E3 2021

Harold Halibut: un'avventura di plastilina tra analogico e digitale

Presentato durante lo showcase Tribeca Games alla Summer Game Fest, Harold Halibut è un'avventura dallo stile unico.

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  • La storia di Harold Halibut ha molti più inciampi di quel che si penserebbe per un gioco dallo stile così originale. Come molti altri piccoli progetti nasce da Kickstarter, ma la sua campagna è un fallimento: sui 150 mila euro richiesti, solo un terzo viene finanziato. Lo studio tedesco Slow Bros. non si perde però d'animo e l'anno successivo alla campagna, nel 2018, è sul palco dell'Unite Berlin Keynote ad annunciare che un publisher, Curve Digital, era stato trovato e che quindi i lavori potevano vedere la conclusione

    Il bellissimo trailer dietro le quinte mostrato durante il recente Tribeca Games Spotlight non era in realtà niente di così nuovo: si trattava semplicemente del video con cui era stata presentata la campagna Kickstarter del 2017, lievemente modificato e aggiornato con qualche informazione più recente. Presenziare in una cornice così in vista dev'essere stata una grande soddisfazione per un gruppo composto da circa nove persone, ma soprattutto un importante riscatto per l'insuccesso della campagna di crowfunding.

    Un ponte tra analogico e digitale

    Harold Halibut viene descritto come una moderna avventura che si concentra sullo storytelling e sull'esplorazione. La sua caratteristica distintiva è uno stile che ricorda i film in stop-motion, creato a partire da modelli artigianali realizzati in un laboratorio dallo stesso team di sviluppo.

    Il modello del protagonista Harold è stato inizialmente modellato in plastilina, in seguito digitalizzato e animato attraverso tecniche di motion capture. Discorso simile per le ambientazioni, anche loro costruite a partire da creazioni artigianali realizzate nei minimi dettagli, dal legno delle pareti al tessuto dei vestiti.

    Lumino City, un'avventura grafica del 2014, aveva sfruttato tecniche simili (ma le ambientazioni erano delle immagini e non modelli tridimensionali). La completa fusione tra artigianale e digitale di Harold Halibut è però ancor più affascinante: l'immaginario ci è sembrato vivace e carismatico, l'azione estremamente fluida e naturale, in particolar modo per quanto riguarda le animazioni dei corpi e dei volti.

    Il gioco racconta la storia di Harold, un bidello e assistente di laboratorio della professoressa Jeanne Mareaux. Si trova all'interno di un'immensa stazione spaziale partita dalla terra negli anni ‘70 per sfuggire dalla Guerra Fredda e che ora è intrappolata sul fondo di un oceano alieno. Gli scienziati sono al lavoro per provare a farla ripartire e Harold sarà coinvolto nella missione in modi che ancora non conosciamo. Harold Halibut non è un'avventura lineare e serrata, bensì un gioco in cui l'esplorazione della stazione spaziale ha un ruolo importante. Permette insomma ai giocatori di dettare i propri ritmi. Se lo si vuole si possono accettare sfide a battaglie di pollici, ci si può perdere a contemplare i pesci alieni al planetario oppure spendere del tempo all'arcade. Esplorare permette anche di dare un'occhiata ai meravigliosi ambienti costruiti a mano con un aspetto retrofuturistico anni ‘70. Non a caso tra le informazioni è menzionata la presenza di una funzione zoom: con tutto il duro lavoro artigianale sarebbe stato un peccato non aver potuto apprezzare anche il più piccolo dettaglio.

    Oltre all'esplorazione c'è poi il dialogo, importante per scoprire informazioni sugli abitanti della stazione e sullo stesso Harold, la cui personalità si modificherà in base alle risposte date.

    Gli sviluppatori scrivono che il dialogo è un altro degli strumenti utilizzati per costruire l'atmosfera da "utopia andata a rotoli" del gioco: è lo strumento che permette la comunicazione con una società convinta di essere l'ultimo baluardo dell'umanità, in un momento in cui questa certezza si sta sgretolando e lascia il passo alla disillusione.

    Viste le premesse, il racconto potrebbe essere molto interessante e in sintonia con le disillusioni che stiamo sperimentando in questo secolo. E infatti, malgrado l'ironia e uno stile che fa sorridere, Harold Halibut ci ha lasciato un pervasivo retrogusto di malinconia.

    Harold Halibut 

"C'è qualcosa del lavorare a mano che non può essere replicato usando un computer. Volevamo ricreare il feeling dei classici film in stop-motion e allo stesso tempo beneficiare delle possibilità del mondo digitale". Ole Tillman, art director, spiega così la scelta di stile per Harold Halibut. Trovare una connessione tra il mondo dell'artigianato e quello del digitale in un mercato dei videogiochi dove si dà troppo peso al fotorealismo e alla simulazione non è banale, e ha il sapore di un'impresa romantica. Tuttavia Slow Bros. ce la sta facendo: l'approccio creativo sembra aver dato i suoi frutti, e una campagna Kickstarter fallimentare non è bastata a raffreddare gli animi del gruppo tedesco. L'uscita non dovrebbe essere neppure lontana. Sappiamo che il gioco è in lavorazione almeno dal 2015, dunque immaginiamo che lo sviluppo si stia avvicinando alla sua conclusione. Dettagli più precisi riguardanti un periodo di lancio, tuttavia, ancora non ci sono. Sulla pagina Steam appare solo un laconico "in arrivo": dopo quello a cui abbiamo assistito non vediamo l'ora che il momento della pubblicazione arrivi davvero.

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