Little Town Hero per Switch: il nuovo gioco degli autori di Pokemon

La nuova IP di Game Freak inizia a sbottonarsi in vista del lancio, confermato per il prossimo 16 ottobre in esclusiva su Nintendo Switch.

anteprima Little Town Hero per Switch: il nuovo gioco degli autori di Pokemon
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  • Oramai manca sempre meno al debutto di Pokémon Spada e Scudo, che è poi il motivo principale per cui Game Freak, oggi, si trova sotto le luci di così tanti riflettori. Infatti il nuovo dittico per Nintendo Switch rappresenta una tappa fondamentale per il franchise, la "prima volta" del filone ruolistico regolare tra i terreni di una home console dopo una vita intera trascorsa in portabilità. Va detto che, in base a quanto visto e provato finora, le reali qualità della produzione siano ancora tutte da verificare; ciò nondimeno, il livello medio di attesa rimane comprensibilmente alle stelle.

    Eppure la compagnia nipponica, da qui a fine anno, non sarà soltanto fautrice del grande evento a tema Pocket Monster. È annuncio di ieri, fresco di Nintendo Direct, che Game Freak porterà sull'eShop di Switch, il prossimo 16 ottobre, anche Little Town Hero, forma finale di un progetto - nome in codice: Town - di cui si chiacchierava già da diverso tempo a questa parte. Nello specifico, si tratta di un'opera originale curata dal cosiddetto Production Team 1, gruppo interno notoriamente impegnato nello sviluppo di tutte le IP estranee all'universo Pokémon: potremmo citare Tembo The Badass Elephant, oppure il più recente Giga Wrecker. Rispetto al reveal trailer dello scorso anno, l'ultima presentazione settembrina ha introdotto qualche dettaglio in più riguardo all'effettiva essenza di gioco, seppure in modo abbastanza vago e sbrigativo. Cercheremo di farne un sunto nel corso delle prossime righe, in attesa di notizie ufficiali più sostanziose.

    Il potere delle idee

    L'aspetto di Little Town Hero che emerge con più nitidezza dalla nebbia d'informazioni rilasciate sinora interessa senz'altro le premesse alla base del racconto. Protagonista di questa storia sarà Axe, giovinetto pel di carota che vive in una -per ora- non ben precisata cittadella medieval-fantasticheggiante, dove la mano dell'uomo non ha scalfito la magnificenza e i colori della natura. Sia lui che i suoi conterranei trascorrono le rispettive esistenze rispettando una regola che suona come il più inscindibile dei vincoli: nessuno dovrà mai abbandonare quel luogo, per nessuna ragione al mondo. È un patto, ci dice il filmato, concordato tra il popolo e chiunque abiti all'interno del candido castello che domina la vallata, un accordo ottenuto grazie a una promessa di protezione sempiterna. Una condizione che, però, potrebbe venir messa a dura prova dall'arrivo inaspettato di un demone scimmiesco tra le mura della città, avvenimento che scatenerà lo spirito battagliero di Axe e, a quanto pare, di alcuni altri individui del posto.

    Non è ancora dato sapere se la narrazione si svolgerà interamente entro i confini della regione o se invece ricalcherà le più articolate dinamiche del "viaggio dell'eroe". Sia quel che sia, si parla già dell'ambientazione nei termini di "una piccola città che nasconde un grande segreto", indizio del fatto che la trama di Little Town Hero punterà a sorprenderci: se in modo convincente o no, ce lo dirà solo il tempo.

    Si può poi cominciare a discutere sul gameplay al centro del nascituro digitale di Game Freak, che sembrerebbe rientrare perfettamente nel solco dei J-RPG più classici. Quando Axe si ritrova faccia a faccia con il mostro primate, attorno ai due compare un'interfaccia grafica tipicamente da scontro a turni, con tanto di terminologia delle mosse eseguibili e indicatori numerici volti a definire la portata di ogni gesto.

    Azioni che nel lessico di Little Town Hero vengono definite "Idee", per ragioni che, ad essere del tutto onesti, non abbiamo ancora compreso appieno. Nel cerchio di selezione possiamo difatti osservare la presenza d'icone piuttosto tradizionali, di natura offensiva o difensiva nonché contrassegnate da simboli e denominazioni che non faticheremmo a immaginare all'interno di qualsiasi altra esperienza del medesimo stampo. Semmai, destano maggiore curiosità comandi quali "Disperazione" e "Improvvisazione", il primo dei quali non è ancora stato mostrato in-game (benché il nome prometta faville), laddove il secondo pare far sì che il software scelga autonomamente quale colpo sferrare tra tutti quelli disponibili.

    Potrebbe contribuire alla causa anche la pratica che consentirà ad Axe di allontanarsi dal campo di battaglia per reclutare alleati in giro per la città. Anche in questo caso, si tratta di una meccanica per nulla estranea al genere dei GdR, che tuttavia tende spesso a dare i suoi frutti se declinata con originalità all'interno della formula di gioco.

    In mancanza di materiale utile ad ulteriori speculazioni, chiudiamo questa anteprima con un'ultima nota a margine. Non capita molto spesso che un video introduttivo preveda un momento interamente dedicato a colui che ha composto buona parte della sountrack di un videogioco, ma nel caso di Little Town Hero non si poteva fare altrimenti. La partecipazione di Toby Fox nel ruolo di compositore è effettivamente un plus da ostentare senza esitazioni: chi non ne fosse convinto, recuperi Undertale al più presto (che è poi cosa buona e giusta a prescindere).

    Little Town Hero Non è stata una comunicazione più di tanto efficace o ficcante, quella che ha finalmente portato Little Town Hero all’attenzione del pubblico di Switch. Il minuto di Direct dedicato alla nuova proprietà intellettuale di Game Freak è stato abbastanza avaro di dati, utile più che altro a tracciare i contorni di un progetto che deve ancora mostrare di che pasta è fatto davvero. Il timore è di trovarsi di fronte a un RPG orientale di foggia piuttosto comune, delizioso a vedersi ma chissà quanto appassionante da giocare pad alla mano. La speranza, come sempre in questi casi, è che l’inevitabile prova diretta possa darci dimostrazione di una personalità ludica che ad ora, per forza di cose, non riusciamo del tutto ad avvertire.

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