Anteprima Lufia - Ruins of Lore

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Questo Lufia mi sembra di averlo già sentito....

Se questo pensiero vi sta attraversando i pochi neuroni rimasti (beh è risaputo che i neuroni dei videogiocatori sono degli esseri leggendari, ne esistono pochissimi nel cervello di un videogiocatore medio) non vi preoccupate, non siete ubriachi, non siete pazzi e Lufia non è nemmeno il nome di una vostra ex. Lufia è una vecchia saga che risale ai tempi del Super Nintendo: per Snes uscirono infatti i primi due capitoli della saga, e un terzo capitolo fu reso disponibile per Game Boy Color, quindi “Lufia: Ruins of Lore” è il quarto capitolo della saga. Oggigiorno vediamo che le saghe quanto più si vanno prolungando nel tempo, tanto più è raro che rimangano qualitativamente soddisfacenti, e Lufia non devia da questo paradigma: il primo e il secondo capitolo erano piuttosto belli, mentre il terzo è stato una mezza delusione...riuscirà questo quarto capitolo ad invertire il lento declino di questa saga?

Mostri, distruzione del mondo, grande storia d'amore...

Uno dei cliché più comuni in un jrpg è la grande storia d'amore che come un burattinaio muove le fila di tutta la vicenda, ma questo non è decisamente il caso di Lufia: la storia d'amore non è grande né espressa esplicitamente, possiamo definirlo un rapporto quasi platonico, il che non dispiacerà ai giocatori, visto che da più parti si leva un dissenso verso i jrpg che oramai tendono ad essere sempre più “melensi”.
Tuttavia se anche la storia non presenta uno dei cliché più abusati, non evita gli altri: ancora una volta lo scopo del vostro viaggio sarà salvare il mondo... Inizialmente seguirete le “gesta” di tre ragazzi (Eldin, Torma e Rami) che decidono di diventare dei Treasure Hunter, più per sfuggire alla monotonia del loro villaggio che per diventare ricchi. Durante il loro girovagare incontrano una giovane sacerdotessa che è alla ricerca di alcuni oggetti che le permetteranno di entrare nella Holy Land, peccato che non sia la sola ad entrare in questo posto tanto citato nelle leggende. Anche Ragule, appoggiato dal governo del regno di Grate è intenzionato ad entrare in questo luogo, ma le sue intenzioni sono tutt'altro che pacifiche: lo scopo di Gratze è risvegliare la Bestia, un'entità che renderebbe il sogno di dominare il mondo tutt'altro che irrealizzabile, peccato che la Bestia è stata precedentemente sigillata e suddivisa in due parti, lo spirito e il corpo, e una delle due si trova nell'Holy Land. Mentre sarete alla ricerca dell'Holy Land incrocerete più volte i sottoposti di Ragule e Ragule stesso, e apprenderete il suo malvagio piano. Non potete certo starvene con le mani in mano, e col proseguire della storia vi avvicinerete al confronto finale contro Ragule per la salvezza del mondo.

