House of Ashes: un nuovo tipo di horror nella Dark Pictures Anthology

Abbiamo visto in azione il terzo capitolo dell'antologia dell'orrore di Supermassive Games e siamo pronti a raccontarvelo.

The Dark Pictures Anthology House of Ashes
Anteprima: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Dopo Man of Medan e Little Hope (per approfondire, vi rimandiamo alla recensione di Little Hope e alla recensione di Man of Medan), l'antologia horror di Supermassive Games e Bandai-Namco arriva al suo terzo movimento. Il progetto procede con ritmi meno sostenuti rispetto a quelli previsti inizialmente, eppure conserva la sua filosofia di base, nel proporre con cadenza regolare esperienze horror contenute ma intense, autonome e ben diversificate; almeno per quel che riguarda atmosfera e toni della narrazione, visto che sul fronte del gameplay tutti gli episodi della Dark Pictures Anthology abbracciano invece la solita formula.

    A chi ancora non fosse entrato in contatto con i titoli appena citati, ricordiamo che si tratta di avventure grafiche moderne, molto narrative e poco interattive: proprio come fu per Until Dawn (qui la nostra recensione di Until Dawn) qui ci si concentra sulle scelte del giocatore, per fare in modo che l'utente possa scolpire l'andamento della storia e decidere così la sorte dei personaggi. Di tanto in tanto, a movimentare le cose, troviamo un quick time event il cui esito può avere effetti dirompenti sulla salute psicofisica dei protagonisti. House of Ashes, il prossimo episodio della "raccolta", non fa eccezione, e non cambia certo le carte in tavola. A mutare è invece il genere di horror che viene esplorato, gli attori che hanno prestato i volti ai personaggi, e i toni della narrazione. Per scoprire cosa ci aspetta questo autunno, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Will Doyle, Game Director del gioco, dopo aver assistito ad un'esaustiva presentazione del titolo.

    Soldati alle prese con un orrore antico

    House of Ashes ha un incipit inaspettato: il giocatore osserva infatti un manipolo di soldati armati di tutto punto che pattugliano un desolato villaggio iracheno. Si tratta di forze speciali americane, alla ricerca di armi chimiche in territorio ostile. Alla guida dei soldati c'è Rachel King, agente della CIA protagonista di questa (dis)avventura, interpretata da Ashley Tisdale (la Sharpay di High School Musical).

    Coinvolti in un conflitto a fuoco con le forze nemiche, i soldati verranno loro malgrado catapultati in un orrore ben più terribile della stessa guerra: a seguito di una scossa di terremoto, infatti, il terreno si aprirà sotto i loro piedi e li precipiterà di fronte ai resti di un antico tempio babilonese, all'interno di un lugubre complesso sotterraneo.Sarà in questo labirintico intreccio di androni e cunicoli che i soldati entreranno in contatto con il lascito di un antico Re, una figura misteriosa in cui confluiscono i tratti del sovrano e quelli della divinità, la fondatezza della storia e il fascino del mito. Stiamo parlando di Nannar Suen, regnante sumero che, secondo la leggenda, commise il più grande dei peccati sospinto dalla sua superbia. Dopo aver accumulato potere e ricchezze incommensurabili sfidò apertamente gli dèi saccheggiando un tempio sacro. L'ira delle divinità si manifestò sotto forma di sciagure che fiaccarono il popolo di Nannar, e condussero il regno sull'orlo della distruzione.

    Quale sia stata la sorte di questo borioso sovrano il team non lo ha ancora rivelato, ma sembra evidente che in qualche modo la sua storia tormentata abbia generato degli orrori che ancora si annidano nel sottosuolo, rimasti dormienti per millenni e risvegliati dalle scosse del terremoto. Sarà chiaro fin da subito che i protagonisti si troveranno a fronteggiare esseri paranormali subdoli e agguerriti, mostruosità antichissime deformate dal tempo e dall'oscurità in cui hanno albergato per decine di secoli.

    Un nuovo horror

    Il genere di riferimento per House of Ashes, ci spiega Will Doyle, è quello dell'Exploration Horror, a cui fa capo anche una delle pellicole più apprezzate di qualche decennio fa: The Descent. House of Ashes sembra avere molto in comune con il film di Neil Marshall: un groviglio di cunicoli sotterranei popolati da entità striscianti e malefiche, un'atmosfera asfissiante e un costante senso di instabilità e oppressione.

    Nel gioco targato Supermassive troveranno però spazio anche altre tematiche: sarà importante proprio la dimensione storica legata alla figura di Nannar Suen, che ci porterà addirittura a giocare una sequenza ambientata nell'antica Mesopotamia, in un flashback non dissimile a quelli già visti in Little Hope. E poi sarà presente la dimensione corale: gli eventi saranno vissuti da cinque personaggi che si alterneranno al centro della scena, che dovranno imparare a collaborare e darsi supporto a vicenda.

    La presenza di più protagonisti servirà come sempre a valorizzare le classiche modalità già viste nei precedenti titoli della Dark Pictures Anthology, come ad esempio Serata al Cinema, in cui fino a cinque giocatori si alterneranno al controllo dei soldati "convocati" alla corte di Nannar. Fra le altre opzioni ormai caratteristiche della raccolta ci sono sempre Storia Condivisa (per due utenti, che si spartiscono i personaggi), e l'immancabile Curator's Cut, prevista inizialmente come bonus pre-ordine, che include delle scene completamente inedite non giocabili nelle altre modalità.

    Una formula ormai rodata, conosciuta da tutti i fan della produzione. Il team di sviluppo ci tiene comunque a sottolineare la presenza di alcune novità, come la possibilità di selezionare un livello di difficoltà per i Quick Time Event (nel caso in cui si voglia ridurre la tensione durante le prove di riflessi e tempismo) e la presenza di sezioni in cui la telecamera sarà completamente libera. Queste ultime sono pensate, stando alle dichiarazioni di Supermassive, per trasmettere un senso di maggiore dinamismo, lasciando l'utente libero di esplorare le ambientazioni con lo sguardo, alla ricerca di indizi e premonizioni (che qui prenderanno la forma di glifi e bassorilievi).

    Anche sul fronte tecnico, essendo House of Ashes il primo titolo dell'antologia ad arrivare sul mercato dopo l'uscita delle console Next-Gen, vedremo dei piccoli miglioramenti nel caso in cui giocassimo su PS5 o Series X/S. Nessuna modifica ai modelli poligonali o alle animazioni, ma qualche ritocco sul fronte texture e illuminazione.

    Purtroppo, il team non ha voluto entrare nel merito di queste rifiniture grafiche, così come non ha aggiunto molti dettagli per quel che riguarda il racconto, per evitare di rovinare del tutto l'effetto sorpresa. Per capire se la sceneggiatura di House of Ashes sarà più o meno efficace rispetto a quella dei primi due episodi, e scoprire quanta influenza avranno le scelte del giocatore sugli esiti della vicenda, dovremo dunque aspettare che la maledizione di Nannar si infranga sulle nostre console, il prossimo autunno.

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