Metro Exodus: tutte le nuove informazioni sul terzo capitolo della serie

Nei giorni scorsi siamo stati invasi da nuove, interessanti informazioni sul gameplay di Metro Exodus. Cechiamo di analizzarle insieme.

anteprima Metro Exodus: tutte le nuove informazioni sul terzo capitolo della serie
Articolo a cura di
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Ci avevamo visto giusto quando, agli ultimi Game Awards, visionando il secondo trailer del prossimo Metro, avevamo ipotizzato che nelle intenzioni di 4A Games ci fosse il vivo desiderio di rivoluzionare in maniera decisa il franchise ispirato ai romanzi di Dmitry Glukhovsky. 2033 e Last Light avevano avuto il merito di creare un background post-apocalittico a tratti sorprendente, animato da un avanzamento story driven che, nella sua linearità, era riuscito a valorizzare al meglio le incredibili e terrificanti atmosfere digitali di un mondo metropolitano ormai sprofondato nel baratro dell'inverno nucleare. Ma è anche vero che oggigiorno, in un mercato dove a macinare i milioni sono soprattutto i titoli a "mondo aperto", la linearità è sempre più difficile da vendere. C'era quindi bisogno di iniettare nuova linfa nelle arterie pulsanti della serie, cercando al contempo di non snaturare troppo quei tratti distintivi - narrativi e di gameplay - che avevano saputo conquistarci nei primi due episodi. Il risultato di questa rivoluzione ha un nome tanto affascinante quanto profetico: Exodus. Come ispirandosi ai biblici accadimenti, infatti, a questo terzo capitolo spetterà il gravoso onere di trascinare Artyom e gli altri sopravvissuti fuori dai claustrofobici tunnel della metropolitana di Mosca, per poi rigettarli in un territorio selvaggio notevolmente più ampio e dinamico, e proprio per questo molto più pericoloso.
    Grazie alle informazioni trapelate nei giorni scorsi, oggi siamo finalmente in grado di tracciare un profilo verosimile di questo cambiamento epocale, che ci aiuti a comprendere un po' più a fondo se il titolo che ci troveremo di fronte tra qualche mese sarà effettivamente in grado di far compiere al franchise quel passo deciso in avanti verso una consacrazione definitiva.

    Pellegrini sull'orlo dell'estinzione

    L'anno è il 2036. Dopo quasi 25 anni di isolamento nel sottosuolo di Mosca, dove hanno combattuto senza tregua contro bestie mutanti, orrori paranormali e persino contro se stessi, i ranger di Sparta, capitanati da Artyom Chyornyj, sono finalmente pronti a tornare in superficie, per imbarcarsi in una lunga odissea in cerca di una nuova casa dove poter ricominciare. Di quella che sarà la narrazione di Exodus, in realtà, sappiamo ancora ben poco, se non che lo script sarà enormemente più esteso e complesso dei due precedenti capitoli.
    Ci sono state però fornite molte più indicazioni dal punto di vista del gameplay, il quale ha subito quella che potremmo tranquillamente definire come una sorta di "falloutizzazione", in quanto alcuni aspetti - a cominciare dall'espansione territoriale - sembrano essere stati mutuati direttamente dagli ultimi capitoli del celebre franchise di casa Bethesda, Fallout 3 e, soprattutto, Fallout 4. Non fate però l'errore di considerare il nuovo Metro come un titolo open-world. I ragazzi di 4A Games, infatti, hanno pensato di strutturare la progressione di gioco come un lungo viaggio della durata di un anno attraverso tutte e quattro le stagioni, ognuna delle quali sarà rappresentata da una macro-area liberamente esplorabile ma dai confini ben definiti. Per darvi un'idea delle dimensioni: l'area più grande di Metro: Last Light misurava all'incirca 200 metri quadrati, mentre quelle più ampie di Exodus supereranno tranquillamente la soglia dei 2000.
    Una volta che il giocatore avrà spolpato tutto quello che la regione avrà da offrirgli, essendosi perciò guadagnato le chiavi necessarie a procedere nella storyline, potrà avanzare verso la location successiva, senza avere però alcuna possibilità di voltarsi indietro. In questo senso, insomma, 4A Games sembra essere riuscita nell'intento di preservare quella linearità che caratterizzava 2033 e Last Light, nuclearizzando - almeno sulla carta - il rischio che la dispersività di un'ambientazione open-world si abbattesse sul tessuto narrativo, smorzandone i ritmi e il coinvolgimento. Ma la scelta di modellare l'avanzamento in "compartimenti stagni", ha anche permesso al titolo di guadagnare un notevole sprint dal punto di vista della diversificazione delle ambientazioni: le stagioni di Exodus, infatti, non solo porteranno in dote delle evidenti variazioni climatiche, ognuna delle quali influenzerà a suo modo il gameplay, ma permetterà al giocatore di addentrarsi in biomi estremamente differenti dal punto di vista estetico e geografico.