L'evoluzione della specie

Beh se considerassimo la saga Lufia come un essere vivente, allora in questo capitolo osserveremmo un'evidente evoluzione a livello di gameplay, che è stato rivisitato pesantemente, ma visto che molti di quelli che ora stanno leggendo questa recensione non hanno giocato i precedenti capitoli parlerò indistintamente sia degli aspetti “nuovi” che di quelli già presenti nei precedenti capitoli.
In questo gioco potete scordarvi i combattimenti casuali: i nemici sono visibili nelle schermate di gioco e potete facilmente evitarli. Infatti anche se i loro movimenti funzionano 1:1 coi vostri (voi fate un passo e loro fanno un passo) non sempre verranno spontaneamente da voi, spesso non baderanno a voi, e generalmente basta tenersi un po' alla larga dai nemici per evitare le battagie casuali. Inoltre un personaggio che si unirà a voi dispone di una magia che blocca i movimenti di un nemico sulla mappa del tutto, e se voi toccato un nemico che vi sta dando le spalle avrete un attacco extra (questo varrà anche per voi).
Il Battle System vi permette di schierare il campo fino a 4 personaggi, comunque potete cambiare in ogni momento i personaggi attivi come accade in FFX.
Una delle aggiunte di questo capitolo è la possibilità di “catturare” i mostri à la pokemon con dei dischi, e i mostri da voi catturati possono salire di livello, venire equipaggiati e persino “evolversi” (sono davvero tantissimi i mostri vari presenti, personalmente ne ho trovati 198, ma dovrebbero essercene alcuni segreti... alcuni pezzi d'equipaggiamento che troverete sono realizzati specificatamente per alcuni mostri, come la Hell Scythe).
Nella saga Lufia a partire dal secondo capitolo è inoltre presente un indicatore chiamato IP, che è una sorta di Limit Break: praticamente quando l'indicatore IP è al massimo il vostro personaggio eseguirà un attacco speciale in base all'arma con cui è equipaggiato. Inoltre se sono soddisfatte particolari condizioni quando la barra IP è al massimo potete fondervi temporaneamente con uno dei mostri da voi catturato ottenendo un aumento considerevole di tutte le statistiche, che svanirà dopo molti turni o al termine del combattimento.
Un'altra novità per la saga è un rudimentale job system: generalmente i personaggi base al level up migliorano solo le statistiche, mentre per imparare nuovi attacchi devono allenarsi sotto un determinato maestro, e in base al maestro selezionato cambierà la loro classe e le abilità che impareranno (e varierà anche la crescita di stat al passaggio di livello).
Un altro aspetto del gioco che ha subito delle variazioni è la presenza della Grotta Antica: nei precedenti episodi era un dungeon bonus dove recuperare gli oggetti migliori e dove si ricominciava da livello 1.. In questo gioco invece, potrete accedere alla grotta antica sin dall'inizio, ma sfortunatamente potrete addentrarvi sempre di più in base al vostro livello (in pratica quanto maggiore sarà il vostro livello, tanto maggiore sarà la parte esplorabile della grotta antica, il che ne riduce drasticamente l'utilità visto che potrete recuperare gli oggetti migliori nella grotta solo quando saranno oggetti poco migliori rispetto a quelli che saranno già in vostro possesso).
Una nota positiva riguarda la difficoltà: il gioco è piuttosto difficile di per sé e a questo va aggiunta la scarsa possibilità di salvare (generalmente è possibile salvare solo nelle città), ma fortunatamente seguendo una “corrente di pensiero” inaugurata già da altri jrpg è possibile effettuare dei “salvataggi temporanei” che si cancellano dopo che vengono caricati, da usare in casi di emergenza se si è costretti a spegnere a causa di altri impegni. In questo gioco è consigliabile quindi salvare quando se ne ha la possibilità visto che spesso capiterà di dover attraversare lunghe sessioni di gioco senza poter salvare. Il gioco nella sua interezza porta via circa 50 ore, quindi anche la longevità è piuttosto alta per la media dei jrpg disponibili per gba.

Un salto indietro...

Sfortunatamente per quanto il gba sia uscito dopo il super nintendo, a causa della sua natura di handheld dispone di risorse grafiche e audio minori rispetto al super nintendo. Di conseguenza il gioco per certi versi risulta inferiore graficamente rispetto ai suoi predecessori usciti per super nintendo (ma risulta superiore al capitolo uscito per game boy color).
Perciò anche se le città sono ben caratterizzate a livello grafico e i fondali sono molto vari, a volte sembra che le ambientazioni manchino di colore (non è un difetto evidentissimo, ma alla lunga si nota), inoltre le animazioni durante le battaglie sono disponibili solo per i personaggi del vostro party e per alcuni boss, generalmente in battaglia il modello associato al mostro rimane fermo.
Alle volte noterete delle discordanze, tipo sulla mappa vederete nemici di un colore, mentre in battaglia il colore del nemico sarà diverso (ad esempio sulla mappa una melma la vedrete rossa, in battaglia magari può essere verde), è un particolare insignificante in sé per sé, ma è un'evidente disattenzione che si sarebbe potuta evitare.
A livello sonoro anche se quasi tutte le locazioni hanno una musica di sottofondo specifica, a volte il suono uscirà distorto per il sovrapporsi di più effetti sonori, il che non è bello da “sentirsi”.

In conclusione...

Per quanto non sia veramente un brutto gioco, semplicemente non riesce a imporsi nel panorama dei gdr disponibili per gba... Indubbiamente le modifiche al modello originale di gioco sono state molte e alcune particolarmente ispirate, tuttavia non riescono a “mescolarsi” tra loro per creare un gioco omogeneo. A questo bisogna sommare alcuni problemi legati alla storia: la storia sembra “suddivisa” in una serie di sottoquest, ognuna incentrata su un personaggio specifico, e per quanto questa sia collegata alla storia principale, si tende a perdere di vista il vero scopo del gioco, il che non contribuisce ad una fruizione ideale del prodotto, visto che la storia sembra appunta una serie di piccole storie si collegate, ma accostate e non integrate tra loro in maniera ideale. Con questo non voglio dire che sia un brutto gioco, anzi, tuttavia nel panorama di gdr disponibili per gba c'è di meglio, per cui se volete un gioco che mescoli più caratteristiche insieme (un tipico jrpg con la presenza di un “sistema di crescita mostri”), se odiate i combattimenti casuali, allora questo titolo è fatto per voi. Altrimenti l'ideale sarebbe provarlo da un amico e acquistarlo solo se si rimane soddisfatti. Ad ogni modo in caso voleste procuravi il gioco vi toccherà comprarlo tramite negozi che gestiscono software import visto che il gioco non è mai stato pubblicato in Europa

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