My Time At Portia: provata la versione Early Access

My Time At Portia è un gestionale con elementi crafting/RPG che ci permetterà di iniziare una nuova vita nella tranquilla città di Portia...

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  • Pc
  • In quel di Portia le giornate scorrono tranquille, tra una birra al Bistrò e una passeggiata per le vie di Peach Plaza. Tutti sono socievoli e conducono una vita spensierata: Emily aiuta la nonna Sophie con la fattoria di famiglia, Alice coltiva la sua grande passione per la natura e Gale, il sindaco paffutello, gironzola per la città con il suo eterno buon umore. Una comunità felice -nella quale ognuno svolge il proprio compito ed è contento di farlo- ma ignara del passato che si nasconde proprio alle sue spalle: imponenti come monoliti i ruderi di una civiltà antica si stagliano sui campi dorati e narrano la rivolta della tecnologia sull'uomo. Questo è lo scenario che fa da sfondo a My Time At Portia, RPG sandbox dagli autori di Planet Explorers, che con il suo stile fanciullesco tenta di riportare in una versione più moderna e tridimensionale la stessa magia dei primi capitoli di Harvest Moon. Una semplicità che i ragazzi di Pathea Games, una manipolo di venti persone, ha tradotto con una veste grafica ispirata ai primi lavori del maestro Hayao Miyazaki. Adesso, dopo una campagna kickstarter andata a buon fine, il titolo approda sugli scaffali virtuali di Steam utilizzando la formula dell'Early Access. Abbiamo provato i contenuti disponibili e, una volta diventati dei provetti "Bob aggiustatutto", ci siamo chiesti: My Time At Portia riuscirà ad emergere dal mare magnum di simulatori agresti? Vi anticipiamo che le basi ci sono eccome!

    Una bottega tutta mia

    Come in Harvest Moon la nostra avventura non può iniziare se non così: "ereditiamo una piccola bottega di famiglia da riportare ai fasti di un tempo, non ci resta che rimboccarci le maniche e lavorare sodo." Dopo aver creato il/la protagonista con un semplice editor, che ci offre una serie di preset facciali e qualche acconciatura, entriamo subito in contatto con la comunità di Portia, composta da buffi, caricaturali e stravaganti abitanti del luogo.

    Parlare con loro ci permetterà di stringere rapporti sempre più forti, scambiarsi regali e approfondire l'universo di gioco post-apocalittico. Infatti, come avrete già intuito, My Time At Portia mette in scena un'ambientazione differente dai congeneri: la nostra civiltà è nata dalle "rovine abbandonate" di un'era passata in cui l'avanzamento tecnologico ha portato alla distruzione del genere umano. Questa soluzione ha concesso al team di sviluppo la creazione di paesaggi dal forte contrasto, nei quali mulini a vento e mura medievali si incontrano con grattacieli vitrei e strutture in calcestruzzo: un'accoppiata che, nella versione definitiva, potrebbe conferire al titolo dei risvolti di trama inaspettati. Ebbene sì, perché oltre alla struttura sandbox che ci vedrà impegnati nella raccolta di materiali come legna, minerali e vegetali di ogni tipo, il gioco presenterà una storia principale dai toni leggeri che, pur rivolgendosi ad un pubblico più giovane, non rinuncia a cutscene d'effetto (anche se il doppiaggio inglese lascia un po' a desiderare). Ma uno dei pregi di My Time At Portia è la libertà d'azione: infatti, sebbene ci vengano dati degli incarichi principali (legati alla main quest) non abbiamo obblighi di sorta, e possiamo decidere di curare l'orticello dietro casa, andare alla ricerca di oggetti preziosi in miniera, diventare degli esperti pescatori o svolgere le commissioni che i nostri vicini apporranno sulla bacheca della città. A patto però di non esaurire l'energia a disposizione del personaggio, ricaricabile con dei manicaretti prelibati, magari cotti in casa, o con un bel sonno ristoratore (unico metodo di salvataggio). Questi incarichi non solo aumenteranno il nostro livello, ma ci daranno punti da spendere nello skill tree (diviso in tre aree: battle, gather, social) e rafforzeranno le nostre relazioni con gli NPC del luogo. In modo analogo a quanto visto in Stradew Valley -altro caposaldo con il quale il titolo dovrà misurarsi al lancio- il tutto non ha fine: ogni anno (composto da quattro stagioni di ventotto giorni ciascuno) ci verrà data una valutazione, ma teoricamente potremo continuare fino a quando ne avremo voglia, incrementando gli introiti della bottega così da renderla la migliore di tutta Portia.

    Come abbiamo già accennato, artisticamente My Time At Portia si rifà ai grandi film d'animazione dello Studio Ghibli: non è da meno anche la musica, che ripercorre le note della soundtrack di uno dei primi lavori di Miyazaki, Nausicaä della Valle del vento. Un mix che riesce a trasmettere quell'atmosfera di tranquillità e relax che il gioco incoraggia con le proprie meccaniche. Rimane qualche dubbio per quanto riguarda gli oggetti "speciali" necessari per la costruzione dei congegni più avanzati, infatti se materiali come rame, resina e pelle sono piuttosto comuni e la loro raccolta risulta piacevole, lo stesso non si può dire per i più rari, reperibili solo nelle "Hazardous Ruins": dei dungeon procedurali nei quali dovremo affrontare dei mostri ed un boss finale dal design alquanto minimale. Sezioni che sulla lunga distanza, a causa di un combat system legnoso e votato al button mashing, potrebbero diventare piuttosto noiose.

    My Time At Portia Nonostante i ragazzi di Pathea Games abbiano davanti a sé molto tempo per correggere il tiro e sistemare qualche problema tecnico come texture a bassa risoluzione e una scarsa mole poligonale, speriamo che lavorino duramente su una delle poche sbavature che rischia di rovinare il mood generale del titolo. Benché si tratti di un Early Access, My Time At Portia offre già un considerevole numero di attività che vi porteranno via circa trenta ore: prendersi cura di zucche, papaya e lattughe è infatti soltanto l'inizio (pur mancando meccaniche legate al cambio stagione che ci auguriamo vengano inserite): costruendo nuovi strumenti si avrà accesso inoltre a progetti più complessi che richiederanno un impegno sempre maggiore. Gli sviluppatori dal canto loro promettono di aggiornare costantemente il titolo che, a giudicare dalle solide fondamenta edificate, potrebbe diventare davvero enorme con l'inserimento di nuove aree, inediti macchinari e l'allevamento del bestiame. Insomma il primo viaggio a Portia tutto sommato ha dato i suoi frutti: speriamo non marciscano!

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