    In autunno, ad esempio, ci ritroveremo a vagare per delle spettacolari località montane, dovendocela vedere con terrificanti orsi mutanti (uno di questi lo abbiamo visto nel primo, clamoroso trailer dell'E3 2017); mentre in estate ci si spalancheranno di fronte delle desolanti distese desertiche in pieno stile post-apocalittico, con rovine metalliche e piattaforme petrolifere che bruciano nel tremolante orizzonte ardente. Un'opera di diversificazione stilistica e tematica, questa, che avrà anche un forte impatto sulle popolazioni che avremo modo di incrociare durante il nostro incedere. Fuori dalla Metro, infatti, lontani da quegli spazi stretti che finivano inesorabilmente per porli gli uni contro gli altri, altri gruppi di uomini sono sopravvissuti all'olocausto nucleare, aggregandosi in società completamente isolate dal resto del mondo, con usanze, religioni e stili di vita unici. Ci sarà naturalmente data la possibilità di entrare direttamente in contatto con loro, magari per commerciare o per darci una mano vicendevole, stabilendo relazioni che, attraverso un probabile sistema morale sulla falsa riga del "Karma" di Fallout, terranno conto di tutte le nostre azioni compiute nel corso della trama principale e delle numerose attività secondarie. La nostra speranza è che questo eventuale sistema morale possa essere ben integrato con la progressione, con effettive ripercussioni che vadano ben al di là del ridondante "ti sparo" o "non ti sparo".
    Con l'abbandono della Metro, sono anche venute meno tutte quelle stazioni che fungevano da hub tra una missione e l'altra, dando modo al giocatore di rifornirsi di armi e proiettili (ma ve la ricordate la meravigliosa Expo di Metro 2033?).

    Al loro posto, oltre a città particolarmente vaste, troveremo l'Aurora, ovvero quella saettante locomotiva che abbiamo avuto modo di scorgere più volte nei trailer fin qui pubblicati, la stessa che ci aveva permesso di intuire abbastanza chiaramente quella svolta "itinerante" che il franchise avrebbe abbracciato con questo suo terzo capitolo. Avanzando nelle diverse stagioni, di pari passo con i progressi ottenuti dal giocatore, l'Aurora cambierà nella dotazione e nell'estetica, guadagnando anche nuovi passeggeri volenterosi di contribuire alla causa dei Ranger. Inoltre, avremo modo di sbloccare nuovi veicoli con cui spostarci per le temibili lande russe, come ad esempio una barca che ci permetterà di navigare attraverso gli specchi d'acqua più grandi e profondi.

    Da Fallout 4 a Metro Exodus: le ultime frontiere del post-apocalittico

    Con l'allargamento della superficie calpestabile e quindi del range potenziale di situazioni di gioco affrontabili, si è naturalmente sollevata la necessità di espandere il nuovo Metro anche dal punto di vista del gameplay.
    Una delle più grandi conquiste della serie è stata indubbiamente l'immersione, attraverso un'intelaiatura da First Person Shooter che puntava con determinazione ad un realismo intenso e avvolgente, sia per quanto concerne le meccaniche di gioco sia per quanto riguarda la loro effettiva realizzazione tecnica.

    Maneggiare un'arma e sparare, in Metro, è sempre stato estremamente appagante, così come sbarazzarsi furtivamente dei nemici più isolati muovendosi di soppiatto per gli angusti cunicoli della metropolitana. Questo culto della verosimiglianza tornerà in Metro Exodus, ma con l'aggiunta di alcune nuove dinamiche che avranno il compito di offrire al giocatore un ventaglio di soluzioni combattive più ampio rispetto al passato. Tanto per cominciare, adeguandosi a titoli in prima persona come Deus Ex e Dishonored, potremo scegliere se eseguire degli abbattimenti letali o non letali, con animazioni differenti a seconda dell'arma equipaggiata, della velocità d'approccio, e della direzione da cui ci avvicineremo al bersaglio.
    Non ci è ancora chiaro se questo dualismo d'azione avrà dei riflessi tangibili sulla sfera narrativa e sul sistema morale menzionato poc'anzi, né ci è ancora possibile ipotizzare le modalità con cui l'intelligenza artificiale reagirà alla scoperta di un corpo privo di sensi. Sappiamo però che a incidere sulla scelta dell'approccio da adottare saranno anche le condizioni climatiche e il ciclo giorno/notte. Avvicinarsi a un avamposto nemico col favore delle tenebre, quando tutti hanno abbandonano le attività quotidiane per dedicarsi al riposo, potrebbe certamente aiutare un giocatore che predilige la furtività, ma al contempo lo metterà di fronte a una densità nettamente superiore di unità ostili nel caso dovesse far scattare l'allarme.

