E3 2017

Last Day of June: Anteprima del nuovo gioco degli autori di Murasaki Baby

Last Day of June è il nuovo progetto di Ovosonico, team italiano già responsabile dell'apprezzato Murasaki Baby per PlayStation Vita.

anteprima Last Day of June: Anteprima del nuovo gioco degli autori di Murasaki Baby
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • Il ritorno di Ovosonico sulle scene del gaming era nell'aria. Troppo tempo è passato dalla calorosa accoglienza di Murasaki Baby, così come è stato troppo lungo il silenzio che ha fatto seguito all'annuncio di una partnership ormai pienamente in essere fra lo studio italiano e Digital Bros, evidentemente molto colpita dal talento del team. Ogni dubbio, comunque, è svanito allorché, a partire dall'aprile scorso, il team ha iniziato a cospargere i propri canali social coi pezzettini di uno strano puzzle, dati in dono ai fan tassello per tassello, giorno dopo giorno.
    In tutta sincerità, però, ci saremmo aspettati un reveal del nuovo progetto direttamente durante la settimana del prossimo E3; e invece eccoci già qui, pronti a introdurvi a Last Day of June, addirittura qualche giorno prima di partire per la fiera. Invitati a dare un'occhiata in anteprima a una parte della line-up che 505 Games - divisione editoriale di Digital Bros Spa - avrà in serbo per pubblico e giornalisti in quel di Los Angeles, e in più accompagnati dalle parole di Massimo Guarini, CEO & Creative Director di Ovosonico, abbiamo avuto il privilegio di sbirciare tra i minuti di prologo di una storia ancora tutta da scoprire, intenzionata a generare un forte turbinio di emozioni in chiunque deciderà di addentrarsi tra i suoi frame.

    The Two of Us

    Se Last Day of June si presenta oggi nella forma che potete ammirare nei primi screenshot diffusi dal publisher, il merito, curiosamente, va innanzitutto al videoclip di Drive Home, una delle canzoni composte da Steven Wilson, ex lead della band inglese Porcupine Tree. Realizzato in animazione stop-motion da un piccolo studio capitanato da Jess Cope, a sua volta al lavoro come puppeteer per il Frankenweenie di Tim Burton, il video rappresenta in pochi minuti il viaggio surreale di due personaggi dal viso appena abbozzato.

    Last Day of June vuol essere una storia toccante e intensa

    Toccato profondamente dal modo in cui quella vicenda è stata messa in scena, Guarini ha pensato bene di trarne ispirazione per modellare il suo gioco successivo, non prima, però, di coinvolgere direttamente gli stessi Wilson e Cope nella realizzazione del progetto. Il primo, dopo un certo scetticismo iniziale nei confronti del medium digitale, non ha tardato a comprenderne appieno le potenzialità espressive e infine a collaborare, firmando la colonna sonora della nuova produzione; la Cope, dal canto suo, ha partecipato alla (ri)scrittura della sceneggiatura, cosicché risultasse coerente con le principali meccaniche di gioco. Ciò detto, e andando al sodo, Last Day of June si prefigge il compito di portare avanti la filosofia adottata da Ovosonico con Murasaki Baby: quella, cioè, di usare il videogioco come strumento per "parlare" a un vasto pubblico tramite un linguaggio universale, veicolo di sentimenti che dovrebbero emergere spontaneamente per mezzo di una narrazione dal forte impatto emotivo e di un gameplay in terza persona minimale, che dia però all'utente possibilità concrete di plasmare il racconto in base alle proprie azioni.

    Questa volta la vicenda è quella di June e Carl, una coppia di personaggi che con quelli di Drive Home sembrano avere davvero tanto in comune: lei così esile e graziosa, lui con gli occhiali dalle lenti spesse come fondi di bottiglia. L'incipit ce li mostra seduti su un pontile in riva al lago, intenti a dialogare senza usar parole ma scambiandosi soltanto versi e borbottii che ne riflettono i rispettivi stati d'animo. Vediamo la dolce June passeggiare tra i colori caldi dei campi circostanti, e poi raccogliere un mazzetto di fiori che porgerà a Carl, il quale, felice, subito lo disegnerà su un foglio di carta.
    Un gesto semplice che porta a una conseguenza che non si sarebbe manifestata se il giocatore avesse deciso di non coglierli, quei fiorellini. Guarini ci conferma che Last Day of June prevedrà tanti gesti e situazioni facoltativi, presumibilmente un po' più votati al puzzle solving con l'avanzare della vicenda. La volontà, ancora, è quella di rendere lo spettatore "attore" di quel che accade su schermo, permettendogli di gestire anche le interazioni più elementari quali, appunto, la raccolta di oggetti o, come visto poco dopo, la guida lenta di una macchina lungo una stretta strada di campagna. Durante il racconto, abbiamo anche assistito a un rapido flashback ambientato nell'abitazione dei due, una villetta nel mezzo di un tipico setting rurale inglese che strizza l'occhio a quelli di opere quali Wallace & Gromit e Shaun The Sheep.
    Qui si scopre, per altro, che June è una pittrice: un'informazione che risulterà di cruciale importanza sia in termini narrativi che di gameplay, ma di cui, ad oggi, non ci è stato svelato nulla di concreto, se non che - parole di Guarini - il talento della ragazza sarà la molla che farà scattare una sorta di "partita a scacchi col destino".Così come preferiremmo tacere su quel che abbiamo scorto proprio sul finire di questo preludio, temendo di rovinare la sorpresa a chi, com'è giusto che sia, vorrà vivere l'esperienza direttamente sulla propria pelle. Possiamo però accennare che l'avvenimento cambia sensibilmente alcune dinamiche d'interazione, e anche a livello visivo - soprattutto in termini cromatici - il cambiamento risulta abbastanza destabilizzante.

    In attesa di scoprire che piega prenderà la storia nel suo inevitabile dipanarsi, non possiamo che riservare alla produzione un apprezzamento preliminare, quantomeno sotto il profilo artistico. Un'impronta stilistica che fa dei contrasti la propria cifra: da un lato quasi impressionista nell'uso degli shader e di una palette di colori piuttosto saturi, dall'altro tendente al fotorealismo grazie a un sistema di inquadrature che, tra campi stretti e uso del deep focus, potrebbe fare invidia al migliore dei film in tecnica frame by frame. Di sicuro, tornando al "fattore emozionale", l'arte di Last Day of June sembra avere le idee molto chiare su quali corde dovrà andare a sfiorare.

    Last Day of June È ancora molto presto per sbilanciarsi su Last Day of June; un’avventura che, talmente orientata alla narrazione ed empatica nell’atteggiamento, ha necessariamente bisogno di essere giocata, scoperta, vissuta in prima persona. Cercando di unire i puntini di un disegno ancora tenuto sottochiave, risaltano comunque i contorni di una storia d’amore densa e malinconica, immersiva per lo meno negli intenti, incantevole persino nella sua rappresentazione a metà strada fra tecnica pittorica e animazione a passo uno. Seppur finalmente ricomposto, insomma, il puzzle della vita di Carl e June è ancora ben distante dall’essere leggibile. È però sicuro che ne sapremo di più entro la fine dell’anno, quando il titolo tenterà di commuovere le platee di Steam e PlayStation 4. Così come è certo che il biglietto da visita di Ovosonico trasmetta una certa sicurezza, quando si tratta di esperienze di questo tipo.

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