King's Bounty 2: quando la strategia a turni incontra il gioco di ruolo

Non fatevi ingannare da quel "2" dopo il nome, il primo gioco della saga di King's Bounty uscì nel 1990. Riuscirà a riconquistare i nostri cuori?

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  • King's Bounty è considerato il precursore della serie Heroes of Might and Magic. Chi ha familiarità con i giochi di ruolo e quelli di strategia avrà di sicuro sentito nominare la serie di Ubisoft, che appunto miscela elementi da strategico a turni con quelli di un videogioco di ruolo fantasy. King's Bounty è invece un nome un po' meno noto. Ed è comprensibile, perché rispetto alla serie Heroes of Might and Magic (che tra spin off e titoli principali conta più di dieci giochi), la serie King's Bounty è uscita con discontinuità ed è composta da meno capitoli. Il primo è datato 1990, mentre il suo successore, intitolato The Legend, uscì solo diciotto anni più tardi, nel 2008.

    Da quel momento la pubblicazione si è fatta più serrata, con Armored Princess del 2009, Warriors of the North nel 2012 e Dark Side nel 2014, sviluppato dalle stesse persone impegnate su King's Bounty II. In lavorazione presso una divisione dello studio russo 1C Company, King' Bounty II è un gioco molto ambizioso che punta, oltre a ripristinare e ammodernare le caratteristiche che hanno distinto la serie, a colmare il buco lasciato dall'assenza di giochi di questo genere. Per farlo, il team di sviluppo ha preso a modello diversi giochi di ruolo open world che hanno caratterizzato la generazione.

    Viaggio ed esplorazione

    Ciò che è emerso dalla presentazione alla stampa a cui abbiamo assistito è l'ambizione di trasformare King's Bounty II da un gioco perlopiù di nicchia, adatto cioè quasi esclusivamente ai cultori della strategia, in qualcosa che possa incontrare i gusti anche degli appassionati dei giochi di ruolo. La più grande differenza rispetto al passato, infatti, è rappresentata dalla possibilità di controllare l'eroe principale con una telecamera in terza persona, senza un'interfaccia troppo complessa colma di dati e indicatori a schermo. Un'operazione di pulizia e semplificazione, insomma, che vuol fare apparire King's Bounty II simile ai più recenti Assassin's Creed o a The Witcher 3 (qui la nostra recensione di The Witcher 3 Wild Hunt), prodotti che son stati nominati più volte nel corso della presentazione. C'è stata poi una virata percepibile verso il realismo: i colori sono meno accesi e sgargianti di quelli dei predecessori, mentre le ambientazioni hanno quel gusto un po' meno "high fantasy", ma rimangono comunque vicine ai cliché di genere. Va infatti detto che, sebbene il gioco di 1C Company abbia rivisto il suo art style per inseguire una deriva più "matura", non è riuscito a distaccarsi abbastanza da sottolineare una propria personalità, almeno da quanto ci è stato fatto vedere in circa un'ora di gioco.

    Ed è un peccato che uno studio con radici in Russia, e quindi con l'opportunità di valorizzare un immaginario locale e meno standardizzato (proprio come fatto da CD Projekt seguendo la strada tracciata da Sapkowski), abbia deciso di mantenere un art style più in linea col passato, e dunque un po' slavato e generico. In generale, tutta la presentazione ci ha mostrato un gioco che non pare avere una forte identità. Pure la struttura open world, che ci è stato detto sarà piena di attività e di punti d'interesse, ci è sembrata una soluzione adottata più per ragioni produttive che creative.

    La fusione tra combattimenti tattici a turni ed esplorazione solitaria in terza persona, infatti, non ci è parsa funzionare al meglio. In primis perché le truppe sono rappresentate astrattamente, e dunque appaiono solo durante i combattimenti e mai mentre si esplora; e poi perché la struttura degli enigmi, degli incarichi e dei dialoghi non sembra beneficiare delle differenze rispetto agli altri giochi di ruolo. L'impressione è che King's Bounty II possa condividere le stesse leggerezze dell'ultimo Spellforce (potete approfondire leggendo la recensione di Spellforce 3), un gioco che ingloba caratteristiche di generi distinti limitandosi però ad alternarle, senza mai amalgamarle.

