Maneater: squalo all'attacco nel nuovo gioco degli autori di Killing Floor

Maneater si presenta come un prodotto unico nel suo genere, un gioco che permette di vestire i panni di un feroce predatore acquatico.

Maneater
Anteprima: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Annunciato durante l'E3 del 2018, Maneater promette di arricchire il panorama delle esperienze ruolistiche con una proposta praticamente unica nel suo genere. Al centro dell'avventura di Tripwire non ci sono infatti cavalieri in armatura, spietati guerrieri della strada o eroi intergalattici, ma cento chili di ferocia e istinto, modellati dall'evoluzione per comporre le fattezze di uno dei predatori più letali al mondo: lo squalo. Con premesse di questo genere, è facile capire le ragioni alla base dell'interesse suscitato dal nuovo gioco di Tripwire, studio statunitense che, con titoli come Killing Floor e Zeno Clash, ha già dato prova di avere un certo talento per la follia poligonale. Proprio di recente, gli sviluppatori hanno diffuso una nuova serie di video dedicati al progetto, offrendoci informazioni inedite che lasciano ben sperare circa le sorti di uno dei titoli più particolari e sopra le righe della prossima stagione videoludica.

    Il primo "SharkPG"

    Maneater è un gioco di ruolo open world che ci cala nei panni zannuti di una delle macchine assassine più efficienti del mondo animale: un temibile squalo. Per offrire un contesto narrativo adeguato alle caratteristiche del nostro letale avatar, per sua natura non particolarmente loquace, i ragazzi di Tripwire hanno ambientato l'avventura tra le inquadrature di un reality show immaginario che segue le vicende di un manipolo di pescatori estremi, capitanati dal veterano Scaly Pete.

    Sarà proprio lui, in testa all'avventura, a catturare e uccidere la madre del protagonista, poco prima di perdere la mano come conseguenza della propria infamia. Venuti al mondo con un legittimo astio nei confronti dell'umanità, sostenuto da quel primo, succulento pasto, i giocatori si troveranno quindi a scorrazzare in una gran varietà di ambienti acquatici, ognuno popolato da una ricca fauna destinata ad alimentare - in senso stretto - un sistema di progressione che, di morso in morso, scandirà la trasformazione del nostro beniamino dentato da squaletto fresco di placenta a mostro abissale.

    Il tutto con l'accompagnamento della voce narrante del reality show, che commenterà ogni exploit sanguinario dello squalo nel corso delle diverse missioni principali e secondarie che costituiscono l'ossatura della campagna messa in piedi tra Tripwire, intrisa di un umorismo dai toni cupi che promette di offrire al pubblico momenti di crudeltà piacevolmente ridanciana. D'altronde il predatore al centro dell'inquadratura non è certo noto per il suo buon cuore, e lo studio sembra determinato a incentivare in ogni modo i peggiori istinti dei giocatori.

    Dare libero sfogo alle pulsioni fameliche dello squalo permetterà agli utenti di mettere da parte un tesoretto di risorse che potranno essere utilizzate per accrescere l'efficacia letale del protagonista, sbloccando nuove abilità che amplieranno la gamma delle meccaniche ludiche in seno al gameplay. Dinamiche d'avanzamento che permetteranno di raggiungere aree precedentemente inaccessibili, e di confrontarsi con altri campioni della predazione subacquea. Non mancano ovviamente boss umani come il cacciatore di coccodrilli Bayou Willy che, una volta ridotto a un cumulo di frattaglie, ci consegnerà un tratto evoluzionistico unico: la capacità di potenziare la nostra dentatura con una dose piuttosto abbondante di bioelettricità. Si tratta solo di uno dei vantaggi genetici che potremmo sbloccare durante la crescita del nostro giovane squalo toro, che potrà perfino sviluppare un esoscheletro osseo particolarmente utile per fare a pezzi le imbarcazioni, o poteri biomimetici decisamente utili per gli amanti degli assalti a sorpresa.

