Anteprima Nanobreaker

Leggi la nostra anteprima e le novità sul videogioco Nanobreaker - 1352

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  • PS2
  • Nel 1993 uscì nel mercato italiano la versione casalinga di uno dei più acclamati picchiaduro dell'epoca 16 bit: Mortal Kombat. L'ottimo gioco di casa Midway sarà sicuramente ricordato negli anni sia per la sua realizzazione tecnica (sia su Super Nintendo che su Sega Megadrive) che per essere stato il gioco che ha dato l'inizio alla campagna mondiale contro la violenza nei videogame. Quelli che ora possono essere definiti degli "innocenti schizzetti rossi" a loro tempo fecero tanto scalpore da farne chiedere l'eliminazione totale dalla versione "Super Buonista" per Super Nintendo (da cui furono tolte anche le fatality più esplicite) e il camuffamento tramite cheat nella versione Megadrive. E' vero che molti giochi prima di questo suscitarono reazioni nel pubblico (vedasi Wolfenstein 3D e Doom)  e che altrettanti si imposero l'auto censura (Hokuto no Ken per Megadrive) ma se dovessimo identificare in un gioco l'inizio del fenomeno mediatico "Campagna contro la violenza nei videogiochi" Mortal Kombat sarebbe quello più probabile.

    Questo preambolo serve solo ad introdurre il gioco che Konami si sta preparando a lanciare sul mercato: Nano Breaker. Se la violenza in un videogioco si misurasse in litri fluido rosso che scorre sullo schermo il nuovo titolo sviluppato dal team capitanato da Koji Igarashi  (già responsabile di Castlevania -Lament of innocence)  sarebbe in ogni caso fuori scala.

    Nano tencologia: speranza o minaccia?

    Prima di prendere visione del gioco vero e proprio, diamo un breve cenno sulla trama. Siamo nuovamente in un prossimo futuro in cui la nanotecnologia è ormai una realtà.
    Già, ma che cosa sarebbe la nanotecnologia? Stando alle più recenti pubblicazioni scientifiche con il termine Nanotecnologie si  indica la scienza che studia, ricerca e sviluppa nuovi materiali ed applicazioni su scala nanometrica (10-9 m) e più genericamente si propone di creare delle "macchine" minuscole capaci di vivere in simbiosi con l'essere umano, monitorarne le funzioni vitali, intervenire, se possibile, per preservare la vita dell'ospite ed eventualmente potenziarne le prestazioni. Attualmente lo studio di questi "nanoidi" è in fase embrionale ma si suppone che il sogno diverrà realtà in un tempo relativamente breve.
    Ed è proprio in un futuro in cui esistono le nanomachines che inizia la nostra avventura. Purtroppo,  come ogni nuova tecnologia che si rispetta anche questa meraviglia presenta ancora alcuni piccoli difetti. Uno di questi bug è localizzato nel computer centrale che gestisce tutte le Nanomachines di un isola nel Pacifico. Tale bug ha provocato, tanto per cambiare, la rivolta delle macchine contro l'uomo. Sfortunatamente i miliardi di minuscoli nemici, ospitati all'interno dei molti abitanti  dell'isola, hanno plasmato la carne e il sangue dei loro ospiti creando una nuova razza di mostri che si preparano a marciare per conquistare il mondo.
    Chi potrà salvare il mondo da questa minaccia incombente? Solo un pazzo psicopatico dall'omicidio facile come Jack Warren può sopravvivere a questa sfida!

    Spade, martelli e fruste

    Nanobreaker si propone come un frenetico Slash'em up tridimensionale dall'alto contenuto di violenza digitale. Impersonate Jack Warren nel suo viaggio attraverso l'isola invasa dalle nanomacchine armati solo di una spada laser che può cambiare forma in funzione dell'attacco che si sta portando mutando da lama a martello, a frusta e così via. Si potranno eseguire molte combo mixando i quattro attacchi base e molte altre potranno essere apprese collezionando power up  sparsi lungo il nostro cammino.
    Quello che più lascia perplessi di Nanobreaker è il sistema di punteggio. Le nostre prestazioni durante il gioco verranno valutate in funzione dei galloni di "olio" versati. L'olio in questione è in parole povere il "fluido rosso" che scaturisce dai corpi dilaniati dei nemici. Certo, il termine profuma di "politically correct", ma qualunque cosa sia ne vedrete scorrere davvero a fiumi! Ogni colpo ben assestato provoca lo scaturire di veri e propri geyser di liquido rossastro e denso dai corpi trafitti. Molti dei colpi piazzati inoltre fungono da vero e proprio ariete di sfondamento attraverso compatti schieramenti di mostri, provocando uno spettacolo pirotecnico di zampilli cremisi.
    Non farete alcuna fatica a "raccogliere" dieci o ventimila galloni di olio per ogni stage: ma cosa ce ne facciamo poi di tanto ben di Dio? Naturalmente ci acquisteremo tanti power up e tecniche di combattimento aggiuntive: altrimenti come faremo ad affrontare i molti boss che ci si opporranno?
    Graficamente Nanobreaker ricorda moltissimo Castlevania - Lament of innocence, sia come ambientazioni e colori (l'engine tridimensionale utilizzato è lo stesso), che come character design dei protagonisti e dei nemici. Si presenta come un prodotto fluido, ben realizzato, con un framerate costante e una discreta varietà di nemici e boss. Qualche piccolo problema alle telecamere potrebbe rendere in certi casi i combattimenti caotici più che frenetici, la speranza è che i ragazzi di Konami possano risolvere le anomalie riscontrate.
    Sicuramente questo prodotto punta sull'azione pura, strizzando però l'occhio anche alla tattica di combattimento e alla scelta ragionata dei power up di cui dotarsi per affrontare certe situazioni. Il rischio reale è che anche Nanobreaker venga colpito dalla sindrome del "premi bottone", ovvero quel male che affligge moltissimi Slash'em up e che limita il gameplay alla pressione frenetica e indiscriminata del tasto attacco.

    Manca poco alla distribuzione ufficiale del gioco, vi terremo informati.

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