Anteprima Hitman Absolution

Esclusiva: Una lunga ora in compagnia dell'assassino di IO-Interactive

anteprima Hitman Absolution
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

L'ultima volta lo avevamo visto in ottima forma all'E3, quando la redazione di Everyeye l'aveva votato all'unanimità come uno dei migliori prodotti presentati alla Kermesse losangelina. E lo ritroviamo oggi, in Esclusiva Italiana per voi lettori, con una cera ancora migliore.
IO-Interactive, dopo la lunga parentesi di Kane & Lynch, torna infatti a lavorare sulla sua saga più famosa, e tira fuori dal cilindro questo Hitman Absolution che già adesso si profila come uno dei Must Buy di questo caldo 2012.
Volati a Londra pieni di entusiasmo e curiosità, abbiamo passato una lunga ora in compagnia del team di sviluppo, che ci ha mostrato un esteso livello inedito, selezionato appositamente per fare il punto non solo sui progressi tecnici, ma anche sull'enorme libertà interpretativa concessa al videgiocatore.
Lo scoprirete leggendo questo attento resoconto, ma lo vogliano anticipare fin da adesso, per evitare sorprese ai fan della saga più deboli di cuore: Hitman Absolution ci è apparso come uno dei videogiochi più dinamici e multiformi degli ultimi anni. Capace di sorprendere ed incuriosire, rispettando al contempo la potente eredità iconica e ludica di una saga che ha fatto storia.

Le due facce dell'Assassino

Nella nostra precedente anteprima avevamo abbondantemente descritto le novità che caratterizzano il profilo ludico di Absolution, e vi consigliamo di dargli un'occhiata nel caso non abbiate seguito con attenzione lo sviluppo di questo ambizioso progetto. Nonostante le dinamiche di gioco appaiano decisamente rinfrescate, rispetto a quelle del già eccellente Blood Money, il team ha voluto mantenere una forte continuità narrativa con la saga, abbandonando la struttura troppo schematica di Contracts e mettendo in piedi un plot dalla forte intensità drammatica.
Absolution comincia, poco prevedibilmente, con un nuovo incarico; ma è un bersaglio inaspettato quello che 47 deve eliminare. L'infausta sorte aspetta infatti Diana Burnwood, una donna molto importante per il nostro assassino. Antica sua superiore dell'agenzia, Diana è l'unica persona con cui 47 abbia avuto un rapporto più delicato di una coltellata alla gola.
Eppure gli ordini non si discutono: un contratto resta sempre un contratto. Non conosciamo ancora le modalità con cui 47 saluterà per l'ultima volta la sua vecchia conoscenza, ed il team di sviluppo non svela dettagli che potrebbero rovinare l'esperienza del videoplayer; sappiamo solo che in punto di morte la donna affida un nuovo incarico al suo inaspettato carnefice. Un altro bersaglio; un lavoro semplice, un favore quasi dovuto.
Il livello presentato nel corso di questo evento esclusivo è ambientato in un sinistro orfanotrofio, intravisto nell'ultimo trailer, in cui 47 si reca per trovare la giovane ragazza indicata da Diana come il suo prossimo bersaglio. Travestito da prete per infiltrarsi nella struttura, l'assassino scopre di non essere il solo sulle tracce della fanciulla. E non tutti i killer hanno metodi delicati come quelli di 47. E' una banda di pazzi armati quella che ha assediato i corridoi dell'istituto, uccidendo a sangue freddo tutte le suore e torturando le guardie per cercare di scoprire qualcosa in più sulla fanciulla.
I ragazzi del team sono chiari fin da subito: per mostrare la pluralità di approcci, la libertà decisionale offerta da Absolution, assisteremo a due diversi playthrough dello stesso identico livello. Inizialmente vedremo un assassino professionista deciso a mantenere un basso profilo, senza allertare nessuna guardia e occultando in maniera impeccabile ogni vittima occasionale.
La "seconda mandata", invece, sarà decisamente più irruenta, con tanto di scontri a fuoco e uccisioni decisamente plateali. Pronti all'azione?

