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Humankind: prendiamo il controllo di antiche civiltà nel nuovo gioco SEGA

SEGA presenta Humankind alla Gamescom, uno strategico per PC ispirato a giochi come Civilization ed Age of Empires.

Humankind
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Humankind è il progetto più ambizioso di Amplitude, il loro progetto dei sogni: parliamo di uno strategico 4X costruito sfruttando il know how ottenuto con lo sviluppo della serie di Endless Space ed Endless Legends. Di primo impatto Humankind potrebbe sembrare un clone dei Civilization, ma sebbene condivida alcune caratteristiche con il gioco di Firaxis, una presentazione a porte chiuse alla Gamescom ci ha fatto capire alcune delle più importanti differenze.

    L'alba delle civiltà

    Il gioco di Amplitude mantiene l'approccio ad esagoni di molti strategici 4X, così come la necessità di esplorare, individuare risorse (anche attraverso la caccia di bestie che si muovono nello scenario) e stabilire centri abitati. Al contrario di Civilization, tuttavia, non c'è nessuna scelta nella civiltà da guidare nel corso della partita: sarà compito dell'utente creare la sua civiltà specifica, selezionando una lista di culture da un apposito menu ogni volta che si acquisiranno le risorse necessarie.

    Ciò potrà esser ripetuto più volte durante la partita, e progressivamente, sommate alle caratteristiche della cultura precedente, ci saranno le nuove specifiche di quella appena scelta. Durante la demo gli sviluppatori hanno optato per la cultura egizia, specializzata nella costruzione rapida di edifici. Poco dopo hanno scelto la cultura romana, dopo ancora quella khmer.

    Il risultato che si è palesato nelle fasi finali della partita era piuttosto particolare: lo stile delle costruzioni era infatti ibrido, c'erano meraviglie appartenenti a culture profondamente distinte che coesistevano in spazi vicini, oltre al fatto che, come abbiamo detto, tutte le specificità di queste culture contribuivano a caratterizzare in maniera originale una nuova civiltà frutto delle scelte dell'utente.

    In totale ci saranno sessanta culture, ognuna con sei gradi di progresso: le variabili diverse sono quindi un milione, un numero che testimonia a pieno quanto il team di sviluppo abbia lavorato per garantire varietà. Humankind ha voluto direzionarsi, inoltre, sul sentiero della semplificazione rispetto ad alcuni aspetti più scomodi dei giochi come Civilization, senza minare in questo modo la complessità strategica.

    Nei titoli di Firaxis, la parte finale dei match può causare problemi di coordinazione o tedio derivanti dalla necessità di gestire troppi elementi - come le città - contemporaneamente, per risolvere alcune di queste problematiche Amplitude ha ridotto l'importanza di fondare nuovi insediamenti, incrementando l'area di espansione delle città, che possono essere collegate anche ad avamposti nelle vicinanze. In Humankind ci saranno quindi metropoli estese, che potrebbero coprire anche intere isole, ma più facili da gestire anche attraverso una serie di menù contestuali che ci sono sembrati molto intuitivi.

    Un altro punto essenziale della presentazione ha riguardato i combattimenti. In Humankind è possibile costruire delle grosse armate e racchiuderle in un piccolo gruppo che occupa una singola casella. Quando però l'armata incontra una forza nemica, si scatena una battaglia su vasta scala che coinvolge vari gruppi di combattenti.

    Il buon posizionamento (su un'altura, ad esempio) delle proprie forze è come al solito uno dei requisiti per ottenere la vittoria, Amplitude ha fatto però capire che le sorti dello scontro possono essere determinate solo dopo qualche turno, e in questi frangenti altre formazioni possono unirsi al combattimento ed ampliare ancor di più le dimensioni della battaglia. Possiamo solo immaginare cosa possa accadere in partite multiplayer che ospiteranno fino ad otto giocatori contemporaneamente. Purtroppo la demo si è esaurita proprio prima che i combattimenti avessero inizio, lasciando ancora avvolta nel dubbio una componente molto interessante di Humankind.

    Gli sviluppatori contano di svelare, nei prossimi mesi, altre novità che permetteranno di comprendere ancor meglio le caratteristiche del loro gioco. Un'ultima nota per parlare del comparto visivo, che ci è parso in piena forma: il colpo d'occhio generale è impreziosito da colori sgargianti ed ambientazioni dettagliate, comprese le metropoli, popolate da personaggi che si muovono per le strade e le riempiono di vita.

    Humankind La presentazione di Humankind alla Gamescom di Colonia non ha dissolto tutti i nostri dubbi, ma è servita a mettere in chiaro le sue caratteristiche principali. Il gioco sarà un 4X con alcune meccaniche originali legate alla presenza di circa sessanta diverse culture: nel corso delle partite i giocatori potranno scegliere quali di queste inglobare nella loro personale civilizzazione, ottenendo così dei vantaggi legati a ciascuna cultura. Le possibilità sono un milione. 
Per quanto riguarda la componente bellica, Amplitude ha deciso di realizzare battaglie su larga scala che non si risolveranno in un paio di turni, ma dureranno molto più tempo. Insomma, anche se i dettagli che ci son stati mostrati non hanno soddisfatto la nostra sete di curiosità, non possiamo che ritenerci colpiti positivamente da Humankind. Non vediamo l’ora di scoprire di più riguardo ad aspetti come la religione o la diplomazia, ma bisognerà attendere: il gioco è infatti previsto su PC nel 2020.

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