Ghostwire Tokyo: il nuovo horror del padre di Resident Evil Shinji Mikami

Shinji Mikami ha mostrato durante l'ultimo show di Sony sui giochi PS5 Ghostwire Tokyo, un particolare horror paranormale.

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  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • "It's up to you to save Tokyo". Un compito importante, quello che si profila per il protagonista di Ghostwire Tokyo e per noi giocatori che lo accompagneremo nel suo viaggio. Annunciata all'E3 2019, la creatura in corso di sviluppo presso gli studi di Tango Gameworks ci porterà per le strade della meravigliosa capitale nipponica, devastata da forze misteriose che hanno provocato la scomparsa di gran parte dei suoi abitanti. Nel corso del PlayStation 5 Reveal Event tenutosi l'11 giugno, Shinji Mikami in persona ha mostrato al pubblico il primo gameplay trailer di questa avventura all'insegna del soprannaturale: ecco quindi tutto ciò che sappiamo di Ghostwire Tokyo e della sua suggestiva ambientazione.

    Tokyo in azione

    Il trailer che ha svelato Ghostwire Tokyo al mondo durante lo scorso E3 è ambientato nell'incrocio stradale più famoso del mondo: è una giornata apparentemente come tante, in cui uomini e donne attraversano le strisce pedonali di Shibuya per prendere la metropolitana e raggiungere il posto di lavoro. Ma siamo in un videogioco firmato da Shinji Mikami, e qualcosa è irrimediabilmente destinato ad andare storto. Tango Gameworks - la casa di sviluppo responsabile del progetto - è stata fondata nel 2010 su iniziativa del game designer giapponese, acclamato director di titoli come Resident Evil e Dino Crisis; poco dopo è arrivata l'acquisizione da parte di Bethesda, che fungerà da editor per l'ultima fatica del team.

    Sempre nel trailer dell'E3, assistiamo alla misteriosa sparizione dei pendolari che popolano le strade di Tokyo. Un cagnolino uggiola preoccupato annusando gli abiti del padrone svanito nel nulla, quando all'improvviso compare una figura che indossa una maschera Hannya, un accessorio utilizzato da centinaia di anni dagli attori del teatro Noh, un'antica forma teatrale giapponese, tutt'oggi molto amata dal pubblico.

    La Hannya rappresenta il volto di una donna divenuta demone a causa di un fortissimo sentimento di gelosia, ed esprime dolore e tormento. Non è la prima apparizione di questa maschera in un videogioco: Goro Majima, personaggio della serie Yakuza, ha un maestoso tatuaggio di una Hannya proprio sulla schiena e, guardando le immagini promozionali di Ghostwire Tokyo, sembra molto probabile che l'uomo mascherato sia proprio il nostro protagonista.

    Compare anche un elemento centrale della spiritualità giapponese, che sembra essere di vitale importanza nel titolo di Tango Gameworks: stiamo parlando dei torii, i portali d'ingresso dipinti di un vivace rosso che introducono i fedeli ai santuari shintoisti o ad altre aree sacre. In entrambi i trailer questi torii sembrano vie d'accesso per un'altra realtà, forse raggiungibile dal solo protagonista. Insomma, la capitale infestata di Ghostwire Tokyo sembra essere proprio come la sua controparte reale: un miscuglio irresistibile di antico e moderno, di tradizione e innovazione, una città attraversata in ogni vicolo dal delicatissimo filo rosso dell'affascinante cultura nipponica.

    Tra studentesse senza testa e nopperabo

    "Don't fear the unknown. Attack it". Il trailer dell'E3 ci aveva lasciati con questa frase e moltissime domande sull'ambizioso progetto di Mikami. Nel video di gameplay mostrato nello scorso evento PlayStation abbiamo avuto qualche risposta, e soprattutto si sono mostrati alcuni dei nemici che ci troveremo ad affrontare per liberare Tokyo dalle forze sovrannaturali che la tengono in scacco.

    Tra questi c'erano anche un gruppetto di sinistre le studentesse in divisa, vestite di tutto punto ma misteriosamente prive della testa. Potrebbe trattarsi di rokurokubi, Yokai femminili dotati della capacità di separare la testa dal corpo o di allungare il collo a dismisura. Il mostro può utilizzare questa abilità esclusivamente dopo il calar del sole, e l'ambientazione notturna del trailer sembra pienamente compatibile con il modus operandi di queste temibili creature del folclore giapponese.

    Ancora più inquietanti sono i nopperabo, qui rappresentati con il look impeccabile del perfetto salaryman giapponese: sotto giacca e camicia si nasconde uno degli Yokai più celebri del Giappone. Un nopperabo è capace di mischiarsi alla perfezione con i normali esseri umani, al fine di spaventare a morte gli sfortunati che lo incontrano faccia a faccia. Davanti a sé si trova un mostro senza volto: niente occhi, niente naso, niente bocca.

    Questo demone è il protagonista di uno dei racconti più noti dello scrittore Lafcadio Hearn, vissuto in terra nipponica tra la fine dell'800 e l'inizio del ‘900, autore imprescindibile per chi vuole approcciarsi alle meraviglie della mitologia del Sol Levante.

    Horror? Forse più action...

    Non è un mistero: Shinji Mikami è noto soprattutto per essere stato uno degli ideatori del genere survival horror, da lui portato alla ribalta nel 1996 con Resident Evil, serie che sta vivendo una seconda giovinezza grazie ai recenti remake. Ma la produzione di Mikami si è sempre contraddistinta per varietà e anche per una importante vena action, come in God Hand e Killer 7. Ghostwire Tokyo sembra proporre un approccio a metà tra i due mondi, come confermato anche dallo stesso Mikami. Il quale - è bene non dimenticarlo - ha ibridato le migliori caratteristiche dei giochi d'azione con il brivido dell'horror in quel capolavoro senza tempo che risponde al nome di Resident Evil 4.

    Da ciò che abbiamo visto nel gameplay trailer, potremo abbattere i nostri nemici con armi decisamente non convenzionali, come fiamme, ghiaccio o proiettili spirituali emessi dai palmi delle mani. Il soprannaturale sembra non essere solo nostro nemico, ma anche un prezioso alleato.

    Siamo molto curiosi di scoprire di più sull'enigmatico protagonista, che finora resta ancora più nell'ombra rispetto ai suoi avversari, e sui poteri che gli consentiranno di sconfiggere la minaccia che potrebbe rendere Tokyo una città deserta, ben lontana dalla sua tipica vivacità.

    Ghostwire Tokyo colpisce per il suo immaginario conturbante e fascinoso e per l'accurata ricostruzione della capitale giapponese, da tempo grande protagonista dell'immaginario videoludico. Non possiamo che sperare che i risultati ripaghino gli sforzi del team guidato dalla mano esperta di Shinji Mikami: l'uscita è prevista per il 2021, e si tratterà di una esclusiva temporale per la console PlayStation di prossima generazione. Siete curiosi del titolo in sviluppo negli studi di Tango Gameworks? Quali mostri sperate di affrontare per le strade di Tokyo? Vi aspettiamo per parlarne insieme nei commenti.

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