NBA 2K23: The Jordan Challenge, il ritorno di un mito del basket americano

Torna dopo 12 anni in NBA 2K la modalità The Jordan Challenge, dedicata ai momenti iconici della carriera di Sua Maestà MJ.

NBA 2K23: The Jordan Challenge, il ritorno di un mito del basket americano
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  • PS5
  • Xbox Series X
  • "A Chicago ero spesso la colonna portante, quello che faceva la voce grossa in squadra e forse, a volte, anche un po' un egoista. Ma alla fine vincevamo noi. Ricordo un aneddoto. Coach Tex Winter, dopo che segnai 24 punti consecutivi, mi apostrofa così: "Ehi Mike, non esiste l'Io in uno sport di squadra". Gli dissi: "Ma io ho appena vinto". Mr. Air, His Airness, Black Cat, G.O.A.T. Questi sono solo alcuni dei nomi con cui, i comuni mortali, indicano un'icona senza tempo, una divinità sportiva che ha fatto non solo la storia del basket ma che ha contribuito a plasmare lo sport professionistico così come lo conosciamo oggi.

    The First Dance

    Nella lega, prima e dopo Michael Jordan, ci sono stati (e ci saranno) dei cestisti incredibili, per caratteristiche fisiche, visione di gioco e talento. Il ragazzo di Brooklyn però riuscì a sfruttare al meglio un corpo scolpito da Madre Natura , un talento innato, tanta sfacciataggine e un carattere naturalmente proteso alla leadership, in un periodo pieno di tumultuosi mutamenti che il mondo cestistico statunitense stava iniziando a vivere tra la fine dei Settanta e l'inizio degli Ottanta.

    Dall'arrivo di MJ a Chicago, insomma, il mondo del basket non fu più lo stesso. Ora i ragazzi di Visual Concepts, hanno deciso di far rivivere a tutti i videogiocatori i migliori momenti della carriera di Mr. Air, attraverso una modalità di gioco che fa il suo ritorno nella serie NBA 2K dopo ben dodici anni. Stiamo parlando della Jordan Challenge, che abbiamo avuto la fortuna di scoprire in anteprima.

    Penso sia Dio travestito da Michael Jordan (cit. Larry Bird)

    Saranno quindici, quest'anno, le partite "simbolo" della carriera di Jordan proposte dal team di sviluppo. Cinque in più rispetto alla versione precedente, e spazieranno dagli esordi di MJ a North Carolina, sino all'ultimissimo tiro del famigerato anno conosciuto come "The Last Dance" (a proposito, avete letto la nostra recensione di The Last Dance su Netflix?).

    Stando a quanto ci hanno rivelato gli sviluppatori, la prima di queste sfide sarà il National Championship giocato contro un avversario di tutto rispetto come Patrick Ewing. Ogni prova metterà l'utenza di fronte a tre obiettivi specifici da superare per guadagnare le canoniche stelle (un po' come le challenge a cui siamo abituati nella modalità Il Mio Team), che consentiranno di sbloccare ricompense esclusive sia per l'appena citato MyTeam, sia per la modalità MyCareer. Inoltre, uno degli elementi su cui i developer si sono maggiormente concentrati per riportare in auge questa modalità di gioco è la precisa fedeltà e aderenza storica non solo alla sfida, ma anche a tutto il contesto che la circondava. Ciò significa che, dal punto di vista dell'impatto visivo, il giocatore potrà godere di un'esperienza altamente immersiva, che permetterà di vedere il campo e gli spalti così come apparivano in quel preciso momento. Non solo: ogni piccola minuzia non sarà lasciata al caso, tra sponsor, commentatori e perfino la grana dell'immagine, che ricalcherà la qualità visiva dell'epoca.

    Il filtro grafico legato agli anni '80 insomma avrà effetti blur, colori carichi e ovattati, mentre per i Novanta ci sarà una resa visiva più articolata, sia nelle riprese che nella presentazione generale. Questo consentirà al giocatore di immergersi totalmente nelle atmosfere proprie di quei momenti memorabili, come se le stesse vivendo da vicino.

    Insomma, il team di sviluppo voleva raggiungere un unico obiettivo: far sì che l'esperienza risultasse autentica. Persino il commento di ogni sfida costituirà una parte fondamentale del pacchetto. Ad esempio, nel corso delle prove potremo sentire la voce di Mike Fratello, commentatore e analyst (oltre che coach) ai tempi di Jordan (soprattutto nella seconda parte della sua carriera). Ci sarà anche lo storico Ray Clay, annunciatore dei game in casa dei Bulls negli anni '90, nonché speaker che in qualche modo rivoluzionò le "pre match introduction" nella lega.

    Inoltre, le partite presenti nella Jordan Challenge riprodurranno esattamente lo stile di gioco dell'epoca e le stesse regole in vigore a quel tempo, come la "illegal defense" (leggermente diversa dall'odierna infrazione dei tre secondi) e così via. Come sappiamo, infatti, il modo di intendere il basket in NBA è cambiato molto negli ultimi tempi.

