanteprima: Playstation 4 Pro
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Disponibile per
  • PS4
  • Tra i grandi giochi in arrivo su PlayStation 4, quello di cui dubitavo di più era proprio questo Ghost Of Tsushima, tanto che non capivo come il pubblico avesse perso la testa dopo lo striminzito primo trailer presentato all'ultima PlayStation Experience. Le perplessità non erano certo legate alle abilità di Sucker Punch, team che - senza mai strafare - è sempre riuscito a portare a casa il risultato, ma al fatto che raramente uno sviluppatore occidentale è riuscito a ricreare atmosfere orientali con sufficiente efficacia. Il volto di quel misterioso uomo alla fine del video pareva dare corpo a tutti i miei timori: più che caratterizzato da lineamenti giapponesi, sembrava che qualcuno gli avesse gettato della sabbia negli occhi. Così, se qualcuno mi avesse chiesto cosa pensassi di Ghost of Tsushima, inevitabilmente sarebbe emerso sul mio volto quell'espressione un po' incerta e dubbiosa di chi non ci crede, ma almeno ci spera.

    Colori d'Oriente

    E poi è arrivato il giorno della conferenza Sony, e di conseguenza il momento del completo svelamento di questo nuovo progetto dagli sviluppatori di Sly Racoon e inFAMOUS. La forza del nuovo ed esteso trailer ci ha colti tutti di sorpresa: Ghost of Tsushima è bello, anzi bellissimo, in modo del tutto inatteso e per questo ancora più potente. Il gioco Sucker Punch è credibile, fedele a una certa cinematografia di genere, e sebbene non sembri puntare a chissà quale profondità, presenta caratteristiche che, se unite all'ambientazione, appaiono subito uniche e preziose.

    La stessa grafica, maestosa nel colpo d'occhio come ogni gioco first party Sony, mostra i muscoli ma anche una certa originalità, specialmente se confrontata ad altri titoloni per PlayStation 4 come Days Gone e The Last of Us 2 che, vista la loro ambientazione, mostrano dettagli grafici anche molto simili tra di loro (è il caso, ad esempio, della palette di colori). Gli scenari di Ghost of Tsushima, che per la cronaca è ufficialmente l'open world più grande mai realizzato dai Sucker Punch, palesano invece un tocco artistico piuttosto originale, che alterna delicate pennellate di colore su frammenti ipersaturi, per un risultato finale che non può che far girare la testa. Il producer del gioco racconta che gli elementi chiave utilizzati dagli artisti per costruire la poetica visiva di questa nuova avventura sono tre: fango, sangue e acciaio. E l'obiettivo può dirsi già pienamente riuscito.

    Gli occhi di Masako

    La trama ruota attorno all'invasione mongola del Giappone, che vive il suo momento più tragico proprio durante l'occupazione dell'isola di Tsushima. Il protagonista del gioco è uno dei pochi samurai in vita che può ancora opporre resistenza all'occupazione militare del posto, ma fortunatamente il protagonista Jin non è solo: al suo fianco troviamo infatti Masako, donna di spada, d'onore ed eleganza. Gli inevitabili combattimenti non hanno ancora regole impresse col fuoco: Sucker Punch ammette di voler continuare ad aggiungere strati di complessità che dovrebbero conseguentemente incrementare la difficoltà del gioco.

    Abbiamo provato a saperne di più, chiedendo per esempio se Jin potrà utilizzare la sua spada in modi diversi cambiando postura ed impugnatura, ma il team ha preferito non darci una risposta esaustiva: "è troppo presto per parlarne" - hanno affermato. La sensazione, considerando anche i pregressi di Sucker Punch, è che il combattimento di Ghost of Tsushima sarà più indirizzato alla semplicità che ai meccanismi complessi di uno Shadows Die Twice. Quello che Tsushima possiede e che al gioco From Software sembra invece mancare, è un'ambientazione nella quale immergersi completamente, procedendo con calma per assorbirne tutti i dettagli, tra i fiati orientali di una colonna sonora soltanto accennata e il semplice quanto penetrante soffiare del vento. Presente nel gioco anche una sorta di rampino, utilizzato dal protagonista secondo una tecnica ispirata all'uso che ne facevano i pescatori dell'epoca, di cui però al momento non conosciamo altri utilizzi se non quello di arrampicarsi sulle strutture che lo prevedono. Ci è stato anche rivelato che la porzione di storia e relativi combattimenti mostrati durante la conferenza, altro non sarebbero che una delle numerose missioni secondarie presenti nel gioco, e questa è decisamente una buona notizia, visto e considerando l'ottima qualità della stessa. Ma abbiamo anche un'altra notizia prima di chiudere e salutarci fino al prossimo appuntamento con il gioco: già da ora, Ghost of Tsushima è totalmente giocabile in lingua giapponese e con sottotitoli. Peccato che anche in questo caso non esista ancora una data di uscita, ma a sensazione potremmo puntare su un esordio intorno alla metà del 2019.

    Ghost of Tsushima Dopo averlo visto in azione, buona parte dei nostri dubbi è stata troncata di netto come un braccio passato a fil di spada. Ghost of Tsushima è un prodotto esteticamente molto ricercato, figlio di tanto cinema orientale che rielabora e rimescola molte suggestioni di genere e ne fornisce una propria, personale visione. È raro, come abbiamo già detto, che uno sviluppatore occidentale riesca ad interiorizzare e riprodurre adeguatamente un'estetica così distante senza snaturarla. Eppure, da questi primi frangenti di gioco, pare proprio che il team americano stia centrando pienamente l'obiettivo. E quindi lode a Sucker Punch, alle prese con quello che sembra avere le carte in regola per diventare il suo miglior titolo di sempre.

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