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Glyt: il nuovo gioco degli autori di RiME in esclusiva su Google Stadia

Sul palco della Gamescom il team spagnolo Tequila Works ha presentato nuovamente Glyt, avventura horror esclusiva per la piattaforma Google.

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  • GYLT è l'acronimo di "get your life togheter", rimetti a posto la tua vita. Una parola in assonanza con "guilt" (colpa) che dipinge la misera condizione di uno "sfigato" che ha del potenziale, ma a cui mancano del tutto degli obiettivi. Il titolo del gioco di Tequila Works, una delle esclusive di lancio per Google Stadia, suggerisce dunque la presenza di temi piuttosto complessi e profondi, legati, come hanno raccontato gli stessi autori spagnoli, ad episodi di bullismo giovanile. La storia ruota attorno alla scomparsa della piccola Emily Kauffman, una ragazzina di sette anni vittima di episodi di bullismo: alla sua ricerca c'è sua cugina Sally, che intraprende le sue indagini in una scuola popolata da spiriti terribili, incarnazione del terrore e dell'umana malvagità.

    Leaked horror

    L'immaginario di GYLT dà vita ad un mondo distorto, grottesco, in cui la scuola dove Emily e Sally trascorrono le proprie giornate prende le fattezze di un regno oscuro lontano dalla spensieratezza e dalla gioia che, normalmente, dovrebbero pervadere quei luoghi.

    Gli sviluppatori di Tequila Works hanno provato a trasmettere l'idea che tutti gli spiriti e le allucinazioni con cui la piccola Sally dovrà fare i conti siano la rappresentazione del terrore della protagonista: gli autori parlano di "leaked horror", un orrore, cioè, che fuoriesce da vili azioni della vita quotidiana, come il bullismo, o dalle paure che giovani ragazze e ragazzi possono sviluppare quando sono alle prese con una vita estremamente complicata. Una dimensione estetica che quindi si carica di profondi significati metaforici, affiancata ad una struttura da adventure game dai connotati piuttosto tradizionali.

    Come si è visto sul palco dell'Opening Night Live alla Gamescom, Sally esplora sgattaiolando sotto i banchi di scuola, risolve enigmi e combatte i mostri utilizzando una torcia che va ricaricata con delle batterie, evidente ispirazione ad Alan Wake di Remedy.

    Altre risorse come i medikit, segnalati nella parte alta dell'interfaccia di gioco, serviranno per ripristinare la barra vitale ben visibile in cima allo schermo. Anche se non possiamo azzardare conclusioni basandoci su una manciata di minuti di giocato, è facile pensare che la presenza di oggetti consumabili sia in grado di donare a GYLT un substrato survival potenzialmente in grado d'alimentare la sensazione d'angoscia e terrore che si vive nella Backman School. Una ricetta rodata e sfruttata da un gran numero di giochi che fanno dell'horror la propria principale vocazione; il dubbio più grande è, semmai, che questa impostazione possa agire a svantaggio di una costruzione narrativa dal forte valore simbolico, che peraltro ci è sembrata un po' scontata e retorica. Sono impressioni molto preliminari e basate su brevissime presentazioni, lo ribadiamo, ma rimaste pressoché immutate dall'annuncio iniziale fino alla più recente e corposa presentazione. In realtà, visto che rimane molto difficile capire come i temi del bullismo e le difficoltà dell'età giovanile verranno trattati, quella che ci convince meno è l'idea che i mostri vengano creati delle paure umane e prendano forma come fossero una loro tangibile manifestazione: un topos oramai un po' logoro, nonostante conservi ancora un po' di fascino.

    Lo stile visivo ci è inoltre apparso un po' spuntato, privo di guizzi: è vero, si riconoscono le tracce morbide tipiche di Tequila, l'estro con il quale sono state plasmate le oscure creature che attaccano Sally oppure tutte quelle che, immobili, vanno a creare grottesche composizioni, ma ciò non è stato sufficiente a restituire il fascino di un'atmosfera a metà tra il bizzarro e l'oscuro, con sfumature più tragiche.

    Quello che ci preoccupa di più è insomma lo scollamento tra le intenzioni di Tequila Works, cioè la voglia di proporre un'avventura affascinante e riflessiva, e quel che è stato effettivamente mostrato sul palco di Google Stadia prima e dell'Opening Night Live poi, un gioco all'apparenza scontato, ludicamente poco attraente ed esteticamente senza nessuna grossa dote. Chissà se poi GYLT, quando uscirà per Google Stadia il prossimo novembre, riuscirà a ribaltare le nostre aspettative e a coglierci completamente di sorpresa.

    Glyt Con il suo aspetto un po’ sottotono e temi come il terrore ed il bullismo presentati in maniera poco incisiva, GYLT rischia di essere un’avventura carica di una poetica strozzata dalle sue stesse ambizioni. Anche ludicamente l’avventura di Tequila Works non sembra sorprendere affatto, aderisce infatti ai canoni dei giochi d’avventura più classici ed alterna sequenze furtive che paiono citare Little Nightmares, “combattimenti” con la torcia ispirati ad Alan Wake, risoluzione di enigmi ed esplorazione. A condire il tutto, una spruzzata di survival che comprende la gestione di risorse come i medikit e le batterie per la torcia, che spingeranno, presumiamo, ad un utilizzo più parsimonioso dell’equipaggiamento e favoriranno un’esplorazione più attenta. In assenza di ulteriori dettagli, possiamo solo augurarci che queste meccaniche non appesantiscano troppo il gameplay, distogliendo l’attenzione dal messaggio centrale.

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