It Takes Two: il nuovo gioco di Joses Fares, papà di A Way Out

L'istrionico Joses Fares torna ai Game Awards per presentare il suo nuovo progetto: It Takes Two, già annunciato all'E3 2019.

anteprima It Takes Two: il nuovo gioco di Joses Fares, papà di A Way Out
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Sono passati sei anni dalla nascita di Hazelight, lo studio che Josef Fares ha fondato con alcuni membri del core team di Brothers: A Tale of Two Sons. Da allora il cineasta e game designer di Beirut ci ha regalato l'indimenticabile A Way Out (a tal proposito, recuperate la nostra recensione di A Way Out), la memorabile fuga verso la libertà di Leonard Caruso e Vincent Moretti, per poi annunciare il suo nuovo progetto durante lo scorso EA Play Live. Ebbene, ai Game Awards 2020 ci è stato concesso di dare un primo vero sguardo all'ispirato It Takes Two, che già da ora sembra poggiare pienamente sulla filosofia creativa di Hazelight. La volontà di realizzare un'esperienza insolita e dall'anima fieramente co-op infatti sono alcuni dei tratti distintivi del viaggio di Cody e May, due giovani sposi che dovranno ricostruire la propria relazione per sfuggire ai pericoli di un mondo fiabesco e tornare alla normalità. Inutile dirlo, tali premesse ci hanno incuriosito e spinto ad analizzare il video di gameplay, al fine di carpirne i dettagli più interessanti.

    La favola di un matrimonio allo sfascio

    Le premesse narrative di It Takes Two parlano da sole: Fares potrebbe aver superato sé stesso, partorendo le basi di un'avventura fuori di testa, insolita e - almeno in potenza - profonda e toccante. Questo particolare titolo co-op arricchito da una decisa spolverata di platforming ruota attorno alle assurde vicende di una famiglia comune e ormai in procinto di sfasciarsi.

    Quella tenera complicità che aveva spinto Cody e May a salire sull'altare sembra essere solo un ricordo nel presente di It Takes Two, che vede la piccola figlia della coppia, Rose, chiudersi in un mondo tutto suo per dimenticare gli accesi litigi e scacciar via l'ombra dell'imminente separazione dei genitori. Forse per immaginare una realtà diversa o per giocare con i loro alter-ego alla famiglia felice, Rose realizza due pupazzi di Cody e May ma non ha idea di ciò che sta per accadere.

    Tramite una sorta di incantesimo non meglio specificato - non sappiamo ad esempio se sono i desideri della piccola a generare la magia - i veri Cody e May vengono catapultati in un mondo fiabesco irto di insidie e si trasformano proprio nei pupazzi di legno e argilla costruiti dalla bimba. Come è possibile notare nel trailer, all'inizio del gioco il rapporto tra i due sarà a dir poco burrascoso, sia per la loro situazione matrimoniale, che per la tremenda consapevolezza di essere stati catapultati in un mondo di fantasia.

    La direzione artistica di It Takes Two ha saputo ammaliarci sin dalle prime battute, al pari delle performance degli attori, che speriamo abbiano vestito i panni di due protagonisti "umani" e finemente caratterizzati. Per ora sappiamo che Cody se la prenderà con May perché le spetteranno i gadget migliori, mentre la donna scherzerà sul goffo aspetto del marito, a riprova di quanto il loro viaggio cavalchi il confine tra il serio e il faceto. Gli improperi e gli sfottò però non accompagneranno i coniugi fino alla fine, o almeno questo è ciò che si intuisce dal reveal trailer.

    Nel trovare un modo per rompere l'incantesimo infatti Cody e May potrebbero riuscire lentamente a superare le divergenze e a ritrovarsi, così da regalarci momenti di pace e tenerezza. Insomma il buon Fares potrebbe aver trovato la quadra per donare profondità alla narrazione, che andrà ad affiancare una folle ricetta ludica di stampo action/platform. A proposito di follia, il video ci ha presentato un altro personaggio fuori di testa, che risponde al nome di Dr. Hakim.

