Anteprima Manhunt

Leggi la nostra anteprima e le novità sul videogioco Manhunt - 393

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Disponibile per
  • PS2
  • Xbox
  • Pc
  • Mamme avvisate...

    Si sa
    ormai da tempo che i videogiochi istigano alla violenza e sono in grado di
    rovinare la mente delle persone più sensibili, la storia ha visto nascere
    schiere di serial killer e spietati assassini dichiaratamente ispirati da giochi
    come GTA, Hitman, Resident Evil e Doom ma, soprattutto, da Rayman (non avete mai
    saputo di quel bambino grasso che uccideva i suoi coetanei più grassi di lui,
    soffocandoli con le melanzane?). Di fronte a questa scientifica verità, ci
    sentiamo in dovere di avvisare tutte le mamme del mondo che leggono Xeye ogni
    mattina prima di portare i bimbi a scuola: tenete lontani mille miglia i vostri
    santi pargoletti da Manhunt, anzi, se vedete il gioco esposto nella vetrina di
    un negozio, denunciate subito il negoziante per detenzione di materiale
    illecito. E' l'unica soluzione per liberare il mondo dal male che simili
    giochi possono provocare. Amen. Sebbene quanto scritto finora non rappresenti
    altro che un'emerita buffonata (per non dire altro), le suddette mamme
    l'avrebbero letto con estrema serietà. E già questo può darvi un'idea di che
    pasta è fatto Manhunt. Il piatto è servito ancora una volta dalla Rockstar,
    sinonimo di garanzia e di violenza da censurare, e dopo aver convertito GTA per
    Xbox anche Manhunt si appresta a ricevere lo stesso trattamento dopo un periodo
    in esclusiva per Ps2. Preparatevi, perché la violenza che avete visto finora nei
    videogiochi non è nulla in confronto a quello che Manhunt ha da offrire.

    Nessuno tocchi Caino

    La
    storia che sta dietro questo curioso prodotto vede l'assassino James Earl Cash
    condannato a morte. Ma, invece di essere giustiziato, viene portato in un luogo
    segreto e decadente per conto di un pazzo regista di snuff movies. Per chi non
    lo sapesse, gli snuff movies sono quei film assolutamente illegali, nei quali
    vengono torturate e uccise persone senza finzione. Tutto ciò che si vede è vero
    e gli sfortunati attori sono spesso all'oscuro di ciò che gli accadrà, per
    questo motivo vengono utilizzate anche persone rapite o che, comunque, nessuno
    ne rivendicherebbe la scomparsa. Agghiacciante. E così, visto che il nostro
    “eroe” deve morire, perché non divertirsi un po' con un bel reality-show nel
    quale vince chi stermina tutti? Ed è proprio quello che ha pensato il folle
    regista Lion Starkweather: buttare la feccia dell'umanità all'interno di un
    set sudicio e disturbante nel quale la parola d'ordine è “uccidere”. Per
    portare a termine il nostro scopo avremo a disposizione tutto quello che ci
    capiterà sotto tiro: armi da fuoco, da taglio, sacchetti di plastica per
    soffocare, bastoni e chi più ne ha più ne metta. Questa è violenza allo stato
    puro, come mai se ne era vista in un videogioco, una violenza che va oltre il
    gioco stesso e che colpisce anche il giocatore nel momento in cui gli si chiede
    di partecipare ad uno snuff movie (seppur virtuale, ma il concetto è quello).
    E' chiaro che una persona intelligente (e il videogiocatore serio lo è), nel
    momento in cui spegne la console va a letto con l'idea di aver sfracellato
    milioni di poligoni e non persone vere. Ma le mamme... che Dio ci salvi dalle
    mamme...

    Giochiamo a
    nascondino

    Ad esaltare la scenografia morbosa, ci pensa anche la quantità di
    efferatezze che il nostro alter ego potrà effettuare. Questo perché saremo noi a
    decidere il grado di violenza delle nostre azioni: potremo optare per una rapida
    morte del nemico, oppure potremo decidere di massacrarlo fino all'inverosimile
    staccandone la testa e riducendolo in poltiglia. Chiaramente i punti saliranno
    anche in base alla nostra bravura nel creare situazioni simili e, per ottenere
    ciò, sarà utile prestare ascolto ai suggerimenti del regista tramite la
    cuffietta del kit Live (comunque opzionale) o attirando gli avversari con
    bisbigli e grida tramite il microfono. Questo aumenta il coinvolgimento, anche
    se è consigliabile solo ha chi già il kit per giocare on line: chi non è
    interessato all'on line farebbe meglio a guardarsi bene dal comprarlo solo per
    usufruire di questa funzione, anche perché in Manhunt sereve solo a questo ed il
    gioco in rete non è previsto. La componente stealth è ad altissimi livelli,
    tanto da poter affiancare tranquillamente questo titolo ai vari Splinter Cell e
    Metal Gear Solid: agire silenziosamente e nell'ombra è praticamente
    obbligatorio per non farsi scoprire e, automaticamente, morire. Tecnicamente il
    titolo non è niente di miracoloso, infatti utilizza il motore grafico
    dell'ormai vecchiotto Vice City: quindi preparatevi a modelli e strutture
    poligonali non proprio esaltanti ma funzionali. Anche perché un gioco del
    genere, esattamente come Vice City, crea lo stupore necessario non dalla grafica
    ma proprio dalle azioni che il giocatore è portato ad eseguire, coinvolgendolo e
    facendolo sentire libero di fare quello che vuole.

    Il massacro ad Aprile

    Manhunt è previsto per
    Aprile e la voglia di metterci le mani sopra è tanta. Probabilmente Rockstar ci
    regalerà un altro piacevole titolo (su Ps2 ha ricevuto diversi consensi), magari
    non un capolavoro ma sicuramente un titolo da tenere in seria considerazione...
    soprattutto dalle mamme che, dopo aver fatto vedere ai propri figli lo snuff
    movie quotidiano per eccellenza (il telegiornale), gli vieterà di distruggere
    dei poligoni a forma di uomo.

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