Killing me softly

La presentazione dell'E3 aveva chiaramente messo in risalto le nuove doti dell'Agente 47, intento ad interagire con l'ambiente come mai aveva fatto prima. Un pizzico di scalate dinamiche alla Uncharted, coperture automatiche in stile Gears of War. Ma i fan di vecchia data non devono affatto preoccuparsi: questi elementi sono utilizzati sapientemente del team di sviluppo per consegnarci uno stealth game meticoloso come non se ne vedevano dai tempi del primo Splinter Cell. Nascosto dietro i tavoli rivoltati sul pavimento, appiattito lungo i muri come un'ombra furtiva, il nostro Killer attende pazientemente il momento giusto per spostarsi da una copertura all'altra, osservando azioni e reazioni dei nemici, ignari della sua presenza.
Nella stanza di fronte, un macabro interrogatorio: due criminali minacciano con una calibro 9 un poliziotto legato alla sedia. Parte un colpo, e un urlo: il ginocchio è andato. Un terzo scagnozzo sorveglia la porta d'ingresso. Siamo in una sala ricreativa, c'è un pianoforte ancora imbrattato di sangue. 47 afferra un giocattolo, una piccola bambola parlante: un'esca perfetta. Lanciandolo in una stanza appartata attira l'attenzione di una delle guardie, incuriosita dal rumore. L'interfaccia di gioco è pulita, sintetica, funzionale: indica lo stato d'allarme ad ogni sua variazione. L'assassino si avvicina di soppiatto, alle spalle della guardia, e l'afferra: un'uccisione brutale (il collo spezzato di netto) o uno strangolamento lento ma più silenzioso? Gli sviluppatori optano per la seconda opzione, mentre 47 tranquillizza la sua vittima. Silenzio, non c'è più niente da fare.
Adesso il corpo è a terra, e compare una sorta di menù contestuale semplice ed efficace, molto simile a quello con cui spesso si prendevano le decisioni in Heavy Rain: i simboli dei tasti fluttuano vicino al cadavere. Possiamo afferrare la sua pistola, spogliarlo per vestire i suoi panni, oppure trascinarlo per occultarlo con attenzione. L'orfanotrofio non è certo avaro in termini di angoli bui o possibilità per occultare i cadaveri. Scivoli per i panni sporchi nel locale lavanderia, grossi freezer industriali nelle cucine, armadietti nelle zone ricreative. Basta avvicinarsi, non visti, ed il gioco è fatto.
Celare i cadaveri e rimanere ben nascosti, uccidere silenziosamente, sono azioni indispensabili per rimpinguare la barra dell'Istinto. Grazie a questa innata propensione di 47 a cogliere i dettagli di quello che succede attorno a lui, l'Istinto dell'Assassino ci permetterà ad esempio di attivare una visione tattica, simile a quella di Ezio o di Batman in Assassin's Creed o Arkham City. In questa modalità potremo vedere anticipatamente le traiettorie che compiranno le guardie, per ottenere un notevole vantaggio strategico. Incollati ad una parete, basterà svoltare l'angolo al momento giusto per evitare sguardi indiscreti. Non crediate però di poter abusare di questo potere: la barra dell'Istinto si consuma in fretta, brucia crepitando come una fiammella tenue. E' indispensabile utilizzarla per guadagnare il vantaggio, ma la posizione favorevole va poi sfruttata e interpretata al meglio, o la prossima volta dovremo fare a meno di questa preziosa risorsa.
Uno degli aspetti che più ci ha colpito di Hitman Absolution è la sua incredibile capacità di trasmettere la tensione. Mentre le guardie si avvicinano a 47 il battito del suo cuore aumenta d'intensità, i rumori ambientali si attenuano. In certi altri momenti basta una luce che si accende all'improvviso in una stanza buia per segnalare l'arrivo di un nemico: per un istante il tempo rallenta, come se tutti i nostri sensi impazzissero, ed una nota acuta invade l'aria.

