Horizon Forbidden West: Aloy nelle lande proibite di PS5

L'evento di Sony ha regalato l'annuncio di Horizon Forbidden West, e noi abbiamo raccolto tutte le informazioni sul gioco di Guerrilla.

Horizon Forbidden West
Anteprima: PlayStation 5
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Disponibile per
  • PS4 Pro
  • PS5
  • L'evento di Sony dedicato alla sua console next-gen è stato di certo ricco di sorprese: dal design ufficiale di PlayStation 5 all'annuncio di Spider-Man Miles Morales, insieme a tanti altri giochi che comporranno la line-up della nuova generazione. Tra queste produzioni, la più attesa è senza dubbio Horizon Forbidden West, sequel dell'open world firmato Guerrilla Games.

    Rivedere Aloy ha scaldato il cuore della community, e dal filmato di presentazione è possibile cogliere alcune interessanti informazioni sulla produzione dell'ex studio di Hermen Hulst: dalle ambientazioni inedite, alle minacce che lanceranno "oscuri presagi" sui Nora e tutte le altre tribù. I pericoli del mondo di Horizon non sono stati quindi debellati del tutto, ed è tempo di esaminare nel dettaglio tutto il materiale a nostra disposizione.
    Attenzione l'articolo contiene spoiler sul finale di Horizon Zero Dawn.

    La strada fin qui

    Prima di ragionare sulla nuova missione di Aloy, il compito "che solo lei può portare a termine", è bene fare un ripasso degli eventi visti in Zero Dawn. Alla fine dell'avventura la giovane aveva sconfitto ADE, l'intelligenza artificiale ribelle a cui dobbiamo la corruzione delle biomacchine, tuttavia nel finale segreto del gioco abbiamo appreso non solo che l'IA non è stata debellata definitivamente, ma che adesso è nelle mani di Sylens, il responsabile del suo primo risveglio. L'attivazione di ADE è un gesto figlio della brama di sapere, e già qualche anno fa abbiamo compreso l'inganno finale di Sylens: lui aveva fornito l'Override definitivo atto ad annientare l'intelligenza artificiale, e di certo lo avrà modificato per simulare "la morte apparente" del programma corrotto.

    L'ultima immagine di ADE che abbiamo è la sua "essenza", purpurea come il sangue delle tribù che ha versato, compressa in una gabbia di metallo che Sylens porta con sé. C'è ancora tanto da apprendere, e poco importa se questa fame di conoscenza minaccerà l'esistenza stessa dell'umanità. Per quanto temibile, però, il sistema adibito a resettare la vita non è l'unico "algoritmo" di cui aver paura.

    Elisabet Sobeck (la donna col DNA da cui è nata Aloy) aveva creato GAIA per agevolare il processo di terraformazione e istruire gli uomini del futuro a non ricommette gli errori del passato. La "guardiana" era stata supportata da una lunga serie di programmi subordinati, progettati per gestire tutti i sistemi necessari a rendere il pianeta nuovamente vivibile: dai mari alle foreste, passando per i vulcani e le tecnologie.

    Il piano di Elisabet degenera quando, per mano di qualcuno, gli algoritmi subordinati acquisiscono un'autocoscienza, andando in conflitto con gli scopi della mente madre: dal DLC The Frozen Wilds, ad esempio, abbiamo fatto la conoscenza del temibile EFESTO, il responsabile della creazione delle macchine che, una volta corrotto, ha intensificato la produzione tanto da inaridire le terre circostanti. Altre IA, come CYAN, hanno mantenuto intatto il proprio scopo e i comportamenti pacifici. Proprio quest'ultima avverte Aloy che la speranza di risvegliare GAIA è ancora viva, a patto di rinvenire i suoi frammenti sparsi in giro per il mondo, ed è su queste basi che sarà costruita la narrativa di Forbidden West.

    La corruzione dell'animo umano

    La terra sta morendo, gli animali agonizzano, mentre gli ortaggi appena colti marciscono nel giro di pochi istanti. Qualcosa - o meglio qualcuno - sta scombussolando gli equilibri del mondo, e solo Aloy comprende cosa stia accadendo. È lei l'ultimo baluardo per le tribù sopravvissute. Il filmato d'annuncio di Horizon Forbidden West comunica tutta la forza della giovane donna, ormai cosciente della sua vera natura e di quella del mondo che la circonda. A dircelo è la stessa protagonista in una frase emblematica del trailer: "Questa missione è solo mia. Se vacillo, se fallisco, non rimarrà nessuno a fermare cosa sta arrivando".

    È in questo momento che, dopo una rapida transizione, appare proprio Sylens, intento a osservare della strane comete rosse nel cielo stellato. Si tratta dei segni della corruzione che dilaga? Che il morbo cibernetico sia riuscito a intaccare le IA alla base dei sistemi essenziali per garantire la vita? Una probabilità che non ci sentiamo di escludere, dato che l'uomo sembra aver raggiunto un grado di "sapere" ancora più alto, tanto che la tribù al suo seguito utilizza con facilità l'override sulle macchine fuori controllo, assoggettandole.

    D'altronde, come abbiamo raccontato poc'anzi, l'uomo è riuscito a ingabbiare ADE per soddisfare le sue brame, e se fosse vicino ad avere in mano "un intero pianeta", la fame di conoscenza potrebbe facilmente trasformarsi in un incontenibile desiderio di potere.

