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E3 2012

Anteprima NBA Live 13

Nuovo inizio per NBA Live 13

anteprima NBA Live 13
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ricominciare da zero, quando una saga avviata arriva al fatidico "punto di rottura", non è mai impresa facile. Bisogna re-inventare la struttura daccapo, mettere assieme un team che creda nel progetto e ri-stanziare nuovi investimenti. Niente che si possa raggiungere in un anno o due, come ha dimostrato Electronic Arts, incappata con il suo NBA Elite 11 in una marea di difficoltà. L'obiettivo era quello di ripartire da zero dopo che il franchise, nella sua incarnazione 2010, aveva raggiunto i minimi storici, sia per quanto riguarda la base installata sia per quanto concerne la qualità intrinseca. Il colosso canadese aveva deciso di ripartire da zero, ripensando il basket secondo le feature che avevano reso grandi produzioni come FIFA ed NHL, nei confronti dei quali l'azienda non ha tutt'ora rivali. Tutto avvenne troppo in fretta ed NBA Elite 11, mostratosi solo per qualche istante alla stampa, venne brutalmente depennato.
Incassata la delusione per EA Sports è stato tempo di ripartire, con maggiore calma, senza clamore mediatico e raggiungendo un obiettivo alla volta. Il tutto per arrivare all'E3 appena conclusosi a presentare in prima assoluta NBA Live 13, con l'entusiasmo di chi sta per avere un figlio.

Da zero a cento

Gli addetti ai lavori presenti nello stanzino dedicato all'interno del gigantesco booth Electronic Arts, ci spiegano che il team di sviluppo è stato completamente smantellato, ripartendo da sole cinque persone realmente appassionate di basket NBA. Tra un'idea e l'altra sono andati cercando personalità affini ed in grado di dedicarsi anima e corpo al progetto. Il team è stato dunque completato nel Novembre 2011, con quasi un anno davanti per sviluppare l'idea oramai consolidata. La base, come abbiamo potuto in parte osservare, sono state chiaramente le ceneri di NBA Elite 11, da cui questo capitolo è risorto con le stesse aspettative: divenire in breve il miglior simulatore cestistico sulla piazza.
Il primo step per riuscirci, ci raccontano, è stata l'acquisizione (due anni or sono) dell'intera licenza ESPN, che ha permesso di riprodurre in game, ed in maniera completa e fedelissima, le routine televisive. In NBA Live 13, dunque, avremo modo di ammirare grafiche ufficiali ESPN, replay visualizzati dalle medesime telecamere, azione ripresa con angolature televisive, timeout e molto altro, per quella che il team è fiero di chiamare "1:1 TV Broadcast Presentation". Il lavoro, da questo punto di vista, è stato esteso anche al comparto sonoro, ingaggiando nientemeno che Mike Breen e Jeff Van Gundy per la telecronata - due dei più famosi e competenti commentatori americani. Il risultato, per quanto l'audio in questa build non fosse del tutto implementato (niente telecronaca dunque) è apparso soddisfacente, con decine di intermezzi presi pari pari alle dirette ESPN, grafiche e statistiche perfettamente implementate. Un ottimo lavoro.

"Nonostante l'azione globalmetne non allieti il nostro gusto cestistico dobbiamo ammettere di aver accolto con piacere i teardrop di Tony Parker, gli appoggi al vetro acrobatici di Dwayne Wade e le zingarate di Manu Ginobili"