    Non sappiamo se sia un analista in carne e ossa trasformatosi in un libro o un vero abitante del mondo fiabesco ma una cosa è certa: tra frequenti rotture della quarta parete, performance canore non richieste e il suo esilarante accento, questo guru del romanticismo sarà una guida perfetta per Cody e May. In realtà It Takes Two ha anche un terzo protagonista e cioè il suo coloratissimo mondo di gioco, che sembra avere le carte in regola per confermarsi come una delle punte di diamante della produzione.

    Un mondo magico e pericoloso al tempo stesso

    Popolato da maghi e cavalieri, il regno magico del titolo di Hazelight verrà attraversato in lungo e in largo dai due coniugi, che salperanno alla volta di castelli incantati a bordo di grandi navi.

    Cody e May dovranno raggiungere la sommità di una torre dell'orologio ma anche scivolare su gigantesche spirali di ghiaccio tra le nevi, sopravvivere agli insetti famelici di una foresta incantata o ai giocattoli animati di un'area ricreativa per bimbi, che ci ha ricordato non poco sua maestà Toy Story. Questi non sono che alcuni esempi della carrellata di ambientazioni visibili nel filmato, che si è soffermato su di un altro elemento di primaria importanza. Ciascun setting sembra essere stato riempito di "fasi" molto diverse tra loro, basate cioè su di un gameplay ibrido che dall'action passa al platforming in 2D, fino ad arrivare alle boss fight e alle sezioni di fuga in direzione della telecamera.

    Proprio come in A Way Out, al centro di tutto ci sarà ancora una volta la cooperazione tra i due protagonisti e quindi tra i giocatori, che potranno godersi questa magica avventura senza restrizioni di sorta. Grazie al cosiddetto Friend's Pass infatti basterà possedere una copia del gioco per invitare un amico a vestire i panni di Cody o May in qualsiasi momento. Dagli enigmi ambientali, alle offensive di gruppo, fino al videogioco co-op nel videogioco co-op, aguzzare l'ingegno andrà sempre di pari passo con la prontezza di riflessi e lo svilupparsi della relazione tra i due sposi in crisi.

    D'altronde Josef Fares non ha mai nascosto di voler realizzare opere basate sul rapporto sinergico tra narrazione e gameplay e crediamo che sia proprio questa la direzione imboccata dalla sua ultima fatica. Ad avvalorare le nostre convinzioni sono proprio le dichiarazioni un po' criptiche del game designer, che in passato ha spiegato come le meccaniche di gioco di It Takes Two siano profondamente legate alle emozioni provate da Cody e May.

    Chiaramente ha scelto di non sbottonarsi troppo sull'argomento ma forse il trailer ci ha fornito qualche dettaglio aggiuntivo in tal senso. Oltre agli oggetti connessi alle ambientazioni, pensiamo alla corazza da cavaliere e alle vesti da mago ma anche alle armi pesanti, pare proprio che i due (ex) innamorati avranno la facoltà di dare forma ai propri sentimenti: che l'essere di luce nella buia foresta visibile alla fine del video sia stato generato dalla coppia? Al momento possiamo solo ipotizzarlo, così come possiamo augurarci che le trovate ludiche e le boss fight si mantengano fresche e interessanti per tutta la durata dell'avventura. Quel poco che sappiamo dell'intreccio narrativo e dello scheletro ludico di It Takes Two insomma ci sono sembrati più che validi, un discorso che vogliamo estendere anche alla presentazione visiva.

    Dalla resa dei pezzi di stoffa e cotone che compongono le vesti dell'eroica coppia, fino alle loro stesse fattezze - geniale ad esempio è la fogliolina con cui Rose ha immaginato il ciuffo di suo padre - il titolo di Hazelight ha stile da vendere, anche per quanto concerne gli scenari. Non parliamo necessariamente di una meraviglia grafica nel senso più puro del termine, bensì di un'esperienza che avvicenda gli scampoli di realismo, come il tronco d'albero rotante e le talpe affamate, con ambienti, effetti e nemici dal look decisamente più "giocattoloso".

    Anche in questo caso è presto per parlare con toni di certezza ma quel che abbiamo visto ci ha colpito positivamente. E così giunge al termine questo primo incontro con il nuovo titolo firmato dall'instancabile game designer, che sul finire di marzo potrebbe consegnare nelle nostre mani un altro distillato di puro genio creativo, sul quale non vediamo l'ora di mettere le mani.

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