In Sound Mind: i suoni della mente esplodono in un nuovo horror psicologico

Siamo stati invitati a un'anteprima esclusiva di We Create Stuff, che ci ha mostrato nuove sezioni dell'horror psicologico in arrivo nel 2021.

In Sound Mind: i suoni della mente esplodono in un nuovo horror psicologico
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Disponibile per
  • Pc
  • Switch
  • PS5
  • Xbox Series X
  • È passato molto tempo - quasi un anno, a essere precisi - da quando il team di We Create Stuff aveva presentato il suo In Sound Mind (ve lo ricordate? Abbiamo provato In Sound Mind qualche mese fa), coraggioso tentativo di cambiare le carte in tavola in un genere particolarmente inflazionato negli ultimi anni, specialmente per quanto il panorama indipendente. Con una formula a metà strada tra horror psicologico e rompicapo esplorativo, l'intento dello studio dietro a Nightmare House 2 è sempre stato quello di recuperare i canoni classici dell'orrore videoludico per rielaborarli in una forma più fresca e intrigante. Il debutto del titolo è previsto per il 2021 (uscirà per tutte le console di nuova generazione, Switch e per PC), e nel frattempo abbiamo avuto l'occasione di dare un'altra occhiata al progetto, tramite una presentazione di 30 minuti seguita da un breve panel nel quale gli autori ci hanno portato all'interno del loro mondo e hanno risposto ad alcune domande per illustrarcelo al meglio.

    La paura è dentro di noi

    In Sound Mind narra la storia di uno psicologo di nome Desmond, che si risveglia all'interno di un edificio sconosciuto senza alcuna memoria di cosa gli sia successo e di come sia finito in un posto talmente oscuro e tetro. I ricordi dell'uomo, uniti a quelli degli assistiti che ha aiutato nel corso degli anni, prendono vita tramite dei nastri che ripercorrono le loro esperienze collocati in diversi scenari.

    Ognuna di queste registrazioni contiene al suo interno una serie di puzzle e misteri, che dovranno essere risolti per giungere a delle risposte su cosa stia realmente accadendo al protagonista. Tra i dubbi che ci erano rimasti dopo aver provato il titolo c'era sicuramente qualche perplessità sulla varietà del level design e del gameplay in generale, due elementi chiave per mantenere intatta l'efficacia di una produzione di questo genere. Fortunatamente, l'ultimo incontro col gioco ci ha offerto qualche rassicurazione sulla rotta creativa scelta dal team di sviluppo, che sembra più articolata di quanto non apparisse all'inizio.La prima delle sequenze inedite mostra una delle aree sicure del gioco, all'interno delle quali potremo salvare la partita e migliorare armi ed equipaggiamenti tramite un utile banco da lavoro. Poco dopo, una volta avviato il nastro di un nuovo paziente (Allen), i contorni del mondo vengono distorti e alterati mentre il protagonista si ritrova proiettato in uno scenario completamente diverso, una misteriosa spiaggia avvolta nell'oscurità.

    In breve tempo, comprendiamo di trovarci all'interno dei ricordi del nostro paziente, con l'obiettivo di risolvere vari enigmi ambientali e sconfiggere ogni creatura che si frappone tra noi e il nostro compito: liberare la mente di Allen dal peso del trauma vissuto.

    Questa porzione di gioco, per fortuna, inizia a dare lustro alle potenzialità di un titolo che fino a ora sembrava non promettere nulla di particolarmente nuovo e accattivante. Desmond può sfruttare l'ambiente circostante a suo favore sia per passare alle aree successive (utilizzando i diversi elementi del paesaggio per superare ostacoli e barriere), sia per affrontare i nemici: quando si è a corto di munizioni, per esempio, una soluzione potrebbe essere quella di sparare a un barile esplosivo per danneggiare seriamente il nemico.

    Proprio a proposito degli scontri con i mostri, ci è stato confermato che ogni giocatore potrà scegliere l'approccio da lui preferito. Quelli che preferiscono l'azione e la frenesia avranno l'opportunità di sfidare le minacce a viso aperto, utilizzando le armi e ogni mezzo a disposizione per sopravvivere.

