Gord: sopravvivere alla paura in uno strategico a turni dalle tinte oscure

Approfondiamo i primi dettagli su Gord, cupo strategico al quale sta lavorando un ex-scrittore di The Witcher 3 Wild Hunt.

Gord: sopravvivere alla paura in uno strategico a turni dalle tinte oscure
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • Capita sempre più spesso che sviluppatori di importanti software house decidano, dopo anni e anni onorato servizio, di abbandonare l'azienda per intraprendere una strada completamente nuova, e magari dare il via alla creazione di un progetto indipendente più piccolo ma al tempo stesso in grado di proporre meccaniche meno mainstream, tipiche dei prodotti tripla A. È questo il caso di Stan Just, autore che può vantarsi di aver contribuito alla creazione di The Witcher 3: Wild Hunt (qui la recensione di The Witcher 3) e che ha di recente fondato Covenant, la sua software house attualmente alle prese con Gord, titolo che ha l'ambizione di fondere insieme elementi provenienti da numerosi generi diversi e dare vita così ad un mix potenzialmente molto interessante.

    A pochi giorni dall'annuncio di Gord, scopriamo insieme tutte le principali caratteristiche di questo prodotto e perché dovremmo tenerlo d'occhio.

    Chi ha paura del buio?

    Come accennato poco sopra, il team di sviluppo sta provando a mescolare diversi generi, e infatti Gord è uno strategico che propone elementi tipici dei survival, dei gestionali e delle simulazioni. In un'ambientazione fantasy dalle tinte fortemente oscure ed ispirate al folklore della cultura slava, la stessa che ha fornito a CD Projekt RED l'ispirazione per numerose creature viste in The Witcher, il giocatore verrà chiamato a formare un piccolo gruppo di sopravvissuti con i quali costruire il proprio villaggio, in un contesto generato proceduralmente e con la possibilità di avviare una campagna personalizzata nella quale è consentito modificare a proprio piacimento parametri come le risorse iniziali, lo scopo ultimo della partita, le condizioni atmosferiche e la frequenza dei raid da parte dei nemici. Come in ogni gestionale che si rispetti, l'obiettivo principale sarà quello di accumulare risorse ed espandere il centro abitato per fornire protezioni, servizi e strutture di vario genere (posizionabili liberamente in fase di costruzione) che possano permettere a tutti gli abitanti di sopravvivere.

    La salute fisica dei nostri personaggi non sarà il solo parametro di cui tener conto, poiché questi potrebbero crollare a causa della meccanica legata alla sanità mentale, la quale per certi versi è ispirata a quanto visto nel difficilissimo Darkest Dungeon (a proposito, qui la recensione di Darkest Dungeon). Ciò significa che non dovremo soltanto preoccuparci che i nostri abitanti sopravvivano ai pericoli che si nascondono fuori dai confini del villaggio, ma occorrerà anche fare in modo che questi non impazziscano. A scatenare una perdita di sanità potrebbe essere la morte di un compagno, una malattia o la visione di una delle terribili creature nelle quali gli avventurieri potrebbero imbattersi durante le spedizioni, fondamentali per recuperare le risorse utili all'espansione della base e per migliorare gli attributi dei singoli personaggi, le cui azioni hanno un impatto persino sulla loro personalità. Per sopravvivere alle complesse spedizioni, i nostri eroi potranno non solo portare dell'equipaggiamento (senza esagerare, dal momento che esiste un limite al peso trasportabile), ma vi sarà anche l'opportunità di apprendere degli incantesimi in base alle divinità che ciascun personaggio si è ingraziato: nella scheda di ciascun abitante possiamo infatti notare numerosi parametri tra cui vi è anche quello legato alla fede.

    A prescindere da quali siano i mezzi utilizzati per sopravvivere, è fondamentale che chi parte alla ricerca di risorse faccia ritorno al villaggio, in quanto vige la regola della permadeath e chiunque perda la vita nel corso di una partita non può in alcun modo essere "recuperato". A scandire invece la progressione nella campagna troviamo dieci diverse quest principali che gli sviluppatori definiscono AI-driven, senza però entrare troppo nel dettaglio. Possiamo presumere quindi che vi sia una sorta di sistema che propone quest generate proceduralmente, o che permette al giocatore di affrontare delle missioni casuali tra quelle create dal team di sviluppo e inserite in quello che potremmo definire "quest pool".

    Non mancano inoltre numerose attività secondarie, fondamentali per la crescita del villaggio, ed eventi randomici come i raid che potremmo subire da parte di orde inferocite di creature. Gli sviluppatori hanno pensato anche ai giocatori che adorano approfondire la lore, e in giro per il mondo di gioco sono sparse le pagine del The Chronicle, un libro contenente tutto quello che occorre sapere sulle divinità, le creature e le fazioni che fanno da sfondo all'avventura.

    Dark al punto giusto

    Un aspetto di questa produzione che non possiamo in alcun modo sottovalutare è la direzione artistica, la quale spicca indubbiamente rispetto a quella vista in altri titoli appartenenti al genere e arrivati sul mercato in tempi recenti. Gord è tutt'altro che anonimo e lo stile delle strutture, degli abitanti e delle creature è incredibilmente simile a quanto visto nei vari giochi con protagonista Geralt di Rivia. Il design accattivante di tutti questi elementi a tema dark fantasy non può che far drizzare le antenne a tutti i fan del genere, e permettere loro di chiudere un occhio su un comparto grafico tutt'altro che eccezionale, dovuto probabilmente al budget non stellare a disposizione dello studio indipendente.

    Insomma, Gord ha tutte le carte in regola per offrire un'esperienza perfettamente godibile sia dal punto di vista estetico che delle meccaniche di gioco, sebbene vi sia ancora molto lavoro da fare e alcune delle promesse fatte dal team vadano verificate in tempo per la pubblicazione, prevista attualmente per il 2022 in esclusiva su Steam.

    Quanto attendi: Gord

    Hype
    Hype totali: 14
    71%
    nd