Anteprima God of War II: Divine Retribution

Kratos è pronto a conquistare il monte Olimpo

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  • Ps2
  • Il ritorno dell'eroe inatteso

    Il seguito dell’acclamato God of War si presenta come un titolo dalle potenzialità immense. Forte di un gameplay eccellente, un comparto tecnico di primissimo piano, ed una storia epica perfettamente narrata, il team di Santa Monica ha deciso di rischiare il tutto per tutto nel tentativo di fornire un prodotto che non sia un semplice aggiornamento del prequel.
    In quest’ottica và letto l’avvicendamento, alle redini del progetto, fra David Jaffe e Cory Balrog. David Jaffe, vero e proprio deus ex machina nella creazione del precedente titolo, ha infatti deciso di occupare un ruolo più defilato e marginale (per quanto molto importante) nello sviluppo di Divine Retribution. Lo scopo, apertamente dichiarato, è far si che nuove idee confluiscano nel progetto senza che l’essenza del brand venga stravolta. Non a caso il nuovo responsabile ha scelto la via della continuità stilistica e concettuale, pur inserendo un congruo numero di elementi originali.

    Alla conquista del monte degli Dei

    La storia prende il via esattamente là dove si era conclusa. Kratos ha preso il posto di Ares, come nuovo dio della guerra. Dall’alto del suo trono osserva la distruzione di una città da parte di un gruppo di soldati. Giudicando il loro operato manchevole, decide di scendere in campo in prima persona sotto forma di gigante (alla stregua di Ares nel primo capitolo). E nel mezzo del feroce massacro che Athena interviene privando il novello dio di tutti i suoi poteri. Kratos tornato mortale nel mezzo della città semidistrutta e viene attaccato da una statua improvvisamente animatasi. Lo scontro si protrarrà lungo tutta la città, in un crescendo di violenza e devastazione; dopo una perigliosa scalata al corpo del gigante, lo spartano riuscirà ad avere la meglio. Questa a grandi linee e la descrizione del primo livello, capace di mettere in mostra fin da subito tutta la spettacolarità del titolo.
    Per il resto ci aspetta un titolo che, sebbene riprenda gli aspetti migliori della passata esperienza ampliandoli in maniera corposa, vira in maniera consistente verso il lato adventure. Divine Retribuition strizza l’occhio a serie storiche come Castlevania o Metroid, da questo punto di vista: la novità portante di questo capitolo è infatti la rinnovata ampiezza degli scenari, strutturati in modo tale da essere esplorati per “gradi”. Le nuove location, infatti, nascondono un alto numero di segreti raggiungibili solo attraverso la risoluzione di enigmi ambientali. Questi enigmi potranno essere risolti sia attraverso l’interazione diretta con gli stages, sia attraverso il recupero delle abilità “divine” del ex dio.
    Da notare come la struttura stessa degli stages sia stata modificata in favore di una maggiore “ariosità”. Le nuove ambientazioni si prestano all’esplorazione e all’interazione in modo più completo rispetto al precedente episodio, basti pensare che Kratos può ora sfruttare particolari “agganci” per utilizzare un rampino (uno dei nuovi poteri) che gli permette di superare in sequenza burroni, precipizi, ed ostacoli simili. Facile immaginare la ricchezza e la varietà di situazioni che un simile struttura permette.

    Per quanto riguarda invece la vecchia struttura di gioco, non è stato trascurato nessun aspetto del prequel. Il sistema di armi e combo è stato semplicemente potenziato all’inverosimile. Tornano le “spade del caos” dotate di nuovi ed impressionanti attacchi. Ad esse si affiancano un mastodontico martello da guerra (la cui potenza è inversamente proporzionale alla velocità di esecuzione dei colpi eseguiti) un paio di guanti, dotati di poteri straordinari, utilissimi nel corpo a corpo ed un arco da impiegarsi per colpire a i nemici posti al di fuori della nostra portata. E' interessante notare come armi e magie, anche esse sottoposte ad un notevole restyling, sembrano essere legate ai quattro elementi: fuoco, aria, acqua e terra.
    Di contorno và segnalata anche una nuova gestione tattica degli scontri: in particolare alcune razze sono agli ordini di altre. Ad esempio i troll controllano i ciclopi usandoli come improprie cavalcature, nel momento in cui vengono “liberati” dal loro giogo questi ultimi scateneranno la loro rabbia contro tutto e tutti senza porre distinzioni di sorta. Situazioni simili saranno la norma in questo seguito.
    Ovviamente parlando di God of War il tutto sarà condito da uccisioni particolarmente truculente eseguibili mediante particolari combinazioni di tasti. I nuovi “quick time event”, oltre ad essere più complessi ed articolati saranno un mezzo per raccogliere bonus di varia natura. Ad esempio nel caso del summenzionato ciclope: Kratos dopo aver infierito sul gigante con una impressionante e spettacolare serie di colpi, strapperà l’occhio del nemico ponendo fine alle sue sofferenze. L’occhio come, le piume della fenice, ed altri artefatti - necessari a potenziare le abilità del personaggio - sono ottenibili solo in questo modo. Il risultato è notevole. I combattimenti risultano così una miscela perfetta di violenza, abilità e tattica; dove la condotta brutale non è più fine a se stessa ma motivata dalla raccolta di item imprescindibili per il proseguo della storia.

    God of War II: Divine Retribution In conclusione Divine Retribuition sembra essere il degno seguito di God of War, offrendo tante novità senza per questo stravolgere il gameplay originale. La nuova impostazione adventure, pare infatti coniugarsi in maniera perfetta con il “vecchio” gameplay. Non a caso Cory Balrog, il responsabile del progetto, si rifiuta di parlare di seguito quanto di “nuovo atto”. Una differenza sostanziale, che dimostra quanto gli Studios di Santa Monica, siano sicuri della qualità del loro lavoro. Quanto mostrato sinora conferma le loro dichiarazioni, per il resto non ci resta che attendere. The end begins 2007

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