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Just Cause 4: Rico Rodriguez torna in azione

Dopo il debutto all'E3 di Los Angeles, Just Cause 4 torna a mostrarsi anche alla Gamescom: siete pronti per il ritorno di Rico Rodriguez?

anteprima Just Cause 4: Rico Rodriguez torna in azione
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  • Xbox
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • PS4 Pro
  • Just Cause è sinonimo di "giocazzeggio", un termine che riflette un modo di giocare del tutto incline alla spensieratezza, allo sfogo, al divertimento senza freni. Nessun altro titolo incarna al meglio simile concetto con più convinzione dell'opera di Avalanche Studio, che con l'avvento del quarto capitolo sembra intenzionata a raggiungere vette prima d'ora mai nemmeno sfiorate. La libertà d'approccio, la follia dell'azione ed il puro caos a schermo imbastito nell'ennesima avventura di Rico Rodriguez è tale da lasciare davvero sbalorditi. Anche se Just Cause 4 non convincerà in alcun modo quei giocatori che non hanno mai visto la serie di buon occhio, è indubbio che il lavoro svolto dal team incarna una vera una lettera d'amore ai fan di lungo corso, che troveranno in questo episodio tutta l'energia distruttrice di cui avevano bisogno, portata ai massimi livelli espressivi. Ne abbiamo avuto prova ancora una volta sul palco della presentazione di Square-Enix alla GamesCom di Colonia, dove il game director Francesco Antolini ha mostrato nuovamente tutte le enormi potenzialità del suo prodotto di punta. Con la fierezza di chi sa di avere tra le mani un gioco che potrebbe letteralmente fare il "botto".

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    Rico e la temibile organizzazione Black Hand si preparano all'atto finale del loro lunghissimo conflitto. Il teatro della battaglia conclusiva questa volta sarà l'isola di Solis, il mondo più ampio, diversificato e complesso che il team abbia mai creato. C'è un bel po' di Sud America nel concept artistico di questo paradiso naturale: la grande mappa di gioco verrà suddivisa infatti in quattro macro aree, ispirate alla foresta pluviale, alle Pampas, ai territori delle Ande ed al deserto di Atacama. È quest'ambiente estremamente variegato a rappresentare il palcoscenico su cui prenderà piede la missione del nostro Rodriguez, che - mai come in questo caso - desidera mettere a ferro e fuoco tutto quello che ostacolerà i suoi propositi di vendetta.

    Nel corso della presentazione hands-off nelle terre teutoniche, tuttavia, non c'era spazio per la storyline: sappiamo che la vicenda sarà più intima e "personale" in confronto a quella dei capitoli passati, e che le side-quests - nei piani dello studio - saranno maggiormente elaborate sul versante della sceneggiatura, ma al momento, senza una prova concreta, possiamo soltanto fidarci delle parole di Antolini.
    Il game director, in ogni caso, ha preferito concentrare tutta la sua attenzione alla messa in scena del gameplay, vero fiore all'occhiello della saga. In Just Cause 4 tutto assume le forme di un gigantesco set cinematografico da radere al suolo con i metodi più disparati. In tal senso, il setting parteciperà attivamente alla devastazione generale, grazie alla presenza dei cosiddetti "climi estremi", condizioni meteorologiche assai spettacolari che potranno sia fornire un ostacolo all'attività del nostro (anti)eroe, sia un supporto piuttosto letale alle sue manovre offensive. Se in quel di Los Angeles ci era stata mostrata la potenza annichilente di un tornado, a Colonia Avalanche Studio palesato la pericolosa bellezza della tempesta tropicale, chiaramente nella zona connessa alla foresta pluviale. Ciascuna delle aree suddette possiede un proprio fenomeno atmosferico che si manifesterà secondo precise regole climatiche: spetterà al giocatore calcolare bene i tempi e usare a suo vantaggio simili forze della natura per annientare la Black Hand.

