E3 2018

Just Cause 4: Rico Rodriguez torna a mietere distruzione

Oltre a Generation Zero e RAGE 2, Avalanche Studios sta lavorando anche su Just Cause 4, annunciato all'E3: lo abbiamo visto in azione.

Just Cause 4
Anteprima: Xbox One X
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Avete raso al suolo il più infinitesimo millimetro delle Isole di Medici? Avete solcato ogni centimetro dei cieli con la vostra tuta alare? Avete vomitato quintali di piombo ed annientato eserciti dittatoriali, ma non ne avete ancora abbastanza? Avete fame di demolizioni, spensieratezza esplosiva e "giocazzeggio"? E allora dite tutti un bel "grazie" in coro ad Avalanche Studios che - nonostante l'impegno preso con Rage 2 ed il nuovo Generation Zero - ha anche trovato il tempo di realizzare Just Cause 4, il nuovo capitolo della serie che piega le regole degli open world alle nostre volontà distruttive. I riflettori losangelini dell'E3 2018 si sono così illuminati su una demo hands-off a porte chiuse, spalancando il sipario su un titolo che non certo riuscirà a convincere i detrattori della serie, ma potrebbe senza dubbio stuzzicare i palati di tutti coloro alla ricerca di un po' di tamarraggine e divertimento disimpegnato. Prendendo a modello la libertà d'approccio concessa dal terzo episodio, il team ha deciso di esagerare e di sbizzarrirsi fino all'inverosimile: l'utilizzo di un nuovo motore grafico, d'altro canto, ha permesso ad Avalanche di introdurre una gestione della fisica molto più elaborata. E questo significa solo una cosa: distruzione!

    Demolition man

    Giunge sempre per ogni (anti)eroe il momento della resa dei conti. E per Rico è arrivata l'ora: quei disgraziati mercenari della Black Hand hanno, insomma, i minuti contati. Per porre fine alla loro esistenza, Rodriguez plana verso l'isola di Solis - ispirata ai territori del Sud America - sede centrale dell'organizzazione. Come rivelato ai nostri microfoni dal game director Francesco Antolini, pur senza mai perdere il suo piglio scanzonato la trama di Just Cause 4 sarà meno ricca di cliché ed avrà una sua coerenza sotto ogni aspetto, chiudendo le linee narrative lasciate aperte nell'episodio precedente ed indagando più a fondo nella personalità del protagonista, con un focus particolare sulla sua famiglia.

    Una maggiore cura nella composizione del plot è ovviamente un'aggiunta assai gradita, ma sappiamo benissimo che non rappresenterà certo l'elemento distintivo della produzione: in fin dei conti, Just Cause si è sempre distinto per essere un enorme parco giochi digitale all'interno del quale dar libero sfogo alla propria creatività, ed il quarto capitolo non sarà certo da meno.
    La grandezza della mappa, per quanto paragonabile a quella del predecessore, sarà contenutisticamente molto più densa, suddivisa com'è in quattro macro aree, ispirate alle Pampas, alla foresta pluviale, al deserto di Atacama (con tanto di rovine Inca) e alle zone delle Ande. Ciascuno di questi ambienti possiede non soltanto un proprio ecosistema ed un suo stile naturalistico-architettonico, ma anche delle specifiche condizioni climatiche. Just Cause 4, a tal proposito, inserisce nel mondo di gioco i cosiddetti "climi estremi", ossia dei pericolosissimi quanto spettacolari fenomeni atmosferici come tornado e tempeste di fulmini, sabbia e neve, che influenzeranno non soltanto l'esplorazione ma anche il gameplay. Nei frangenti di eccessivo vento, ad esempio, si rivelerà molto più complesso riuscire a controllare le traiettorie in volo e gli atterraggi con il paracadute, mentre in caso di temporali violentissimi occorrerà stare attenti a non volare troppo in alto, poiché i fulmini potrebbero prenderci in pieno.

    Chiaramente, ogni situazione meteorologica avversa potrà essere utilizzata a nostro vantaggio contro i soldati della Black Hand: basterà soltanto avere un pizzico di inventiva. In Just Cause 4, infatti, il world design è stato concepito per donare all'utente la facoltà di far galoppare a briglia sciolta la propria fantasia, appagando le sue pulsioni sterminatrici. In base a quanto rivelatoci dallo studio, inoltre, anche i "climi estremi" avranno grosse ripercussioni, se ben sfruttati, contro gli avversari: bisognerà però riuscire a comprendere il momento del loro arrivo, scrutare il cielo prima di ogni pioggia torrenziale oppure studiare il pattern di movimento delle trombe d'aria per anticiparne il percorso. Il tutto sarà calcolato poi in tempo reale, grazie anche ad una nuovissima gestione della fisica, tramite la quale ogni passaggio del tornado impatterà sul setting in modo diverso. Il merito, da questo punto di vista, spetta ad un motore grafico nuovo di zecca, denominato Apex, che garantisce un colpo d'occhio decisamente superiore in confronto a quello di Just Cause 3.
    Nella demo a cui abbiamo assistito, la draw distance e la pulizia grafica ci sono parse di ottimo livello, facendoci di colpo dimenticare le incertezze visive della scorsa incarnazione. L'implementazione del nuovo engine dovrebbe inoltre offrire una maggiore stabilità anche durante le fasi più concitate, nonché un numero triplicato di animazioni. Al di là di queste gradevoli migliorie, Just Cause 4 è un titolo abbastanza conservativo sul piano concettuale, intenzionato a far sentire a casa tutti i fan della serie. Sin dai primi minuti di gameplay si intuisce come il team abbia abbracciato l'efficace formula del "bigger and better", ingigantendo quanto di buono fatto in passando e limando le asperità più evidenti. Emblematico è, in tal senso, l'aggiunta del nuovo rampino, che resta inalterato nella sostanza ma conosce una serie di upgrade considerevoli che lo rendono molto più piacevole da usare. L'unico limite consiste semmai nella volontà del giocatore, che potrà combinare insieme gli elementi più disparati dello scenario per creare situazioni assurde e indubbiamente spassose, divertendosi a piegare le leggi della fisica a suo piacimento, e frantumando l'ambientazione.

    Sempre in nome della totale libertà d'azione, durante le missioni principali e secondarie avremo l'opportunità di eliminare le minacce nei modi più disparati. Anche senza prodigarci in uccisioni creative ed elaborate, potremo far fuori tutti i nemici semplicemente facendo cantare le bocche da fuoco, in sequenze shooter che - ad occhio - sembrano restituire il medesimo feeling della scorsa edizione. Insomma, nel complesso, con la speranza di poterlo presto testare con mano per portare la fisica fino al punto di rottura, Just Cause 4 dà tutta l'impressione di essere un titolo che, proprio come il resto della serie, sarà un ottimo passatempo con cui sfogare lo stress.

    Just Cause 4 Pirotecnico e vivace, Just Cause 4 sembra proprio quello che ci aspettiamo da un capitolo della saga di Avalanche: più grande, più caciarone, più tamarro, più esaltato. Se, come promesso, la storia verrà perfezionata e le missioni secondarie saranno meno ripetitive rispetto al passato, nonché più contestualizzate con il background narrativo del gioco, allora con ogni probabilità ci ritroveremo dinanzi al miglior esponente della serie. Un titolo in cui divertirsi a comporre sequenze assurde e surreali, e nel quale dar vita a momenti di alta spettacolarità scenografica. Un esempio? Provate a lanciare una serie di razzi nell'occhio di un ciclone: li vedrete girare intorno al tornado creando una spirale di luci, fiamme ed effetti scintillanti. Perché farlo? Perché si può.

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