GDC 2014

Anteprima Nero

Dall'italiana Storm in a Teacup, una produzione molto promettente

anteprima Nero
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Poco a poco ci stiamo arrivando. Se qualche anno fa era solo Milestone a tenere alta la bandiera dello sviluppo videoludico italiano, oggi i team dello stivale sono molti di più, ed i loro progetti cominciano ad avere visibilità e carattere. Da qualche settimana, alla lista si è aggiunto anche Storm in a Teacup, nuovo studio romano che vanta un pedigree d'eccezione. Concept artist, grafici e designer del team hanno viaggiato per il mondo e lavorato a progetti di spessore, ed ora vogliono incanalare la propria esperienza in un un nuovo progetto che rivendichi una forte personalità artistica ed abbracci i valori creativi della scena indie. Ovviamente senza sacrificare la qualità del colpo d'occhio.
Nero, questo è il nome del primo videogame di Storm in a Teacup, è stato annunciato da poco e subito ha calamitato l'attenzione della stampa e del pubblico, grazie ad un trailer delicatissimo che ne ha esaltato atmosfere e suggestioni. Qui alla GDC 2014 abbiamo messo gli occhi su qualche breve sequenza giocata, che ci ha fatto capire qualcosa di più su quelle che saranno le caratteristiche del prodotto.

Il sogno di un altro viaggio

Una delle principali fonti di ispirazione di Nero è l'ultimo capolavoro di ThatGameCompany, quel Journey che ha saputo emozionare milioni di giocatori su PlayStation 3. Anche nel titolo firmato Storm in a Teacup, il tema del viaggio ed il confronto costante con l'ambiente di gioco sono elementi fondamentali. Solo che al posto di un deserto ventoso e arido, davanti agli occhi del giocatore si aprono foreste rigogliose, mondi magici e misteriosi, in cui meduse volanti e farfalle fluorescenti rischiarano delicatamente l'oscurità. I panorami di Nero sono una fantasia di bioluminescenze e forme flessuose, affreschi ipnotici in cui la grandezza della natura incontra le figure di una strana mitologia, appena sognata.

Nel gioco finale ci saranno cinque ambientazioni, ognuna con i suoi elementi caratteristici: cristalli perfetti che spuntano da un terreno sabbioso o titaniche megattere che fluttuano sospese in smisurate praterie. Il senso di meraviglia, quando la telecamera corre nei vasti ambienti di gioco, non tarda a farsi sentire, anche se c'è qualche elemento da aggiustare prima delle release: il pop-up degli elementi grafici sullo sfondo ed un po' di aliasing tendono a spuntare l'immersività. Ma per l'ottimizzazione c'è ancora tempo: per il momento bisogna sottolineare una buonissima gestione delle fonti di luce e degli shader sempre convincenti, così come texture ad alta risoluzione che di fatto rendono la presenza scenica di Nero molto solita e convincente.
Rispetto al già citato Journey, Nero vuole però proporre una componente ludica un po' meno evanescente. L'avanzamento sarà scandito quindi dalla presenza di puzzle ambientali, in cui dovremo interagire con gli elementi dello scenario per poter proseguire. Ci saranno ovviamente enigmi più lineari ed altri in cui l'osservazione attenta dell'ambiente che ci circonda sarà fondamentale per capire come proseguire. In questo campo si inserisce anche la possibilità di esplorare liberamente i mondi di gioco, che a livello strutturale sembra avvicinare Nero alle classiche avventure in prima persona della saga Myst.
Il concept alla base del titolo, insomma, è ambizioso e potenzialmente molto interessante: se il look e lo stile artistico sono già solidi e d'impatto, il gameplay ha il potenziale per crescere bene, interfacciandosi con la buona estensione delle location per mescolare enigmi ed esplorazione. Anche il comparto narrativo è stato sviluppato con le dovute attenzioni. Il gioco racconterà una storia toccante e appena sussurrata: i panorami di Nero sono infatti quelli immaginati da un ragazzo che, proprio navigando tra le sue fantasie, seguirà le tappe di un viaggio di formazione, per esorcizzare i suoi tormenti.

NERO: Nothing Ever Remains Obscure Nero è un titolo ancora giovane, avvolto in quella nebbia misteriosa da cui emergeranno, poco a poco, dettagli più chiari sulla direzione che Storm in a Teacup vuole intraprendere. Il progetto sembra però ispirato ed efficace, sicuramente dal punto di vista artistico e per quel che riguarda il concept. C'è ancora molto da scoprire, sul gameplay e sul design degli enigmi, ma anche sulla solidità del racconto, narrato da una voce esterna che racconterà il viaggio del protagonista. Alcune ottimizzazioni tecniche ci sembrano necessarie per tirare fuori il meglio dal lavoro degli artisti del team, che hanno lavorato ad un colpo d'occhio molto comunicativo e con una sua convincente espressività. Occhi puntati, quindi, su questa nuova avventura made in Italy.

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