    Le quattro zone, in aggiunta, saranno caratterizzati da vari sub-biomi, che permetteranno all'ambiente di offrire una varietà scenica di assoluto rispetto. Ma Just Cause 4 non è una semplice cartolina videoludica da ammirare a bocca aperta: tutto ciò che vediamo a schermo possiede delle specifiche regole fisiche, rese possibili dalle rinnovate capacità dell'Apex Engine, capace di garantire scorci di assoluto valore (ben superiori in confronto a quelli del terzo capitolo). Resta, comunque, qualche mancanza sul piano tecnico, connessa, tra l'altro, ad un pop-up che continua a invadere la scena con una certa costanza. Si tratta, a nostro avviso, di problematiche facilmente trascurabili dinanzi alla pulizia visiva, all'ampiezza della mappa esplorabile e, soprattutto, alla facoltà di agire su quasi ogni elemento di Solis. Sotto quest'aspetto, Avalanche ha lavorato duramente per rendere il gameplay quanto più "coerente" ed "organico" con lo scenario, dando la possibilità ai giocatori di sbizzarrirsi senza freni inibitori, sfruttando appieno le regole di ogni singolo bioma. Le variazioni climatiche "minori", del resto, saranno generate proceduralmente, e la guida dei mezzi muterà a seconda dei differenti tipi di terreno. Forte di una filosofia di gioco espressamente rivolta alla fruibilità scacciapensieri, Just Cause 4 è una sostanziosa evoluzione del terzo episodio: questo implica un quantitativo esponenziale di armi e vetture con cui dar sfogo ai nostri impulsi, richiamabile all'occorrenza tramite dei loot box che contengono rifornimenti di vario genere. Non è ancora chiaro quali siano i criteri per sbloccare gli strumenti più dannosi, ma nulla ci vieterà di richiedere l'arrivo di veicoli corazzati, container e persino enormi massi rocciosi. Tutti mezzi la cui funzione è solo quella di dare impulso alla creatività sterminatrice dell'utenza.

    Emblematico, a tal proposito, l'uso del nuovo rampino che possiede adesso tantissimi upgrade in più, i quali, se adoperati con la giusta dose di fantasia, possono persino portate a circa quattro milioni di combinazioni: i vari oggetti del setting, d'altro canto, si compongono a loro volta di diversi elementi interattivi, sui quali agire per creare nuovi strumenti di morte. Desiderate costruire un carrarmato volante? Benissimo: vi basterà legare dei palloncini sul telaio ed usare dei booster come reattori per dargli la spinta. Allo stesso modo, delle taniche di benzina possono tramutarsi in bombe fluttuanti da scaraventare su un insediamento cittadino con l'ausilio del vento. Ecco perché si rivelerà opportuno calcolare bene i momenti in cui si mostreranno i "climi estremi", studiare le avvisaglie dell'ambiente prima del loro arrivo, e memorizzarne i pattern di movimento. Così facendo, Solis si trasforma in un immenso parco divertimenti dove la fisica assume il ruolo di assoluta protagonista ed in cui il caos della distruzione regna sovrano.

    Just Cause 4 Just Cause 4 torna a flettere i muscoli sul palco di Colonia dopo una prima, soddisfacente performance all'E3: così come a Los Angeles, anche questa volta il fulcro della presentazione si basava interamente sulle possibilità di interazione con lo scenario. Su questo fronte, l'ultimo lavoro di Avalanche non sembra secondo a nessun congenere, grazie ad un'idea di gioco semplice ma efficace, spassosa ma stratificata. Spettacolarità e gusto per il caos indiscriminato sono le parole d'ordine di un prodotto che, pur nella sua leggerezza, sa prendersi sul serio quando si tratta di dar prova di un motore fisico davvero eccellente. Ora non resta altro da fare che testare con mano questo quarto capitolo, cercando trattenere la nostra foga prima del 4 dicembre, quando Just Cause 4 sarà pronto ad invadere il mercato con la sua carica distruttiva.

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