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Gran Turismo Sport: Analisi della nuova modalità Campagna

Abbiamo analizzato per voi gli ultimi trailer di GT Sport, così da scoprire ulteriori dettagli sulla nuova modalità Campagna e sul Photo Mode.

Gran Turismo Sport
Videoanteprima
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

Dopo il nostro ultimo giro con GT Sport sono trascorsi ben quattro mesi: nel frattempo abbiamo parcheggiato il bolide di Yamauchi nei box della sua closed beta, dove gli ingegneri di Polyphony continuano progressivamente a rifinirne tutti gli upgrade, a lucidarne la carrozzeria e carburarne il motore, con l'obiettivo di scendere in pista il 18 ottobre - in esclusiva sui circuiti di PlayStation 4 - al massimo della potenza, per tagliare il traguardo prima dei velocissimi congeneri. E se è vero che la concorrenza è il propulsore per la competizione, non possiamo comunque negare che il corsistico di Sony sfreccia su piste differenti rispetto ai diretti rivali. Senza inseguire integralmente le velleità simulative, GT Sport prova ad imboccare un percorso a doppia corsia, che accontenti sia gli estimatori più integerrimi delle quattroruote, sia quei giocatori che in un titolo di guida ricercano immediatezza e divertimento. È per questo che nel recente trailer, da poche ore diffuso in rete, campeggia lo slogan "driving for everyone": la schietta dichiarazione d'intenti di un'opera che, pur senza fregiarsi della numerazione ufficiale, rappresenta comunque un piccolo cambio di marcia per la serie. Gli ultimi video di presentazione rilasciati ufficialmente dalla scuderia di Polyphony ci forniscono qualche dettaglio extra sullo stato dei lavori a bordo pista: nell'attesa di poter mettere di nuovo le mani sul volante, allora, non ci resta che riempire il nostro serbatoio di informazioni.

Che questo capitolo sia indirizzato interamente verso la componente online è ormai un dato di fatto ben noto da tempo, ed il team non fa nulla per nasconderlo. Le conseguenze di questa scelta da parte degli sviluppatori sembrano riflettersi a chiare lettere sulla quantità e - soprattutto - sulla tipologia di modalità disponibili. In una produzione il cui fulcro ruota intorno al multiplayer, la dimensione offline acquisisce inevitabilmente un ruolo marginale. Ne risente, a tal proposito, la rinnovata versione della "campagna" che, stando a quanto mostrato nei video reveal, possiede caratteristiche abbastanza diverse rispetto a quelle presenti in Gran Turismo 6, ad oggi l'ultimo episodio "canonico" del brand. Laddove la carriera, nel diretto predecessore, incarnava il perno dell'esperienza, in GT Sport l'impressione è che sia stata messa palesemente in secondo piano. Dimentichiamoci quindi le categorie di eventi cui accedere in modo graduale, al fine di gareggiare nei campionati di maggior prestigio: con GT Sport, infatti, la campagna assomiglia - almeno di primo acchito - ad un macro tutorial per le corse online. Anzitutto, non può certo mancare l'imprescindibile "Driving School", con cui imparare le fondamenta del buon guidatore, nonché le tecniche più efficaci per controllare le vetture attraverso una serie di obiettivi (di difficoltà crescente) da portare a termine, con annesse valutazioni e premi finali che variano, ovviamente, sia in base all'abilità pad (o volante) alla mano, sia al tempo di completamento.