    Va da sé che, procedendo verso la cima della catena alimentare, si dovranno fare i conti con sfide sempre più impegnative, anche perché la notorietà guadagnata con ogni mortale malefatta farà del nostro squalo un trofeo di caccia sempre più ambito, e pertanto inseguito da una torma crescente di professionisti dell'arpione. Se da una parte seminare il terrore lungo la costa, addentando surfisti e riducendo in schegge imbarcazioni di vario genere, contribuisce infatti ad amplificare il richiamo animalesco dell'esperienza, dall'altra dovremo tenere a mente che, sulla falsariga del livello di sospetto di GTA, le nostre azioni potrebbero scatenare una vera e propria caccia all'uomo... pardon, al pesce.

    Il predatore perfetto

    Per quanto sia il sistema di controllo che di combattimento siano stati concepiti per non allontanarsi mai troppo dai canoni dell'actionarcade, le meccaniche di gioco sembrano comunque vantare una certa profondità. Gli sviluppatori hanno perfino citato Dark Souls tra le fonti d'ispirazione del titolo, e in effetti il paragone non appare totalmente fuori luogo. Contro i nemici più forti, infatti, sarà necessario sfruttare al meglio le abilità di movimento e le capacità dello squalo per schivare e contrattaccare con precisione ed efficacia, cercando di assimilare i pattern dell'avversario per ridurre al minimo i danni ricevuti e massimizzare quelli inflitti.

    Anche perché potrebbe capitare di trovarsi di fronte a nemici ben più imponenti del nostro alter ego, specialmente nelle fasi iniziali della campagna, quando il cacciatore degli abissi non sarà altra che un cucciolo pinnato. In queste circostanze sarà dunque essenziale usare con criterio ognuna delle armi naturali a disposizione del pescecane, dalla coda (in grado di stordire i bersagli con un colpo ben assestato) fino alle zanne (chiaramente il nostro principale strumento di morte).

    Ad ampliare la gamma delle possibili strategie c'è anche un sistema di movimento tridimensionale che permette, ad esempio, di saettare oltre il pelo dell'acqua per sorprendere l'avversario con un potente colpo dall'alto, o di scendere in profondità per nascondersi tra i resti di un recente naufragio, in attesa del prossimo assalto. Le meccaniche aggiuntive legate alla crescita e all'evoluzione dello squalo, e alle specifiche caratteristiche di ogni habitat sottomarino, promettono inoltre di aumentare ulteriormente la varietà del gameplay, nel quadro di un titolo che pare avere diverse frecce al suo arco.

    Tutti gli elementi messi in campo di Tripware sembrano infatti confluire in un'offerta intrigante e con diversi spunti di originalità, peraltro valorizzata da un comparto tecnico e artistico tutt'altro che rinunciatario. L'ampiezza dei sistemi di gioco ha il potenziale per offrire al pubblico una buona diversità situazionale, tale da tenere alta l'asticella del divertimento nel corso delle 10 ore stimate per il completamento dell'avventura, col contributo di un discreto numero di ambientazioni che spaziano dalle paludi del Bayou alle spiagge assolate della costa est.

    Scenari carichi di segreti da scoprire e attività secondarie, tra antichi relitti, gallerie sottomarine e depositi illegali di rifiuti tossici in grado di dare una bella rimescolata al corredo genetico del famelico protagonista. Al momento i dubbi principali riguardano l'uso della telecamera, che a volte sembra inficiare la leggibilità degli scontri, e la presa a lungo termine di una proposta ludonarrativa sì interessante, ma che rischia comunque di incappare in una certa ripetitività legata alla natura tematica della produzione. Maneater resta comunque un titolo da tenere d'occhio, in attesa di scoprire, il prossimo 22 maggio, se lo "SharkPG" di Tripwire merita veramente un posto d'onore nella catena alimentare dell'industria videoludica.

    Maneater L’ultima carrellata di video pubblicati da Tripwire ci ha permesso di dare un’occhiata più da vicino a una produzione che, al di là della gimmick di base, sembra avere il potenziale per proporre al pubblico un’esperienza interessante e piacevolmente sopra le righe. Nel quadro di un comparto narrativo che promette dosi abbondanti di cattiveria e dark humor, lo studio statunitense punta ad appagare gli appetiti predatori dei giocatori con una formula di gameplay piuttosto sfaccettata, con la complicità di un sistema di progressione pensato per portare all’estremo le attitudini letali del protagonista. Una ricetta ludica che deve ancora dare prova del suo valore, specialmente sulla lunga distanza, ma che potrebbe comunque rivelarsi più gustosa del previsto.

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