Molta cura, ovviamente, anche per la realizzazione dei cestisti, che mostrano una modellazione dei volti molto precisa e realistica, anche se difettano ancora per quanto riguarda le proporzioni corporee, spesso troppo standardizzate. Il team, sorvolando sull'aspetto fisico, ci introduce alle migliorie apportate al comparto animazioni, completamente rinnovato per non incappare nelle problematiche (leggasi legnosità) che affliggevano i precedenti capitoli. Una serie di slide ci illustra tutto il lavoro dei programmatori: il nuovo engine permetterà di spezzare più facilmente le animazioni per non rimanere bloccati nei movimenti ed effettuare Jumpshoot pass e quant'altro oggi è molto comune nella lega cestistica più famosa al mondo. Ma le novità non si fermano qui poiché è stato rivisto anche il comparto movenze per quel che concerne i crossover, più reattivi e realistici ma soprattutto personalizzati per ciascuna delle superstare della NBA. Una dimostrazione a schermo, a questo punto, si è resa necessaria: l'interlocutore prende il controllo di Dwayne Wade e ci mostra come le novità abbiano avuto un impatto decisivo sul gameplay. Leggermente sorpresi notiamo come, nonostante i passi avanti, quanto mostratoci non può assolutamente competere con quanto, da anni, proponga il simulatore cestistico targato 2K. I giocatori si dimostrano sì più reattivi ma le animazioni non appaiono per nulla fluide, soprattutto nel legarsi l'una con l'altra. Certo, ora i movimenti si possono "spezzare" senza rimanere "incastrati", ma la differenza tra quanto accadeva in passato ed oggi è talmente minima da lasciarci straniati. Tra un'azione e l'altra, per quanto le immagini non convincano mai, osserviamo delle interessanti aggiunte per quel che concerne i cestisti più famosi, che mostrano animazioni mai viste prima nella serie; completamente personalizzate. Nonostante l'azione globalmetne non allieti il nostro gusto cestistico dobbiamo ammettere di aver accolto con piacere i teardrop di Tony Parker, gli appoggi al vetro acrobatici di Dwayne Wade e le zingarate di Manu Ginobili. A precisa domanda, dunque, una piccola parentesi si rivela necessaria, ed uno dei programmatori presenti interrompe la partita per aggiungere che la personalizzazione del gioco è stata quest'anno punto chiave della realizzazione di NBA Live 13. Non sono state aggiunte solamente animazioni dedicate per ciascun giocatore (tiri, finte, post up...) ma si è lavorato persino sulle tendenze e sull'intelligenza artificiale per rendere realistico il gameplay. Il team dice di aver interpellato nientemeno che la società che si occupa di tener traccia delle statistiche NBA (si, tutte le statistiche) per elaborare complessi algoritmi in grado di veicolare a schermo le reali tendenze di un giocatore o di un team. Perciò, ci spiegano, quando ci troveremo in un finale di partita -poniamo- contro i Los Angeles Lakers, la squadra tenderà ad andare in isolamento da Kobe Bryant e così via. Quest'immensa mole di dati -aggiungono i membri del team- ha permesso anche di donare nuove dimensioni all'intelligenza artificiale, permettendole di adattarsi partita dopo partita, riproducendo i cosiddetti "aggiustamenti" che tanto tengono banco nelle trasmissioni sportive d'oltre Oceano, specialmente nel corso dei playoff. Sulla carta tutto appare sicuramente fantastico, fatto sta che, alla luce di quanto già mostrato, rimaniamo cauti e in attesa di poter testare con mano quanto ci viene illustrato - impossibile da visionare in game considerando la fugacità dell'hands off propostoci.

Chiuso il discorso sulle statistiche, sulle animazioni e sulle personalizzazioni il team vuole chiudere riparlando di gameplay ed andando ad analizzare una delle parti più importanti del gioco del basket - secondo la loro visione mai implementata in maniera efficace e, se così possiamo dire, "divertente". Si tratta del gioco in post, ovvero spalle a canestro, da sempre croce e delizia di ogni produzione cestistica. Delizia perché spesso permette di sfruttare i mismatch proposti dalle rotazioni difensive (e segnare facilmetne); croce poiché il suo sfruttamento, in tutti i videogame dedicati alla palla a spicchi, risulta piuttosto noioso e non di rado frustrante, soprattutto per via dei controlli. Affidando il tutto allo stick analogico e ad un sistema di azioni e reazioni (ogni mossa dell'attacco prevederà una contromossa della difesa) quasi da "rock-paper-scissor", il team si dice sicuro di aver risolto ogni problema di questa fase, con la sincera intenzione di renderla la più bella ed interessante. Per sottolinearlo i ragazzi di EA Sports intendono darne dimostrazione, caricando un match tra gli Orlando Magic e i San Antonio Spurs nel quale Dwight Howard sarà il nostro go-to-guy. Ancora una volta, per quanto il team abbia dimostrato impegno e dedizione, il risultato a schermo non convince al 100%. Per quanto i movimenti siano vari e le soluzioni -sia in attacco che in difesa- molteplici, infatti, le animazioni dei cestisti non risultano pienamente credibili, mostrandosi una volta di più macchinose e mal collegate tra loro. Sembra insomma che agli sviluppatori manchi ancora quel quid che separa la pianificazione di un fantastico videogioco dalla realizzazione dello stesso; un'esperinenza che matureranno certamente col tempo e coadiuvati -si spera- dal sostegno incondizionato che Electronic Arts ha dimostrato sino ad ora.

NBA Live 13 La serie NBA Live ha sicuramente delle potenzialità che non sono state espresse a pieno -almeno per quanto visto- in NBA Live 13. La passione degli sviluppatori è palpabile e le loro idee davvero interessanti. Al team, però, manca quell’esperienza nella produzioni di simulazioni cestistiche d’eccellenza che fa la differenza tra un titolo discreto ed un capolavoro; una mancanza che, al momento, li lascia ancora lontani anni luce dalla concorrenza. La prima pietra, in ogni caso, è stata posata: licenze ufficiali ESPN esclusive, forte focus sulla personalizzazione e concentrazione su alcuni aspetti importanti come gioco in post e passaggi sono ottimi spunti. Il problema, ora, è sistemare il collante tra idee e realizzazione, ovvero le animazioni, ed i risultati -ne siamo certi- si faranno sentire.

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