    Coloro che invece desiderano sfruttare l'ingegno e mettere alla prova le proprie capacità di "problem solving", troveranno pane per i loro denti, e saranno invitati ad attuare manovre evasive e a utilizzare il "pensiero laterale" per avere la meglio in battaglia. Un piccolo assaggio di questo modo alternativo per affrontare le situazioni più tese ci viene fornito da un'interessante battaglia con un mostro che si muove sottoterra, che può essere aggirato con un po' di astuzia, evitando così di sprecare preziose pallottole. Una delle più evidenti ispirazioni per la genesi di In Sound Mind è stata la serie di Resident Evil (come confermato dagli stessi autori), e in particolare il settimo capitolo della saga. È infatti impossibile non ritrovare in alcune sezioni di gioco delle evidenti citazioni all'IP Capcom: lo stesso utilizzo dei "nastri" usati per entrare nella mente dei pazienti di Desmond richiama alla mente le cassette viste in RE7 Biohazard (a tal proposito, ecco la nostra recensione di Resident Evil 7).

    Anche la safe zone attinge a piene mani dalla fortunata saga di Capcom, e l'intero feeling dell'opera si avvicina parecchio allo splendido e terrificante viaggio vissuto in Louisiana nei panni di Ethan Winters. Tra i modelli di riferimento citati nel corso dello showcase c'è Half-Life, vera e propria pietra miliare del gaming, specialmente per quanto riguarda i titoli in prima persona.

    A questo proposito, studio dichiara di aver modellato gli ambienti e il gameplay secondo un approccio spiccatamente "old-school", cercando tuttavia di cambiare e rinnovare alcuni vecchi stilemi del genere di riferimento.

    Per quanto In Sound Mind offra agli utenti una buona libertà d'azione, questi saranno chiamati a comprendere bene cosa stia accadendo intorno a loro per poter proseguire senza problemi all'interno del mondo di gioco, e spesso per completare un'area il backtracking rappresenterà un elemento necessario ma, stando alle dichiarazioni degli sviluppatori, questa operazione non sarà mai tediosa. Non ci sono stati forniti dati precisi circa la longevità della campagna, ma considerando l'ampiezza degli scenari (il gioco ne includerà quattro) e la durata complessiva della demo già disponibile su Steam (che arriverà presto su PS5 e Xbox Series X/S), possiamo tranquillamente supporre che la durata dell'avventura sarà compresa tra le 6 e le 8 ore .

    I suoni della mente

    Giunti nella seconda parte del gameplay, si ritorna agli spazi chiusi e ristretti che avevamo già visto in precedenza, anche se questa volta quelli che esploriamo sono i corridoi di una nave apparentemente abbandonata (un'altra citazione a Resident Evil 7).

    Il frammento di specchio raccolto nella precedente demo si rivela in questi momenti una vera e propria "guida": l'oggetto ci permette non solo di verificare la presenza di nemici alle nostre spalle, ma ci consente anche di scoprire segreti altrimenti invisibili. Grazie allo specchio potremo infatti scovare messaggi, oggetti e passaggi nascosti che Desmond non è in grado di vedere ad occhio nudo.

    Questo elemento ci offre un buon pretesto per parlare del lato tecnico di In Sound Mind, che graficamente mostra chiaramente i tutti i limiti tipici di una produzione a basso budget. Malgrado tutto, però, alcuni dettagli ci hanno piacevolmente colpito, come ad esempio minuzia con la quale sono stati realizzati gli ambienti sotterranei, caratterizzati da uno stile semplice ma ispirato.

    Di contro il design delle creature risulta ben meno convincente, così come i loro pattern comportamentali e le animazioni. In linea di massima, però, non possiamo che apprezzare gli sforzi compiuti dal team per offrire al pubblico un comparto grafico tutto sommato soddisfacente, specialmente considerando le risorse alla base del progetto. Merita poi una menzione la colonna sonora del titolo - curata dal gruppo The Living Tombstone - che probabilmente rappresenta l'aspetto più brillante della produzione. In generale, il design audio si sposa alla perfezione con quelli che dovrebbero essere i "suoni della mente": a sezioni con una musica appena accennata, nelle quali il rumore dei passi del protagonista è quasi l'unico accompagnamento sonoro, si alternano scene più concitate dove il caos regna sovrano anche grazie a una soundtrack incalzante, cui si uniscono i versi delle creature e il fragore di un ambiente in disfacimento.

    In Sound Mind Il nostro secondo incontro con In Sound Mind ci è sembrato più convincente del precedente. I dubbi che avevamo circa una possibile ripetitività degli ambienti di gioco sono stati parzialmente mitigati da una breve porzione di gameplay che ha mostrato del buon potenziale, malgrado gli evidenti limiti tecnici della produzione. Forte di un concept intrigante, il titolo quindi potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa per gli appassionati degli horror in prima persona, a patto che gli sviluppatori riescano a proporre un'offerta caratterizzata dalla giusta varietà, e da una campagna narrativa efficace.

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