Hitman 3: la morte attende nel nuovo gioco dell'Agente 47

Presentato durante l'evento PS5, Hitman 3 è il drammatico epilogo dell'ultima trilogia dedicata alle gesta dell'Agente 47.

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Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Durante l'ultimo evento dedicato a PlayStation 5 gli annunci non sono di certo mancati e, tra questi, hanno figurato anche diversi sequel e progetti appartenenti a serie piuttosto celebri. Uno di questi reveal, in particolare, potrebbe esser passato sottotraccia, messo in ombra da nomi più altisonanti. Per nostra fortuna, il personaggio di cui parliamo nelle tenebre si trova a proprio agio, ed è sempre pronto a sfruttarle a proprio vantaggio. Stiamo ovviamente parlando dell'Agente 47.

    L'annuncio di Hitman 3, tra l'altro, ha confermato il rumor sulla partecipazione di Warner Bros allo show di Sony, dato che il publisher ha accolto i ragazzi di IO Interactive dopo la rottura con Square Enix già dall'episodio precedente. Al letale 47 è impossibile resistere, soprattutto dopo due capitoli che hanno reso onore alla sua storia e alle sue abilità mortali.

    Distruggere la provvidenza

    Per chi avesse seguito il ritorno di 47 nei due precedenti Hitman, sa bene che adesso il baldo sicario ha nel suo mirino Providence, l'organizzazione segreta in grado di cambiare le sorti politiche del mondo intero. L'influenza di questo gruppo fantasma è così esteso che i suoi membri, con estrema facilità, sono riusciti perfino a raccogliere informazioni sulle origini dell'assassino: ad esempio, perché sia stato parte di un esperimento volto a creare agenti iper addestrati in ogni tipo di infiltrazione, e quale sia la sua reale natura.

    47 tuttavia non è solo in questa guerra di logoramento, giacché Diana Burnwood dell'ICA e Lucas Grey (altra cavia dei medesimi test) condividono l'obiettivo dell'assassino: Providence è una minaccia troppo potente, e la resa dei conti arriverà molto presto. In ogni caso, sembra che quanto intravisto nel finale di Hitman 2 sia destinato a cambiare, o almeno questo ci comunica il trailer di annuncio dell'ultimo capitolo. La voce fuori campo che udiamo, infatti, è una vecchia conoscenza dai precedenti episodi, ossia il portavoce di Providence che si è mostrato a Diana tempo addietro. Le sue parole sono lapidarie, minacciose, e sembrano descrivere una situazione ineluttabile: "Sarebbe finita così. Tutto il tuo duro lavoro, tutti i tuoi sacrifici, hanno solo accelerato il processo, e ora ti ritrovi da solo". Che l'alleanza col "fratello" sia prossima alla conclusione? Difficile saperlo, ma IO Interactive è decisamente chiara nel descrivere Hitman 3 come il drammatico epilogo della trilogia.

    A Dubai con il silenziatore

    In attesa di trovare risposte alla narrativa di questo trittico di produzioni, nato con una claudicante uscita "a episodi" e poi ingranata con la seconda parte, è chiaro che lo showdown finale con Providence sarà il fil rouge che seguiranno 47 e i suoi compagni. Tracciare un'organizzazione così evanescente e segreta però è un compito assai arduo e non dubitiamo che, per farlo, il trio dovrà viaggiare da una nazione all'altra, eliminando gli obiettivi più vulnerabili per portare il caos tra i membri di Provindence.

    È qui che viene confermato un tratto da sempre parte dell'identità stessa di Hitman, fin dal primo storico videogioco. Non importa quale sia l'obiettivo, 47 è pronto a ogni situazione in qualsiasi contesto si trovi, sempre con una 9mm nella valigia. Lo ribadisce anche lo scampolo di gameplay mostrato subito dopo il trailer d'annuncio: il nostro sicario preferito infatti si reca a Dubai, nel piano più alto di un grattacielo gargantuesco.

    All'interno del gigantesco attico il lusso addobba ogni parete, mentre i benestanti ospiti festeggiano ignari della minaccia che incombe sulle loro teste. A dispetto della sicurezza pesantemente armata che pattuglia ogni angolo, 47 si infiltra dall'esterno dell'edificio, a migliaia di metri dal suolo, grazie a una tuta hi-tech in stile Mission Impossible. Il tempo di un rapido cambio d'abito con un elegante completo ed ecco che il sicario è pronto a mimetizzarsi tra gli invitati del party, mentre pianifica la sua prossima mossa.

    Da Hitman 3 ci aspettiamo il medesimo approccio sandbox raffinato nel tempo da IO Interactive, in grado di garantire numerose opportunità per raggiungere il proprio bersaglio: ad esempio un buffet si presta facilmente a nascondere veleni mortali, mentre alcune guardie indossano dei comodi burka utili a coprire anche il viso del nostro agente. La speranza, chiaramente, è che il tutto non si riduca a un semplice "bigger & better", ma che l'ambizione degli sviluppatori sia cresciuta al pari delle possibilità offerte dalla next-gen.

    Il video di presentazione, infatti, potrebbe essere emblematico di un passo in avanti sul piano delle cinematiche rispetto alle scene statiche di Hitman 2 (figlie di un budget modesto); inoltre, la nuova potenza computazionale è anche l'occasione per rifinire le routine comportamentali degli NPC: un migliore sistema di reazione ai travestimenti di 47, per esempio, potrebbe aggiungere del pepe all'esperienza, e ravvivare l'intero genere stealth.

    Da un punto di vista tecnico, Hitman 3 segna comunque delle importanti migliorie a livello scenico, e IO Interactive ha già dimostrato di amare particolarmente i livelli ricchi di personaggi: dove c'è il caos è più facile passare inosservati. Magari l'epilogo dedicato allo storico assassino non reggerà il confronto con le esclusive più altisonanti in termini di resa grafica, ma un colpo d'occhio più pregevole in rapporto al passato è certamente un aspetto che accoglieremmo con entusiasmo.

    Hitman 3 Hitman 3 è forse un annuncio sottotono per la platea più vasta, ma in molti sono ancora affezionati all’uomo marchiato dal codice a barre che ha fatto la storia dei videogiochi. Nonostante la sua onorevole carriera, il sicario ha rischiato l’oblio, e solo l’ostinazione di IO Interactive ha permesso che 47 non venisse dimenticato. Il 2021 vedrà quindi l’epilogo di una trilogia dignitosa, che ha provato a restituire gloria al più grande assassino che il mondo dei videogiochi abbia mai visto. Un finale che, presto o tardi, arriverà: come ci ricordano gli stessi sviluppatori, “death awaits” - "la morte attende". Del resto, la nera mietitrice ha a disposizione tutto il tempo del mondo.

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