    Altro ruolo fondamentale verrà rivestito dall'arsenale messo a disposizione del giocatore, che potrà essere espanso attraverso un sistema di modifiche che ricorda molto da vicino quello saggiato in Fallout 4. Se in Metro 2033 e Metro: Last Light le armi che trovavamo si potevano sviluppare solamente con upgrade dedicati, qui in Exodus a ogni bocca da fuoco si potranno associare 5 diversi accessori (come ottiche, canne e munizioni), recuperabili da altri strumenti compatibili. Sempre per andare incontro a quel realismo che ha fatto grande la serie, è stata introdotta una dinamica di deterioramento che costringerà il giocatore a pulire regolarmente le sue armi, onde evitare che si inceppino o che le loro statistiche si abbassino fino al punto di renderle inefficaci.
    Ma le similitudini con l'ultima iterazione del celebre franchise Bethesda non finiscono qui: Exodus avrà infatti un sistema di scavenging del tutto simile, che andrà a sostituire il vecchio sistema di commercio dei primi due capitoli. Nei precedenti Metro, infatti, per acquistare armi e potenziamenti eravamo costretti a recuperare delle munizioni di grado "militare" negli anfratti più disparati degli scenari di gioco. Ora, invece, sarà possibile smontare tutti gli oggetti e trasformarli in risorse utili per costruire nuovi strumenti o da scambiare per farci guadagnare qualche prezioso credito.
    Per quanto riguarda invece le missioni secondarie, queste potranno essere accettate leggendo delle note abbandonate per le ambientazioni, parlando con gli NPC, oppure origliando qualche conversazione in uno degli insediamenti che visiteremo. Ma potremo anche sbloccarne alcune semplicemente allontanandoci dal sentiero principale per esplorare location più remote, dove avremo modo di godere di un po' di sana narrazione ambientale, con tracce più o meno evidenti di eventi accaduti di recente o nel lontano passato.

    Venendo all'aspetto tecnico, non avendo avuto ancora l'occasione di visionare in prima persona una build di gioco, ci è difficile poter esprimere un giudizio. La volontà di 4A Games è certamente quella di sfruttare al massimo le potenzialità delle due console "mid-gen" di casa Sony e Microsoft. Per Xbox One X, ad esempio, il target desuderato è quello dei 4K con HDR, mentre per PlayStation 4 Pro non sono ancora state diffuse informazioni più specifiche. Di certo, visto il budget superiore a disposizione dello studio, possiamo aspettarci dei notevoli passi in avanti rispetto al già ottimo Metro: Last Light. Si è fatto già cenno a un rendering basato sulla fisica, ma verranno sicuramente introdotti anche un nuovo sistema di illuminazione, una gestione migliorata degli effetti climatici, delle cinematic con scan completo del corpo, e una simulazione dell'IA di ogni creatura che rispetti in maniera verosimile il bioma circostante.

    Metro Exodus A poco più di un mese dall'inizio di un 2018 che si preannuncia già spettacolare, il treno dell'hype di Metro Exodus sta progressivamente aumentando la sua andatura. L'abbandono della celebre metropolitana di Mosca per abbracciare una dimensione superficiale molto più ampia e viva, fatta di regioni estremamente differenti dal punto di vista climatico e della differenziazione dei nemici, è senz'altro una mossa rischiosa. Siamo molto curiosi perciò di vedere come tutte le componenti di questo nuovo mondo interagiranno tra di loro, anche per quanto riguarda il probabile sistema di reputazioni con cui dovremo fare i conti. Ma ci incuriosiscono anche tutte le piccole modifiche introdotte nel combat system, con nuove possibilità d'approccio stealth, nuovi armamentari, e un sistema scavenging non del tutto dissimile da quello dell'ultimo Fallout. Sono però tutti aspetti che potremo valutare solamente in seguito a una prova diretta di una build di gioco. Per il momento, insomma, non ci resta che rimanere in attesa di nuove informazioni, alcune delle quali potrebbero già arrivare prima dell'E3 di quest'anno.

    Quanto attendi: Metro Exodus

    Hype
    Hype totali: 90
    85%
    nd