NieR Reincarnation: il nuovo gioco della serie di Yoko Taro

Dopo NieR: Automata, la serie di Yoko Taro è al centro di un processo d'espansione: tra i piani per il futuro, il gioco mobile Re[in]carnation.

NieR Reincarnation: il nuovo gioco della serie di Yoko Taro
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  • Se dieci anni fa ci avessero detto che quello di NieR sarebbe diventato alla lunga uno dei brand più popolari e travolgenti del nostro tempo, sicuramente non vi avremmo mai creduto. Per quanto affascinante, la creatura del geniale (e al contempo folle) Yoko Taro era infatti un minestrone di generi quasi incompatibili tra loro, che anche a causa di un comparto tecnico sottotono non seppe conquistarci quanto avremmo desiderato. Al contrario, nel 2017 il galvanizzante NieR: Automata ci ha proposto una delle storie più entusiasmanti del secolo corrente (per tutti i dettagli consultate la nostra recensione di NieR: Automata), che non a caso ha finito per revitalizzare un franchise morente e che fino a quel momento non era stato minimamente in grado di esprimere il proprio potenziale.

    Nonostante gli occhi dei fan siano ora puntati sulla riedizione di NieR: Replicant, che come spiegato dal producer Yosuke Saito includerà molteplici elementi inediti e risulterà "fresco e nuovo" persino agli occhi di coloro che hanno già indossato i panni del Nier giovane e inesperto (a tal proposito, vi suggeriamo di consultare il nostro speciale sulle differenze tra NieR: Replicand e Gestalt), non bisogna dimenticare che i titoli del brand attualmente in via di sviluppo sono due. Assieme alla nuova versione del titolo originale, Square Enix ha infatti messo in cantiere persino un gioco mobile legato all'universo di Yoko Taro, che per la seconda volta nella storia del brand ha preferito delegare l'elaborazione dello scenario ad un team di quattro autori sotto la sua supervisione.

    Una giovane peccatrice e la sua gabbia

    Annunciato ufficialmente nel mese di marzo 2019, NieR Re[in]carnation è tuttora avvolto da una fitta coltre di mistero, tant'è che persino le poche informazioni finora in nostro possesso dovrebbero essere prese con pinze. Questo perché lo stesso Yoko Taro, nel corso di una recente intervista concessa ai colleghi di Famitsu, ha riferito che la fanciulla comparsa nei pochissimi video in circolazione potrebbe non essere l'effettiva protagonista del titolo. Anche perché NieR Re[in]carnation, forte di una componente gacha, presenterà una moltitudine di personaggi, tra i quali non è nemmeno escluso che trovino posto persino dei volti a noi già familiari.

    Ad ogni modo, l'incipit precedentemente fornitoci da Square Enix è servito a introdurre appunto una misteriosa fanciulla senza nome e intrappolata all'interno di un complesso labirintico all'apparenza vasto, maestoso e suggestivo tanto quanto quello ammirato in The Last Guardian. Caratterizzata da un cuore gentile e da una personalità molto allegra, quella che da questo momento chiameremo "la ragazza in bianco" ci è stata presentata coma una peccatrice che quasi ogni notte è tormentata da indicibili incubi, probabilmente legati al suo passato. Imprigionata in una struttura ricca di torri altissime e che prendono il nome di Cage (lett. Gabbie), la fanciulla intende reclamare qualcosa che ha perso e al contempo fare ammenda per i propri peccati, ragion per cui comincia a esplorare il labirinto in compagnia di una misteriosa creatura che si fa chiamare "Mamma". Similmente a quanto fatto da Grimoire Weiss nell'originale e dai pod in NieR: Automata, si direbbe che quest'ultima sarà la partner della ragazza in bianco, anche perché il bizzarro fantasmino sembra essere piuttosto informato sulle Cage. Stando a quanto comunicato, "Mamma" è un autentico spirito libero e, oltre a far delle pause per rimirare il paesaggio, spesso si diverte a impasticciare le decorazioni circostanti.

    Per quanto suggestive e ammaliati, le Cage sono un luogo alquanto pericoloso, poiché al loro interno si aggira un "Mostro Oscuro" in grado di cambiare radicalmente le proprie sembianze e trasformarsi, ad esempio, in un cavaliere con tanto di armatura o in un minuscolo insetto.

    Sembra che abbia un scopo ben preciso, sicuramente collegato in qualche modo al viaggio di redenzione intrapreso dalla ragazza in bianco, ma dal momento che Square Enix non ha voluto fornirci ulteriori indizi sul ruolo della tetra figura non ce la sentiamo ancora di etichettarla come l'antagonista di turno.