    Scacchiere esagonali

    Il combattimento di King's Bounty II mantiene la canonica struttura a turni con caselle esagonali. Non ci è parso che 1C Company abbia voluto stravolgere le regole: ha adottato un approccio piuttosto conservativo che però funziona a dovere. Prima di ogni scontro si selezionano le truppe e si dispongono sulla scacchiera. Gli arcieri vanno lasciati dietro la fanteria, così da dare supporto a distanza senza prender danni. Le unità più veloci, come i cani da guerra, possono essere utilizzate per intercettare in anticipo alcune unità nemiche e bloccarle. Il protagonista controllato dal giocatore, invece, non combatte: se ne sta dietro le linee a impartire ordini e a dare supporto ai suoi uomini con l'utilizzo delle magie. Il personaggio scelto durante la presentazione era però un guerriero più versato nel combattimento fisico che nelle arti magiche, e dunque gli incantesimi che era in grado di utilizzare erano semplici e dipendevano dall'uso di pergamene consumabili.

    Gli sviluppatori ci hanno però confermato che la scelta iniziale dell'eroe dipenderà dal giocatore e se i "guerrieri" come Aivar, il protagonista della presentazione, hanno a disposizione più truppe, i maghi hanno meno uomini ma incantesimi più potenti, tra cui evocazioni di diverso tipo. Lo sviluppo delle abilità del personaggio influenza dunque l'andamento delle battaglie su più larga scala. Anche il suo equipaggiamento garantisce dei bonus alle truppe, che a loro volta possono essere potenziate. Sconfiggendo i nemici, inoltre, si ha la possibilità di reclutarli tra le proprie fila (ma solo se non appartengono alla fazione "villain" principale).

    Le mappe di gioco presentano spesso delle irregolarità che possono essere sfruttate a proprio vantaggio: un muro di una costruzione in rovina, per esempio, può fungere da riparo dal tiro degli arcieri. Va tenuto però in considerazione che le caratteristiche del terreno possono rivelarsi svantaggiose anche per le proprie truppe. E infatti in King's Bounty II la varietà di combattenti ci è sembrata essere piuttosto elevata, proprio per consentire la composizione di un'armata con caratteristiche diverse e adatte a ogni occorrenza o tipo di terreno. Per tipo di terreno s'intende la disposizione degli ostacoli, la presenza o meno di zone rialzate, non di elementi più complessi come zone fangose o paludose.

    Gli sviluppatori si sono infatti limitati a citare l'importanza di guadagnare l'"higher ground", soprattutto per gli arcieri, e di prendere alle spalle o ai fianchi le truppe nemiche, a patto che si disponga di unità che possono fare uso di questi bonus. La breve durata della demo non ci ha in ogni caso dato ancora un'idea chiara di quanto possa essere efficace questo sistema di combattimento sulla lunga distanza, visto che a quanto abbiamo inteso il gioco sarà lungo decine d'ore. Molto dipenderà dalla struttura del sistema di progressione e dalla varietà delle truppe disponibili, sebbene quest'ultima, come detto, ci sia però sembrata buona.

    King's Bounty 2 Con King’s Bounty II si prepara a ritornare quel filone di giochi reso famoso dalla serie Heroes of Might and Magic. Dopo aver visto circa un’ora di gioco, tuttavia, le nostre aspettative sono molto modeste: la produzione di 1C Company ci è sembrata priva di un immaginario interessante, e la sua struttura, che riprende gli open world alla The Witcher 3, ci è parsa poco adatta al tipo di esperienza. Le impressioni sono in ogni caso ancora superficiali e il gioco promette di essere molto vasto. Per dare giudizi definitivi, dunque, non resta che aspettare qualche mese. Più precisamente il marzo del 2021, quando King’s Bounty II arriverà su PC, PlayStation 4 e Xbox One.

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