Little Devil Inside: approfondiamo il gameplay dell'Action RPG Survival

L'accattivante produzione indie di Neostream Interactive torna a mostrarsi dopo oltre un anno allo State of Play di ottobre, tra conferme e sorprese.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • La nostra ultima anteprima di Little Devil Inside elencava in maniera eloquente i motivi per cui l'intrigante produzione indie a marchio Neostream Interactive sia riuscita nel tempo a ritagliarsi uno spazio piuttosto considerevole nella percezione di pubblico e addetti ai lavori. Un risultato davvero niente male per il videogioco di debutto di un minuscolo collettivo sudcoreano di ex designer, che come opera prima dopo anni di attività nelle vesti di agenzia multimediale ha deciso di cimentarsi in un progetto ambizioso e originale, in sviluppo attraverso una campagna fondi Kickstarter datata addirittura primavera 2015.

    Non è insomma affatto un caso che Sony abbia scelto di menzionare esplicitamente proprio questa colorata avventura in stile action-RPG come uno degli elementi cardine dello State of Play del 27 ottobre (a proposito, ecco tutti i giochi dello State of Play del 27 ottobre), a maggior ragione considerando gli ottimi riscontri suscitati nell'estate 2020 dall'ultima apparizione pubblica del prodotto: una (ri)presentazione davvero eccellente, per due minuti abbondanti capaci di scatenare la fantasia e lasciare dolci suggestioni che rimandavano a Monster Hunter, a The Legend of Zelda e a chissà che altro ancora. Il tutto comunque in una chiave diversa e inequivocabilmente personale, all'insegna di un esotico e irresistibile minimalismo.

    Ritorno all'avventura

    Ecco perché l'attesa di rivedere in azione Little Devil Inside si era fatta sempre più palpabile, rafforzata peraltro da oltre un anno di assoluto silenzio in termini di comunicazione - uno stop che aveva almeno in parte spinto i più apprensivi a farsi qualche domanda in merito alla salute della produzione e allo stato dei lavori. Ebbene, da qualche ora sappiamo che per fortuna lo sviluppo procede senza intoppi, e che la pubblicazione dovrebbe arrivare genericamente nel corso del 2022 - escludendo dunque i primi, già congestionatissimi mesi dell'anno nuovo.

    Il tanto atteso gameplay trailer di Little Devil Inside ci ha ad ogni modo mostrato un titolo senza ombra di dubbio affascinante e ancora tutto da scoprire, che però nei quattro minuti di approfondimento, dedicato soprattutto all'impostazione della mappa, è parso leggermente diverso rispetto alle precedenti occasioni.

    Intendiamoci, non è affatto da dare per scontato un cambiamento nella visione originale del team, né tantomeno sarebbe giusto considerare definitivamente alle spalle le vibrazioni da avventura ad ampissimo respiro che si erano intuite a più riprese in passato (e che in particolare avevano stregato tutti nel trailer di un anno fa). Semplicemente magari il video più recente è stato costruito con in mente un obiettivo diverso, a maggior ragione tenendo considerazione quanto rimanga da sapere sul gameplay di un progetto di cui si è visto qualcosa, ma resta tantissimo da conoscere.

    Cartoline da un universo incantato

    Innegabile però che il Little Devil Inside visto ieri abbia, almeno per ora, messo da parte la sbalorditiva ariosità di fondo, il senso di scala di certi scorci, la tensione dei duelli con imponenti creature di grossa taglia: quelle suggestioni che ci avevano fatto immaginare, già con sincera acquolina in bocca, cacce alla Monster Hunter e un'esplorazione all'insegna di spazi apertissimi e con una formula forse open-map.

    Al contrario, il focus sulla mappa del mondo ha svelato un'impostazione con concessioni inaspettatamente narrative, contraddistinta da un effetto miniatura di un ambiente di gioco visto dall'alto (con la solita, eccellente cura in materia di regia e scelte visive, dalle ottime transizioni al sapiente uso della profondità di campo).Durante queste fasi sarà possibile muoversi a piedi, in groppa a un mulo, su veicoli o in treno: come specificato da un post sul PlayStation Blog, "il viaggio a piedi è il più lento ma vi porta ovunque, anche dove altri mezzi di trasporto non arrivano". L'idea è quella di offrire, tra uno spostamento e l'altro verso le missioni principali, piccoli

    eventi random a cui dedicarsi in modo opzionale: interazioni limitate quali un blocco stradale causato da un gregge di pecore, l'incontro con un mercante di passaggio o il rifornimento presso un distributore di benzina. Elementi di pura variabilità per dare colore e imprevedibilità all'insieme, facendo sentire nel mentre più vivo lo scenario. Il tutto con l'approccio peculiare che sembra rendere Little Devil Inside un titolo così potenzialmente diverso dal solito: senza la fretta di livellare o di scorrazzare da un capo all'altro del mondo - tanto è vero che non sarà neppure disponibile la funzione di viaggio rapido - bensì al contrario godendosi il proprio tempo, gustandosi un ritmo più pacato e a misura di giocatore. Perché anche i cacciatori di mostri più indomiti sanno comunque quando è il caso di smettere di correre, prendendo la vita con l'indole giusta per risparmiare energie in vista di scontri all'ultimo respiro.

    Un tono così placido, composto e per certi versi in evidente controtendenza con l'irrequieta frenesia del videogame medio che si riverbera con successo anche nella sensazionale direzione artistica della produzione sudcoreana. Con la sua modellazione lowpoly, le sue texture deliziosamente a cavallo tra dettaglio e astrazione e un uso elegantissimo dell'illuminazione, Little Devil Inside si è confermato anche a questo giro un'autentica meraviglia per gli occhi: uno spettacolo alimentato da uno stile riconoscibilissimo e capace di conferire un'efficace aria da diorama all'insieme, prima ancora che da una realizzazione tecnica più che degna di nota.

    Little Devil Inside Dopo essersi fatto aspettare più del previsto, Little Devil Inside si è riproposto con un approfondimento per certi versi inatteso, che pur confermando l'ispirazione di un'esperienza che punta a lasciare il segno seguendo vie non del tutto convenzionali ha messo in luce elementi un po' diversi da quel che ci si poteva immaginare. L'azione, almeno durante questo State of Play, è stata messa decisamente in secondo piano, per privilegiare una formula esplorativa particolare, con una visuale a volo d'uccello e sorpresa aperta piccoli escamotage narrativi. Che l'opera prima di Neostream Interactive possa in realtà declinarsi attraverso un'avventura più raccontata, magari attraverso porzioni di gameplay abbastanza raccolte, che non all'insegna del combattimento faccia a faccia in ambientazioni gigantesche? Lo scopriremo prossimamente, perché è chiaro che ci saranno altre occasioni per conoscere meglio il Professore e il resto del cast di buffi personaggi di un titolo con carattere da vendere.

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