A ciò si aggiunge un sistema di ricompense che tiene conto delle diverse performance degli utenti, ed impatta persino sull'economia di gioco, aumentando il livello del pilota e il quantitativo di crediti guadagnati. Accantonata la "scuola guida", la seconda opzione della modalità Campagna consiste nella "Mission Challenge", uno degli elementi cardine dell'anima singleplayer di GT Sport, almeno in base a quanto sostenuto dallo studio di sviluppo. Si tratta di varie missioni con cui "testare le nostre tecniche di guida fino al limite", suddivise in diversi stage, ognuno dei quali si compone, a sua volta, di un preciso numero di sfide da completare con successo. Nel trailer ci è stato mostrato uno degli incarichi iniziali, in cui il giocatore è chiamato ad urtare quanti più coni possibili (disposti ordinatamente sull'asfalto) entro un determinato limite di tempo. Anche in questo caso, a seconda della nostra bravura in pista, verremo ricompensati con le canoniche medaglie che spaziano dal bronzo all'oro. La terza categoria appartenente alla modalità Campagna è definita "Circuit Experience", e concede ai piloti l'opportunità di cimentarsi in specifici settori dei tracciati, al fine di migliorare la loro competenza e la loro conoscenza del circuito, così da apprendere al meglio il modo corretto per affrontare le curve, le sterzate e le ripartenze in base alle conformazioni dei percorsi. Un quarto (ed ultimo) sottogruppo riguarda la "Racing Etiquette", che non nel trailer non viene né menzionata, né descritta nel dettaglio: come il nome lascia supporre, tuttavia, è probabile che questa modalità impartisca lezioni di "galateo" al volante, trasformandoci da rozzi piloti della domenica in veri e propri gentiluomini, perfetti conoscitori e professionisti non solo delle quattroruote, ma anche di una guida priva di scorrettezze. Come è facilmente intuibile, tutte le quattro opzioni della Campagna fanno parte di un unico, grande organismo: a loro modo, questi singoli frammenti di tutorial sembrano svolgere la sola funzione di "addestrare" il giocatore alle regole basilari delle corse sulle piste del multiplayer. Certo è che dopo uno sguardo così superficiale è impossibile sbilanciarsi nel valutare la profondità e la ricchezza dell'offerta in singolo, né tanto meno la varietà e la complessità delle sfide con cui dovremo confrontarci.

D'altro canto, tuttavia, è innegabile che la struttura schematica e semplicistica delle prove, cui si affianca una natura smaccatamente "pedagogica", ci induca a considerare - come prima impressione - la proposta singleplayer di GT Sport al pari di un mero riempitivo. Lo scopo della modalità offline del corsistico, in buona sostanza, sembra orientata in larga parte alla scoperta ed alla piena padronanza del rinnovato gameplay, che beneficia inoltre , come evidenziato dall'update 1.08 della closed beta, dell'introduzione di un sistema di danni sia estetici che meccanici: mentre i primi non si distanziano molto da quanto visto nelle precedenti incarnazioni della serie, i secondi impattano in modo abbastanza concreto sulla guidabilità e sulla resa delle vetture. È naturale che, prima di poter esprimere un giudizio sull'impatto di una simile aggiunta nell'intelaiatura esterna ed interna del gioco, occorrerà provare più a fondo una build maggiormente avanzata, anche perché Polyphony, come già accennato in apertura, continua a lavorare alacremente per rifinire la scocca del suo bolide da corsa. Sarebbe tuttavia illusorio e finanche controproducente aspettarsi - a livello grafico - una rappresentazione davvero realistica delle deformazioni della carrozzeria dopo un contrasto con un'altra macchina o con gli elementi dello scenario. Gran Turismo, del resto, è da sempre (e sempre sarà) la concretizzazione virtuale di un museo automobilistico, una vetrina scintillante e tirata a lucido, dove sfilano quelli che sono forse i modelli digitali più dettagliati dell'intero settore videoludico.

Con la consapevolezza di un simile primato, Yamauchi-San va molto fiero del nuovo Photo Mode inserito in GT Sport, non a caso denominato "Scapes": un numero spropositato di fotografie di elevatissima qualità, immortalate negli angoli più suggestivi del mondo (dalla Monument Valley fino a Montmartre, passando per Hong Kong e la regione de La Mancha), si trasforma nello sfondo perfetto sul quale aggiungere una delle auto che compongono il garage del nuovo Gran Turismo. Lo scopo è quello di esaltare il godimento visivo prodotto dal feticismo del "car porn", elevato - in questo GT Sport - fino ai massimi livelli: un gran ventaglio di possibilità di personalizzazione, del resto, permette ai fotografi virtuali provetti di intaccare praticamente ogni parametro dell'immagine, così da rendere ogni scatto unico e personale. In tal modo, la modalità Scapes diviene la concretizzazione della filosofia che serpeggia tra i codici di sviluppo di Gran Turismo Sport: un trionfo di estetismo (magnificato dal supporto al 4K e all'HDR su PS4 PRO), un catalogo interattivo grazie al quale tutti gli appassionati di motori, quantomeno dal punto di vista grafico, finiranno per andare su di giri.

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