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GDC 2012

Anteprima Medal of Honor: Warfighter

Tier 1 è pronto a scendere di nuovo in battaglia!

anteprima Medal of Honor: Warfighter
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La GDC di San Francisco è ormai un appuntamento fisso per EA, che organizza il proprio showcase in una delle serate del periodo fieristico, ormai da due anni dedicato completamente agli shooter bellici.
Se l'anno scorso è stato l'annuncio ufficiale di Battlefield 3 a dominare il palcoscenico, quest'anno l'attenzione dei presenti si deve dividere su due differenti progetti: i DLC che andranno ad espandere proprio il campione di incassi di DICE e il seguito di Medal of Honor, sottotitolato Warfighter, del quale erano già trapelate le prime informazioni nelle scorse settimane.

Guerra su più fronti

Già con l'episodio pubblicato nel 2010 il franchise aveva fatto un salto, slegandosi completamente dalle atmosfere e ambientazioni della Seconda Guerra Mondiale, andando a collocarsi ai giorni nostri, proponendo un setting bellico caldo e attuale come quello dell'Afghanistan.
Con Warfighter questo cambio sarà ancora più marcato, in quanto le ambientazioni aumenteranno esponenzialmente, raggiungendo e superando le dieci unità, tutte legate ad eventi reali ai quali siamo stati esposti dai media negli ultimi anni, prendendo anche le distanze da quelli che potrebbero venir considerati come confitti classici, andando quindi a proporre missioni in parti del mondo particolarmente a rischio, come una città delle filippine in piena guerra civile, dopo l'arrivo di un tornando che ne ha spazzato via la maggior parte lasciando morte e distruzione dietro di sé, oppure le coste dell'Africa, spesso sotto il controllo dei pirati moderni, come abbiamo avuto modo di imparare anche dai mezzi di informazione italiani, a causa dei fatti accaduti negli ultimi anni.
Se i luoghi inclusi nel nuovo progetto di Danger Close sono aumentati, lo stesso si può dire delle forze in campo: il concetto di Tier 1, quindi i combattenti d'élite, è stato espanso, andando ad inglobare le forze speciali di numerosi paesi, anche europei, con la presenza di unità della Special Air Service britannica, dei corpi speciali tedeschi e addirittura di quelli d'istanza in Polonia.
Il mix di luoghi in cui intervenire e unità in gioco dovrebbe quindi garantire un'ottima varietà, almeno sulla carta, anche se non è stato in alcun modo toccato un altro argomento caldo che, come i più attenti ricorderanno, era stato sollevato proprio dal precedente Medal of Honor, che aveva incluso e poi ritirato i Talebani come forza nemica, modificandone quindi il nome durante gli ultimi mesi di sviluppo.

Realismo e competitività

Warfighter punta quindi verso un realismo tutto particolare, andando ad offrire dei luoghi in cui intraprendere le missioni che hanno sicuramente fatto notizia in passato, almeno sulla CNN statunitense, sempre attenta anche ai più impercettibili venti di guerra spesso provenienti dal Medio Oriente.
Il dubbio sulla mancanza di nemici altrettanto realistici, però, viene sottolineato anche dall'annuncio di modalità multiplayer competitive che permetteranno scontri tra corpi speciali differenti, definite quindi come "buoni contro buoni", senza dare una valenza a chi si troverà a fronteggiare le pallottole dei giocatori nella campagna single player, sicuramente adrenalinica ma, almeno per ora, non dissimile da quanto è in grado di offrire la concorrenza.
Maggior attenzione verrà probabilmente data ai personaggi, con il ritorno della squadra protagonista del Medal of Honor pubblicato nel 2010, anche se proprio durante il periodo antecedente alla pubblicazione dell'episodio precedente erano state fatte delle promesse in termini di trama e importanza narrativa, non del tutto mantenute poi nel prodotto finale.
Una costante sarà invece il realismo, con una rinnovata collaborazione con militari che hanno direttamente operato sul campo, riuscendo quindi a garantire animazioni in motion capture adeguate al contesto, armi il più possibile vicine alle controparti reali e situazioni possibili, senza andare a scapito della spettacolarità.

Situazione spinosa

Se il filmato che ha aperto la presentazione, completamente in CG, ha introdotto l'ambientazione delle Filippine, con una città ridotta in macerie in seguito ad un uragano nel quale vengono rapiti degli ostaggi, la successiva sezione giocata a permesso di viverne l'atmosfera.
L'irruzione nel palazzo in cui gli ostaggi sono segregati è un assalto frontale, ben poco tattico ma molto efficiente, con l'intera squadra che penetra ed avanza al piano terra, ormai invaso dall'acqua in seguito ad un evento naturale di portata impressionante, che ha messo in ginocchio l'intero centro abitato.
Il motore Frostbite 2 mette in cena un'ambientazione ricca di dettagli, nella quale l'acqua è l'elemento dominante, sulla quale si specchiano dettagli ed esplosioni e all'interno della quale finiscono calcinacci e schegge di legno, in seguito all'uso frequente delle granate per stanare i terroristi nascosti dietro ai pochi tavoli ancora integri, prima di riuscire a raggiungere le scale che portano al primo piano, con la necessità di evitare un corridoio completamente crollato, che testimonia il grado critico in cui versa l‘intera struttura dell'edificio.
L'avanzamento è lineare e l'ampiezza della mappa non permette l'applicazioni di strategie particolari, se non quella classica che vede l'aggiramento di una mitragliatrice pesante, collocata in una posizione fissa in modo da falciare senza pietà chiunque voglia attraversarne la linea di tiro.
Sfruttando un passaggio laterale si riuscirà a colpire di sorpresa l'addetto all'arma pesante, aprendo la strada alla stanza in cui sono tenuti gli ostaggi, da ripulire in modo da innescare la cut scene che mostra il salvataggio, utilizzando due barche militari dotate di potenti motori adatti per la fuga.
Proprio questa fase prevede un gameplay più classico, in cui è necessario difendere l'avanzata del mezzo dagli assalti nemici utilizzando una mitragliatrice posta a prua.
Tale sezione, sostanzialmente su binari, è quella più convincente dal punto di vista tecnico, con una fluidità invidiabile malgrado la mole poligonale, con il motore grafico impegnato a portare su schermo una città completamente allagata, con carcasse di automobili sparse ovunque e edifici che, letteralmente, si sbriciolano e affondano, provocando onde e ulteriori smottamenti.
La presenza nemica si fa via via più pressante fino alla periferia, nella quale i passaggi sono più stretti ed è necessario avanzare più lentamente, per poi raggiungere il mare aperto nella quale saranno presenti due elicotteri che poteranno a termine il salvataggio, ponendo fine ad una sequenza altamente spettacolare e coinvolgente.

Medal of Honor: Warfighter Medal of Honor: Warfighter si colloca nella fascia di mercato dei first person shooter moderni, posizionandosi a metà tra i due mostri sacri del genere: il motore grafico è quello di Battlfield 3, sicuramente in grado di offrire una qualità visiva e sonora di grande impatto, prendendo però le distanze dal titolo di DICE per offrire un’esperienza più classica, lineare ma coinvolgente, in sintonia con il sempreverde Call of Duty. La conferma della data di lancio, fissata per il 23 Ottobre, posiziona l’uscita nella parte calda dell’anno, quindi non resta che attendere la risposta di Activision che, potenzialmente, potrebbe non essere così lontana.

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