    Una formula ibrida

    A giudicare dal video di gameplay emerso durante la recente closed beta tenuta nel paese del Sol Levante, le fasi esplorative e di combattimento di NieR Re[in]carnation saranno separate e ben distinte, in quanto le prime avranno luogo nelle già menzionate Cage, mentre le seconde potranno essere innescate solo nei Ricordi esplorati dalla ragazza in viaggio.

    In ogni torre, infatti, la fanciulla troverà delle statue oscure che, una volta esaminate, le consentiranno di "visitare" una lunga serie di memorie ambientate in luoghi molto differenti tra loro, come ad esempio l'interno di un castello fiabesco o un paesaggio che ricorda i villaggi tipici del Giappone feudale. A ragion veduta, e in assenza di informazioni in merito, è impossibile stabilire se questi ricordi appartengano proprio alla fanciulla in bianco; la diversità dei paesaggi, ad ogni modo, sembrerebbe suggerire che questa visiterà ricordi altrui, al fine di purificare le statue rintracciabili nelle varie Cage.

    Se all'interno delle torri i giocatori non potranno fare altro che spostare il personaggio, attraverso l'utilizzo di uno stick posizionato nell'angolo in basso a sinistra dello schermo, i Ricordi permetteranno di ingaggiare battaglia contro dei raccapriccianti mostri umanoidi che a quanto pare aggrediranno il party a ondate, con gruppi di almeno tre creature per volta. Diversamente da quanto visto in SINoALICE e nella maggior parte dei gacha game, durante gli scontri di NieR Re[in]carnation i personaggi schierati in campo non se ne staranno immobili in un angolino, ma l'utente potrà muovere liberamente l'eroe controllato per avvicinarsi al nemico, allontanarsi alla svelta o addirittura portarsi alle spalle del bersaglio selezionato. Anche perché gli attacchi veri e propri non potranno essere utilizzati ripetutamente, in quanto ciascuna delle due abilità equipaggiate e richiamabili attraverso i comandi touch sarà regolamentata da un ragionevole tempo di ricarica. La tattica del "tocca e fuga", pertanto, potrebbe rivelarsi una strategia estremamente efficace per sfruttare appieno la grande libertà di movimento che caratterizzerà le fasi di combattimento.

    Visivamente irresistibile

    Se al momento non abbiamo abbastanza elementi per valutare la profondità del gameplay e soprattutto dell'intreccio, dal punto di vista prettamente artistico NieR Re[in]carnation ci ha già conquistati. Traboccanti di dettagli, i paesaggi sinora rivelati sono semplicemente sensazionali, al punto tale da spingerci quasi a dubitare che possa davvero trattarsi soltanto di un gioco destinato ai dispositivi mobile.

    Le texture utilizzate per i pavimenti e le pareti suggeriscono infatti uno sforzo produttivo impressionante: ricche di fregi, colonne e cornicioni, le Cage sono splendide, anche grazie a un superbo gioco di ombre che contribuisce ad arricchire un'atmosfera già suggestiva e ammaliante. Il tutto è poi incorniciato dalle melodie di Keiichi Okabe, ancora una volta sconvolgenti e calzanti, che attraverso l'utilizzo di liriche delicate promettono un accompagnamento sonoro di primissima qualità.

    NieR Re[in]carnation È molto difficile inquadrare NieR Re[in]carnation, poiché il titolo confezionato da Square Enix non rispetta minimamente i canoni del genere di appartenenza e lo stesso Yoko Taro ha addirittura affermato che considerarlo un gioco di ruolo potrebbe essere sbagliato. Il curioso free-to-play vanterà infatti una massiccia componente da gacha game (e come tale non sarà privo di microtransazioni), eppure il team ha già comunicato di non voler implementare alcuna meccanica legata al PvP; proseguendo, le fasi di combattimento offriranno ai personaggi una libertà di movimento tipica degli action RPG, ciononostante i loro attacchi saranno comunque soggetti a tempi di caricamento. Una serie di bizzarrie e interessanti controsensi, insomma, che da una parte non ci permettono di sbilanciarci con giudizi preliminari sull’ibrido, ma che dall’altra rispecchiano perfettamente l’estrosità e la vena di follia che da sempre contraddistinguono le opere di Yoko Taro e Yosuke Sato. Al momento il comparto artistico di NieR Re[in]carnation, che tra le altre cose vanta il character design di Akihiko Yoshida (Bravely Default, Final Fantasy Tactics) e le musiche del maestro Keiichi Okabe, è senza dubbio l’aspetto più convincente del prodotto, che ad un occhio poco allenato potrebbe anche non sembrare “solo” un gioco mobile, data la strabiliante cura profusa nel concepimento dei paesaggi e delle malinconiche atmosfere che li contraddistinguono.

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