    Sola, di fronte a quello che pare un nemico imbattibile, talmente devastante da risvegliare anche macchine sopite da secoli (il robot gigante disattivato sotto la palude ne è un esempio), Aloy può solo "ripetere" l'atto di coraggio che l'aveva resa un faro di speranza in Zero Dawn: superare le paure dei popoli, le superstizioni più terrificanti, spingendosi dove nessuno è mai arrivato. È a questo punto che possiamo fare delle congetture interessanti sul Forbidden West, ossia l'ovest proibito, descritto dai Carja come una terra oscura e pericolosa.

    Il punto di non ritorno

    Iriv, il sesto Re della tribù Carja, in passato ha condotto personalmente quattro spedizioni nel "Daunt", l'area che si estende oltre i canyon che abbiamo visitato nel primo capitolo. Di lui si persero le tracce e il fratello Basadid, una volta ereditata la corona, fece costruire un enorme forte dichiarando quei luoghi proibiti a chiunque. Nonostante il veto, in molti hanno provato a compiere l'impresa, ma tutti i sopravvissuti avevano perso completamente il senno e presentavano ferite quasi mortali.

    Il mistero del Forbidden West è insondabile, e i pochi racconti su quei luoghi differiscono nei dettagli: alcuni narrano di aver vagato per vasti deserti di sabbia, o aver calpestato enormi praterie; altri ancora di aver rinvenuto perfino le rovine degli antichi e delle città sommerse nel lago più grande che si sia mai visto. Alcune testimonianze, infine, narrano di tribù sconosciute e di macchine colossali, e si dice che solo Rost (l'uomo che accudì Aloy da bambina) abbia raggiunto il cuore delle lande proibite, tentando di salvare la figlia.

    Parlando della trama del prossimo Horizon, è probabile che Aloy decida di esplorare la terra ignota nel tentativo di risvegliare GAIA e contrapporsi a Sylens. La varietà della ambientazioni e dei biomi già visti in Zero Dawn sarà ulteriormente ampliata, dando spazio a escursioni sottomarine tra le rovine delle civiltà del passato. La protagonista, infatti, sfoggia un respiratore hi-tech piuttosto peculiare, e muovendosi tra le alghe arriva a scorgere un enorme costruzione su cui svetta un cartello con il nome della città visitata, ovvero San Francisco (tra l'altro è visibile anche un Golden Gate diroccato). Non solo, in pochi secondi l'avventuriera scala montagne innevate, attraversa deserti e spiagge ed entra in contatto con alcuni "antichi manufatti": è questo il caso dell'insegna cinese che Aloy rinviene dalla sabbia. A tal proposito abbiamo provato a tradurre il cartello, che sembra indicare un luogo d'intrattenimento per gli antichi abitanti, e se consideriamo l'ologramma del drago danzante che si nota di lì a poco, l'ipotesi pare aver senso.

    Se la varietà di ambientazioni sembra garantita dal filmato d'annuncio, restano ancora da comprendere le possibili evoluzioni a livello ludico: il già citato respiratore potrebbe aprire un nuovo ventaglio di meccaniche esplorative, mentre resta da comprendere quali altri strumenti saranno a disposizione della giovane protagonista.

    Ci aspettiamo comunque un equipaggiamento migliorato, in grado di ampliare le strategie offensive dell'eroina. Serviranno sicuramente nuovi utensili per fronteggiare le minacce che dovrà combattere Aloy. Sylens sembra in lizza per assumere il ruolo del villain principale, ma l'ovest proibito è un ricettacolo di pericoli ignoti: tra questi l'ultima tribù che appare nel trailer, ornata di colori sconosciuti e in grado di comandare un mastodontico elefante robotico. Tra le note di coda, non possiamo esimerci dallo spendere qualche parola sull'incredibile comparto tecnico della produzione, che punta dichiaratamente a ridefinire gli standard dell'industria.

    Le sequenze mostrate nel trailer raccontano i pregi di quello che è, indiscutibilmente, uno degli asset creativi più potenti tra quelli a disposizione di Sony, ovvero il Decima Engine. Ogni singolo aspetto del comparto tecnico del titolo trasuda "next gen" da ogni poro, dal sistema d'illuminazione alla complessità dei modelli poligonali, costruiti per valorizzare la direzione artistica di Guerrilla e il fascino di un mondo che pare molto più denso, vivo e vibrante rispetto al passato. Un salto qualitativo che colpisce i sensi con una tempesta di colori accesi e panorami straordinariamente suggestivi, che non vediamo l'ora di attraversare nei panni della cercatrice dei Nora, lungo un percorso lastricato di promesse entusiasmanti.

    Horizon Forbidden West Horizon Forbidden West ci ha colpito positivamente, e nonostante le domande siano ancora molte, il lavoro di Guerrilla sembra accordarsi ottimamente con l’interessante lore nata dal primo episodio. A questa si aggiungono le leggende su una terra potenzialmente immensa, ricca di biomi e luoghi da scoprire. A tutto ciò dobbiamo aggiungere anche nemici vecchi e nuovi, oltre alle tecnologie che daranno manforte alla giovane guerriera. Misteri che non vediamo l’ora di scoprire, perché anche noi, come Aloy, “saremo pronti”.

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