    Le partite moderne difatti poggiano più sulla tattica e meno sulla fisicità rispetto a quelle di qualche decennio fa. Lo stesso possiamo affermare in relazione alle strategie e al modo di ricoprire un determinato ruolo in campo, aspetti questi che pure sono stati stravolti nell'era moderna del basket.

    I ragazzi di Visual Concepts non si sono limitati agli elementi di contorno, dunque. Per ogni singola sfida hanno studiato attentamente le tattiche e i passaggi effettuati in ogni frangente della partita, riproducendoli nel modo più preciso possibile. La fedeltà nel gameplay si vedrà anche nelle movenze distintive dei cestisti, che ricalcheranno con dovizia di particolari quelle di quegli anni.

    Ogni Jordan Challenge, infine, avrà un'esclusiva intervista pre-game che ci permetterà di ascoltare la preziosa testimonianza delle personalità che vissero in prima persona gli eventi inscenati. Ci saranno, ad esempio, Jabbar , che giocò contro Jordan nell'All Star dell'88, Phil Jackson, allenatore storico dei Bulls che racconterà il famoso Ultimo Ballo, e pure Dennis Rodman, il grande avversario nel "Bad Boy Game". Nella banda criminale che erano quei Detroit Pistons, Rodman appariva come il più calmo e tranquillo del gruppo. E questo vi può dare un'idea sulla natura della challenge.

    Come nasce la modalità The Jordan Challenge

    Il team di sviluppo, al termine della presentazione, ci ha permesso di porre alcune domande relative a questa nuova modalità di gioco e noi non ci siamo fatti sfuggire l'occasione di scoprire ulteriori dettagli sul pacchetto.

    Everyeye.it: Immaginiamo che abbiate lavorato a stretto contatto con Jordan, per la preparazione di queste sfide, vero?

    Visual Concepts: Abbiamo lavorato e collaborato a strettissimo contatto con Michael, sin dal 2020. Avevamo una "libreria" sconfinata da cui attingere. Se ricordate in NBA 2K20 (ecco la nostra recensione di NBA 2K20) avevamo l'esperienza sportiva del college.

    Ecco, in questo particolare segmento il team di Michael ha lavorato tanto con noi per permetterci di creare l'esperienza del basket collegiale in maniera ancora più realistica e accurata. Quindi la risposta è sì, abbiamo lavorato a lungo con Michael e il suo team, su molteplici aspetti.

    Everyeye.it: Le Jordan Challenge erano originariamente incentrate su dieci partite leggendarie della carriera di Michael Jordan. Cosa avete cambiato rispetto all'esperienza originale? Cosa avete aggiunto? Qualche episodio in particolare? Abbiamo divorato "Air" scritto da David Halberstam e ci sono così tanti episodi leggendari della carriera di Michael Jordan. Come li avete selezionati?

    Visual Concepts: Personalmente avrei messo di tutto. Come dicevate, la carriera di Jordan è stata molto lunga e leggendaria. Io volevo aggiungere almeno trenta o quaranta momenti fondamentali del suo percorso. Quindi...diciamo che operare una selezione è stato davvero difficile. Alla fine abbiamo deciso di tenere quelle che per noi avevano più senso, quelle più significative e indimenticabili, che magari saranno le più amate dalle nuove generazioni.

    Everyeye.it: La serie NBA 2K può ormai dirsi storica. Visto che avete deciso di mettere MJ sulla copertina della Limited Edition di NBA 2K23, pensate che la serie NBA 2K possa essere considerata un'enciclopedia del basket? Un modo per mantenere viva la storia dell'NBA e farla scoprire ai nuovi appassionati attraverso i videogiochi?

    Visual Concepts: Una grande domanda e grazie per aver associato la storia dell'NBA a noi. Personalmente sono un grande fan della NBA e credo che siamo quel che siamo oggi grazie al nostro passato. Nell'NBA ci sono così tante storie da raccontare e noi cerchiamo di farlo coi nostri titoli, ogni anno. Cerchiamo soprattutto di onorarle.

    Everyeye.it: Perché avete deciso di riportare la Jordan Challenge in NBA 2K? Ci saranno altre modalità simili in futuro e legate ad altre leggende dello sport? O forse preferite aspettare i feedback dei giocatori?

    Visual Concepts: Siamo, come dicevo poco fa, dei grandissimi fan dell'NBA e di Jordan, della sua carriera. Volevamo farla conoscere alle nuove generazioni e far sì che anche i giovani possano appassionarsi a questo sport. Riguardo ad altre cose simili in futuro, bella domanda. La quantità di lavoro e di impegno che la creazione di questa Jordan Challenge ha richiesto è stata davvero alta. Ciò che posso dire è che si vedrà: vedremo come verrà accolta dalla community, quale sarà il feedback degli appassionati e dei critici. Per il momento quindi siamo totalmente concentrati su questo.

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