Absolution trasmette quindi un continuo senso di precarietà, di insicurezza: basta una disattenzione da nulla per scatenare un putiferio, e mandare all'aria la pianificazione perfetta di un sicario inafferrabile. Anche se non abbiamo avuto modo di testare il gioco Pad alla mano, Hitman ci ha trasmesso il brivido di uno Stealth Game vecchia scuola, riportandoci con la mente ai tempi di Solid Snake e di Sam Fisher. Merito anche dell'interfaccia di cui si parlava, che ci avverte, non appena ci avviciniamo ad un nemico potenzialmente pericoloso, con una freccia sbiadita, mentre il disturbo del rumore bianco quasi "sporca" la nostra performance. Da questo punto di vista Absolution pare davvero una manna dal cielo per tutti gli amanti dell'azione furtiva.
Anche quando pensiamo di essere al sicuro, travestiti come uno dei folli criminali, dobbiamo porre la massima attenzione. Soprattutto in questi momenti è necessario tenere ben colma la barra dell'istinto. In questa maniera se qualcuno dovesse avvicinarsi potremmo compiere un gesto apparentemente naturale: aggiustarsi la maschera, o grattarsi la nuca. Quel tanto che basta per schivare gli sguardi indiscreti che ci si posizionano addosso, mentre nuovamente l'azione rallenta senza pietà, per prolungare quegli attimi che sembrano non finire mai.
Ci sono alcuni elementi che vanno appena metabolizzati: le porte che si aprono in automatico, riducendo l'interazione ambientale , o il cambio fin troppo rapido di vestiti quando decidiamo di prendere i panni di una vittima. Ma sembrano quasi decisioni prese con cognizione di causa dal team di sviluppo, che non vuole sviare l'attenzione del giocatore da quella che è il focus principale del gameplay: ovvero la pianificazione machiavellica di una perfetta mente criminale, reattiva e pronta.
Il primo dei due Playthrough, dunque, scivola via regalandoci attimi di pura esaltazione. Uccisioni all'ultimo secondo con oggetti di fortuna, ed una spietata caccia all'uomo, mentre attraversiamo stanze davvero piene di avversari, riuscendo a metterli nel sacco con attenzione e abilità. Era da tempo che non si vedeva un titolo così meticoloso nel riproporre meccaniche stealth che hanno reso celebre più di una saga.

Learning the Hard Way

Ma Hitman Absolution non è uno Stealth Game. Meglio: non è solo uno Stealth Game. E' un titolo a tutto tondo, che nel 2012 si permette di valicare la logica di genere ed offrire al giocatore diverse possibilità. Gli sviluppatori ricaricano il livello dall'inizio, ma stavolta sono molto più diretti. Niente esche e distrazioni, niente finezze da killer silenzioso. Un'accetta per le emergenze, ed è subito un bagno di sangue. I tre criminali che stanno torturando la guardia, prima abilmente evitati, hanno una brutta sorpresa. Ci avviciniamo al primo ed un colpo di scure trancia di netto i nervi del ginocchio. In un attimo ci lanciamo sul secondo: stavolta un taglio preciso in mezzo agli occhi. Il terzo ha estratto la pistola; si allontana, esplode due colpi. Lo schermo tende a farsi rosso. 47 prende la mira e scaglia l'ascia con forza e precisione. Una furia omicida degna dei migliori action movie, coreografata in maniera impeccabile. Un'altra guardia si avvicina attratta dagli spari. Nascosto, 47 attende il suo arrivo, e si precipita fuori dalla copertura. Un breve Quick Time Event, ed il poveretto è fuori gioco.
Sceso al pian terreno, dove prima era arrivato con un passamontagna sul volto, il nostro Killer impugna un fucile a canne mozze strappato dalle mani di una delle sue vittime. Qui, invece di superare non visto una decina di avversari, si da al massacro indiscriminato. Fucilate alle ginocchia, colpi a bruciapelo. Ad onor del vero questa è la sequenza che ci ha convinti di meno, nel corso della dimostrazione. In questo frangente Absolution si è quasi trasformato in un Gears of War semplificato, mentre l'Intelligenza Artificiale, brillante nelle routine comportamentali delle fasi stealth, non ci ha affatto stupiti. Reazioni ai colpi ed una gestione dell'Hitbox non sempre precisa sembrano far pensare che le sparatorie siano un'opzione minoritaria, nell'economia di gioco. E allora: le più grandi soddisfazioni agli emuli di Snake e un magro contentino ai fan di un approccio in stile "From Paris With Love"? Per fortuna il team di sviluppo ci smentisce subito. Anche gli amanti dell'azione avranno la possibilità di sfruttare l'istinto, utilizzando in particolare il Point Shooting System. Questo sistema si può attivare al momento di fare irruzione in una nuova stanza, o sbucando all'improvviso da una copertura. Il tempo rallenta, ma non è una moviola alla Max Payne. Più semplicemente, sono secondi di totale immobilità in cui il sistema nervoso di 47 è in massima allerta, mentre il Killer passa in rassegna tutti i punti di interesse. In questo periodo di tempo (variabile a seconda di quanto sia piena la nostra barra) possiamo bloccare i colpi delle nostre armi da fuoco per poi farli partire all'unisono. Come in un moderno Red Dead Redemption.
Il risultato, veicolato ottimamente da brevi scene cinematiche, è semplicemente esaltante. Immaginate 47 che irrompe in una stanza piena di avversari, e prima ancora che questi abbiano estratto piazza due colpi alla nuca dei nemici più vicini. Il guizzo caldo di sangue è solo l'antipasto, prima della deflagrazione di una bombola esplosiva innescata da un altro proiettile, preciso e letale. Qualche secondo, e la stanza è vuota. 47 è fermo, in piedi. Statuario, ieratico, la sua espressione impassibile. Ma dentro di lui - lo sappiamo - si fa strada un macabro sorriso.

