Need For Speed Heat: EA scalda il motore del suo nuovo gioco di corse

Dopo il primo trailer del nuovo Need for Speed proviamo a riassumere ciò che sappiamo e quello che vorremmo dal racing di EA.

anteprima Need For Speed Heat: EA scalda il motore del suo nuovo gioco di corse
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  • Electronic Arts ha tenuto nascosto il suo bolide da corsa in garage per ben due anni dopo l'uscita dello scorso capitolo. In questo lasso di tempo ha lavorato alla carrozzeria ed al motore del suo nuovo gioco di corse, attendendo il momento opportuno per tornare in pista. Il semaforo verde è scattato in occasione del venticinquesimo anniversario della serie Need for Speed: quest'ennesimo episodio, svelato con un trailer a nostro avviso poco elettrizzante, sembra di primo acchito un prodotto che si immette nella medesima carreggiata dei suoi più recenti predecessori.

    In Need for Speed: Heat, insomma, sembra scorrere lo stesso carburante già consumato in Payback: una reinterpretazione in salsa corsistica degli action-movie hollywoodiani sulla scia tamarra ed esagerata di Fast and Furious. Per quanto la deriva veloce e furiosa imboccata dal brand possa essere apprezzata da una specifica fascia di pubblico, è indubbio che Heat avrà comunque bisogno di proporre una narrativa di qualità ed un ampio quantitativo di contenuti per riuscire a lasciare una sgommata nel circuito dei racing arcade.

    Quello che sappiamo e quello che vorremmo

    L'eterna battaglia tra legalità e clandestinità è ancora una volta al centro dell'attenzione. E non poteva essere altrimenti: questa volta, però, a far da palcoscenico alle nostre esibizioni a tutta birra ci sarà la città di Palm City, che dalle prime immagini del trailer sembra immersa in un lusso quasi sfrontato.

    Una metropoli che vive una forte duplicità tra luce ed ombra: il video di presentazione, non a caso, indugia spesso sulla dicotomia giorno/notte, quindi sulla presenza di un duplice tipo di gare. Da una parte troviamo l'evento SpeedHunter Showdown, ossia una manifestazione del tutto autorizzata nella quale avrà la meglio, ovviamente, sia il pilota più veloce, sia quello più abile a personalizzare a dovere il proprio mezzo.

    Dall'altra, quando finisce il tramonto e si accendono i fari al neon, ecco che le corse regolari lasciano spazio alle sfide illegali, agli inseguimenti con le volanti delle forze dell'ordine, al dominio della giungla stradale, dove a dettare legge sono soltanto il rombo del motore e l'odore del gas.

    Questo dualismo è potenzialmente interessante, ed apre le porte ad una maggiore varietà delle situazioni da affrontare, dal momento che le due tipologie di corse dovrebbero, almeno in teoria, portare con sé specifici set di regole in cui diversificare lo stile di guida per adattarsi ai differenti tipi di circuito.

    Non è da escludere - ed anzi è altamente probabile - che le gare notturne e diurne finiscano per influenzarsi a vicenda, poiché entrambe permetterebbero di ottenere ricompense utili a primeggiare nelle rispettive controparti: con i crediti guadagnati di notte, ad esempio, avremo magari modo di massimizzare le prestazioni delle vetture da sfoggiare nello SpeedHunter Showdown.

    Stando alle parole del creative director del gioco, Heat proporrà un numero maggiore di auto e di sfide in rapporto al passato, il tutto coronato da una più massiccia dose di customizzazione. Il pur breve trailer pone l'accento sul tuning, sulla modifica di carrozzeria e livree: il fatto stesso che uno dei requisiti distintivi dell'evento diurno consista proprio nella necessità di modellare la vettura implica che la personalizzazione sarà incentivata anche e soprattutto a livello narrativo.

    Rimanendo in tema di racconto, il trailer ha puntato i riflettori su un contesto underground criminale che presumibilmente ruoterà intorno alla solita corruzione della polizia e delle alte sfere a cui si deve l'organizzazione dello SpeedHunter Showdown. In base alle prime informazioni trapelate in rete, sembra che Heat voglia imbastire una storia di vendetta sia personale sia contro il "sistema": le poche parole pronunciate nel video lasciano intendere un moto quasi "rivoluzionario", un tentativo di ristabilire un nuovo ordine.

    I nemici in questo caso dovrebbero essere sia i malavitosi che agiscono alla luce del sole, sia chi indossa un distintivo e spadroneggia al calare delle tenebre, abusando del proprio potere. Forse è nel mezzo tra questi due estremi che ci muoveremo noi giocatori: non è chiaro se Heat recupererà la narrazione corale di Payback, o se preferirà tracciare il percorso di un singolo protagonista.

    Dato che difficilmente ci troveremo dinanzi ad uno storytelling d'alto spessore, la speranza è che il gioco possa essere infiocchettato quantomeno da un buon quantitativo di stile sul piano della regia e della messa in scena, senza gli squilibri saggiati nello scorso capitolo. Puntare sulla sceneggiatura e sul virtuosismo cinematografico potrebbe anche incarnare quel NOS di cui la serie ha bisogno per distinguersi nel panorama dei racing arcade.

    Difficile, d'altronde, aspettarsi grossi cambiamenti sul piano ludico. Sempre basandoci sulle poche immagini del trailer, ci piace immaginare un sistema di danni più invasivo, tale da condizionare apertamente la gestione delle corse. In mezzo ad un mare di dubbi, non mancano alcune certezze: sappiamo infatti che mancheranno le Loot box e le Speed Cards di Payback che avevano suscitato l'indignazione di molti utenti.

    Questo dettaglio ci lascia dunque sperare in un avanzamento un po' più snello in confronto al grinding abbastanza marcato dello scorso episodio, in modo tale da fugare anche lo spettro delle microtransazioni. Il team ha poi svelato l'esistenza di un piano per l'avvento di futuri DLC, i quali sicuramente si limiteranno ad introdurre nuovi eventi e veicoli.

    Nel complesso, crediamo che Need for Speed: Heat non si sia mostrato al mondo nel modo migliore: il concept del trailer ricalca d'altronde stilemi che si susseguono ormai da anni, e che sono estremamente abusati anche nel campo cinematografico. Al nuovo racing game di EA - ora come ora - pare mancare quindi quel guizzo capace di palesare la sua grinta, quell'oncia di unicità che gli permetta di lasciare un segno.

    Al di là di una confezione coi fiocchi, resta da comprendere quanto il dualismo tra le gare diurne e notturne possa dare nuova linfa all'avanzamento, e quanto la sceneggiatura sia in grado di ricamare il classico cliché di "guardia e ladri" con un po' di verve. Storia, veicoli, personalizzazione e varietà sono le quattro ruote su cui deve poggiarsi l'intelaiatura del nuovo bolide di EA: elementi che forse si mostreranno nel dettaglio durante la Gamescom di Colonia, quando avremo modo di sederci al volante della vettura e provare su strada Need for Speed: Heat prima dell'arrivo al traguardo il prossimo 8 novembre.

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