E3 2019

Ghostwire Tokyo: il nuovo gioco del papà di Resident Evil e The Evil Within

A sorpresa, Shinji Mikami è apparso sul palco della conferenza E3 di Bethesda per annunciare il suo nuovo intrigante progetto.

anteprima Ghostwire Tokyo: il nuovo gioco del papà di Resident Evil e The Evil Within
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Tra i punti più alti di una scaletta a tratti inspiegabile, Ghostwire Tokyo si è presentato all'appuntamento con i pubblico dopo un tornado di rumor e speculazioni, molte delle quali legate - come intuibile - alla presenza del suo creatore sul suolo lonsagelino. L'arrivo di Shinji Mikami sul palco di Bethesda viene accolto da un coro d'applausi - drammaticamente inflazionati durante l'evento - e brividi d'anticipazione: quelli giustamente suscitati dai trascorsi creativi di un game designer visionario e brillante, autore di alcuni dei migliori capisaldi dello spavento videoludico.
    Una perizia dimostrata anche col primo progetto del suo studio Tango Gameworks, quel The Evil Within che, al netto di qualche importante asperità, affondava le radici in un immaginario onirico e straniante, stilisticamente potentissimo. Un mosaico di scenari da incubo modellato con l'entusiastico contributo di Ikumi Nakamura, pupilla di Mikami e creative director di Ghostwire Tokyo. Prima di conquistare il pubblico della conferenza con un'adorabile combo di "japanglish" ed espressioni "kawaii", la Nakamura aveva già contribuito all'art design di titoli come Okami e Bayonetta, dando prova di un talento versatile e di grande caratura. Pregi che, amplificati dall'estro agghiacciante di Mikami, brillano nei due minuti di un trailer in grado di titillare con forza i sensi e la curiosità degli appassionati dell'horror.

    Fantasmi a Tokyo

    Le fondamenta narrative del titolo vedono la capitale giapponese colpita da una serie di misteriose sparizioni, e starà al giocatore identificare e distruggere la fonte di un male occulto che rischia di trascinare la città in un incubo senza fine. Nei panni di un protettore incappucciato, che richiama l'iconografia tipica degli yamabushi (i guerrieri mistici dell'antico Giappone), ci muoveremo tra le strade di una Tokyo spettrale e mortifera, sfruttando i nostri poteri soprannaturali per rispedire nell'aldilà una torma di spiriti ferali.

    Seppur criptico, il trailer offre diversi indizi circa le sfumature artistiche di un prodotto che già sembra legato a doppio filo al folklore nipponico, con qualche piacevole contaminazione moderna. Nel trailer si intravede infatti il sinistro incedere di una "yurei", un'anima tormentata incapace di abbandonare il mondo dei vivi, a qualche frame di distanza da un gruppetto di "salarymen" trasfigurati in un'artigliata parodia d'umanità. Scene che riportano alla mente il concept alla base di produzioni come The Secret World, che raccontano una funesta sovrapposizione tra il nostro mondo e un altro ben più terrorizzante, popolato da mostruosità di ogni genere. D'altronde, tra una transizione geniale e l'altra, il video offre molti richiami alla tradizione più spirituale del Sol Levante, come l'immancabile giglio del ragno rosso, un fiore spesso associato alla morte e all'aldilà. In un altro momento vediamo la maschera arcigna di un un oni, o un portale "torii" trasformato in un soffocante corridoio proiettato verso l'eternità. Il filmato suggerisce l'idea di un mondo dove l'orrore è ormai diventato parte di una quotidianità deviata, costringendo alcuni "eletti" a destreggiarsi tra cospirazioni ultraterrene e antichi malefici.

    Tratti più che compatibili con il genere preferito di Mikami, il survival horror, sebbene lo stesso game director abbia confermato che Ghostwire Tokyo è un action adventure con tutti i crismi del caso, che punta a proporre al pubblico un'esperienza senza precedenti. Ambizioni di non poco conto, per un progetto che, complice la gamma dei talenti sotto il tetto di Tango Gameworks, si è già conquistato il nostro interesse.

    Anche perché il game director non è certo nuovo al genere in questione, già portato su schermo con titoli cult come God Hand e Vanquish, entrambi dotati di un'identità assolutamente unica e travolgenteì. La speranza, ovviamente, è di riuscire al più presto a posare gli occhi su qualcosa di più di un filmato in CGI, primo assaggio di un titolo tanto misterioso quanto intrigante.

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