Il fascino del Killer

Dal punto di vista tecnico, Absolution è un prodotto eccellente. Il nuovo motore grafico proprietario di IO-Interactive è una gioia per gli occhi. Non mostra la profondità di campo delle ultime esclusive arrivate su PC, PS3 o Xbox360 (anche se la presentazione dell'E3 aveva gettato qualche inquadratura su ambienti decisamente vasti), ma nella riproposizione di ambienti chiusi risulta ottimamente caratterizzato. Oltre ad una mole poligonale invidiabile, sono i dettagli delle texture che colpiscono: sacrificano le mappe superficiali per farsi ottimamente definite, e soprattutto per non farsi mai mancare una varietà invidiabile. E' evidente che Absolution punti tutto sullo stile particolare, sulla sua capacità di addensare in ogni stanza una miriade di dettagli. Ogni muro, ogni crepa, racconta una storia di impietosa violenza, e molti scorci sono -come da buona tradizione della serie- inquietanti e quasi surreali. I pianoforti abbandonati nelle sale ricreative, le luci pallide dei neon nelle cucine, la carta da parati consumata dal tempo, mentre rosari e crocifissi punteggiano le stanze dell'istituto religioso. Per i fan di vecchia data sarà come tornare a casa: la saga di Hitman è sempre stata ricolma di velati simbolismi religiosi, attraversata da una dimensione onirica e funerea, e Absolution sembra volerla riabbracciare appieno. Senza dimenticare la cura per i dettagli: basta vedere la rossa cravatta di 47, che penzola libera soltanto oltre la clip d'oro del fermacravatta, per restare fortemente impressionati dalla cura riposta nello sviluppo.
Assolutamente impressionante la colonna sonora. IO-Interactive ha lavorato ad un accompagnamento adattivo, che sappia adeguarsi alle azioni del videogiocatore, affiancando in maniera appropriata qualunque sua bizza. Ed ecco allora che le note spariscono mentre respiriamo affannosamente nascosti dentro un armadio, sbirciando appena dalla fessura invasa di luce, mentre poco dopo, in preda al più entusiasmante delirio di piombo e proiettili, le sviolinate lente delle sequenze furtive si animano all'improvviso, per acquietarsi ancora solo dopo che l'ultimo avversario è caduto. Finalmente un'attenzione eccezionale anche per la musica, in grado di veicolare con efficacia quei brividi di cui si è abbondantemente discusso.

Hitman Absolution Dopo la presentazione dell'E3 avevamo inquadrato Hitman Absolution come un titolo molto promettente, e tuttavia ben inquadrato all'interno di una precisa logica di genere. Invece IO Interactive ci stupisce con un brillante colpo di testa: segue la via dello stealth game meticoloso, puntiglioso e spietato, ma ci lascia anche la possibilità di giocare con armi occasionali e istant kill. Ci permette di nascondere cadaveri e anticipare i movimenti degli avversari, ma sul banco getta anche un arsenale carico e pronto a far fuoco, per azioni spettacolari e adrenaliniche, degne del miglior Max Payne. In Hitman Absolution c'è davvero tanto, molto più di quanto potreste aspettarvi. E c'è, soprattutto, quel sistema di fare videogiochi che sembrava sparito da qualche anno, ma che proprio con Deus Ex (un altro titolo Square-Enix) ha fatto riscoprire al videoplayer il piacere della scelta, schivando abilmente l'ombra della linearità. Tutto questo, è ammantato da una ricerca stilistica sopra le righe, interessante ed attenta, rispettosa dell'eredità di una saga che da troppi anni mancava sulle scene. Insomma, occhi puntati su Absolution, perchè se il level design e la lunghezza dell'avventura saranno all'altezza di questi primi spezzoni, avremo per le mani un titolo assolutamente imperdibile.

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