One Punch Man A Hero Nobody Knows: cosa possiamo aspettarci dal gioco?

Analizziamo il trailer del primo videogioco di Bandai Namco per PC e console ispirato al manga creato da ONE e disegnato da Yusuke Murata.

One Punch Man A Hero Nobody Knows
Speciale: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Saitama è l'eroe più potente che esista. Come sarà mai possibile trasporre One-Punch Man in un picchiaduro che ha per protagonista un uomo invincibile? Ce lo siamo chiesti per anni e Bandai Namco ha deciso infine di risponderci con "A Hero Nobody Knows", un videogioco che suona eclettico già dal titolo. Sappiamo che il progetto è attualmente in sviluppo presso Spike Chunsoft per le piattaforme PS4, Xbox One e PC. Gli autori di Jump Force e ONE PIECE: Burning Blood, per citare solo alcuni degli ultimi titoli realizzati dal team giapponese, avranno l'onore e l'onere di adattare la stravagante opera di ONE e Yusuke Murata (trasposta in anime da MADHOUSE prima e da J.C. Staff poi) in un titolo che approderà sulle console ammiraglie dell'attuale generazione. Di recente, infatti, abbiamo assistito all'annuncio di One-Punch Man: Road to Hero, il gioco che porterà le gesta di Mantello Pelato e soci su dispositivi mobile. Tornando alla creatura di Spike Chusoft, invece, possiamo già desumere alcuni elementi riguardanti la trama e il gameplay della produzione, grazie al breve teaser trailer diffuso da Bandai nel corso delle ultime ore.

    Un eroe per hobby

    Il filmato di presentazione ha innanzitutto messo in risalto un colpo d'occhio che ci sembra un po' controverso. Rispetto alle sequenze iniziali del teaser, che sfoggiano modelli rispettosi del sontuoso design di Yusuke Murata, One-Punch Man: A Hero Nobody Knows sembra un po' legnoso nelle fasi di gameplay. È pur vero che la clip mostra un prodotto che potrebbe trovarsi ancora in una fase non molto avanzata dello sviluppo, ma ci pare evidente che le animazioni e i modelli dei combattimenti sembrino macchinosi durante i momenti in-game.

    Stando alle primissime immagini che scorrono nei minuti iniziali del trailer, peraltro, possiamo già supporre che si tratti di un picchiaduro tridimensionale a incontri uno vs uno, eppure il comunicato stampa relativo al revel del progetto parla di una produzione che esalterà gli scontri 3 v . Facciamo qualche leggero passo indietro: analizzando i trascorsi del team di sviluppo, c'è da ammettere che il recente palmares di Spike Chunsoft non sia molto esaltante. Se in Burning Blood, ad esempio, la software house ebbe il merito di trasporre fedelmente gli stili di combattimento dei pirati di Eiichiro Oda traducendolo in un gameplay poco a fuoco, d'altro canto in Jump Force siamo rimasti delusi dal fallace bilanciamento dei lottatori e soprattutto dalla scarsa leggibilità dell'azione, a causa degli eccessivi impeti dei particellari.

    Andando più indietro, in J-Stars Victory VS le dinamiche ludiche furono originali, ma incontrarono un combat system un po' farraginoso, mentre i sempiterni e gloriosi titoli appartenenti alla saga di Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi erano figli di un'eredità tecnica ancora troppo acerba rispetto all'evoluzione moderna del genere. Vero è che proprio gli stilemi ludici del team potrebbero già darci qualche piccola indicazione su come Spike Chunsoft potrebbe riuscire ad esprimere l'invincibilità di Saitama - o persino a rendere credibile la "finta forza" di King.

    Sanji, da abile combattente, in Burning Blood si trasformava in un character comico quando scendeva in campo contro personaggi femminili, e risultava incapace di sferrare alcun attacco. O ancora, nei primi Tenkaichi, i guerrieri nerboruti o i villain giganti diventavano quasi invulnerabili contro gli attacchi normali, al punto da risultare avversari estremamente ostici e avvantaggiati nel corpo a corpo.

    Questo per assumere, in sostanza, che non ci stupiremmo di fronte all'eventualità che il protagonista di One-Punch Man risulti davvero un lottatore inarrestabile: a confermarlo, d'altronde, sembrano essere le fasi di gameplay che ci mostrano un Saitama impassibile di fronte alle combo dei suoi sfidanti - mentre gli altri personaggi, invece, paiono risentire in maniera inequivocabile dell'impatto dei colpi.

    Nel caso dell'eroe di Classe S King, ammesso che sia nel roster, ci farebbe sul serio sbellicare l'idea che - durante le combo dell'innocuo omaccione - spunti proprio il buon Saitama a facilitargli il compito, senza contare le possibili Super in cui far emergere la sua passione per i videogiochi con le idol giapponesi. Cogliamo anche l'occasione per porre l'accento sulla verve coreografica della produzione, come ci dimostra una delle sequenze finali del trailer: vediamo Saitama lanciare un poderoso pugno "normale", una scena che non faticheremmo a immaginare come Tecnica Suprema dell'eroe per hobby.

    Scarica di pugni normali

    Ma torniamo al gameplay nudo e crudo. Abbiamo già evidenziato come, tecnicamente parlando, il primo grande videogioco di One-Punch Man non sembri un capolavoro di bilanciamento, ma è pur vero che la presumibile frenesia del combat system promette di trasmettere grande fedeltà al pittoresco roster di attori giocabili. Se analizziamo le movenze di Sonic il Supersonico, vediamo che il ninja si rende protagonista di acrobazie che uniscono le arti marziali all'impiego di armi da shinobi come kunai, shuriken e lame.

    D'altra parte è facile notare come Tormenta dell'Inferno possegga un moveset decisamente più lento e meno pirotecnico, fatto di attacchi telecinetici che le permettono di manipolare il terreno per soggiogare il suo sfidante in una micidiale tenaglia rocciosa. Genos, invece, adotta uno stile ibrido tra combattimento a distanza e scontro in mischia, unendo la spettacolarità dei particellari con mosse fulminee e micidiali.

    C'è spazio persino per un personaggio estremamente amato, seppur (in apparenza) ininfluente ai fini della lotta: il bizzarro Spatent Rider, l'eroe di Classe C che finisce malmenato il più delle volte quando trova un criminale sul proprio cammino. In tal senso sarà interessante osservare come un mosaico così eterogeneo di lottatori diversi farà onore alla delicata (e già menzionata) questione del bilanciamento.

    Un interrogativo che, qualora venga smentito dalla necessità puramente videoludica di appiattire i reali valori di forza per equilibrare il gameplay, ci costringerebbe per forza di cose a fare i conti con un po' di sospensione dell'incredulità verso l'immaginario di partenza.

    Veniamo, infine, ad analizzare un'altra importante questione per quanto riguarda i contenuti di One-Punch Man: A Hero Nobody Knows. Presumiamo che il cuore pulsante dell'esperienza faccia leva tanto sulle modalità singleplayer, come la Storia o l'Arcade, quanto sul multigiocatore, che sia online o semplicemente in locale. Un titolo basato su un lavoro così peculiare avrà ovviamente nell'adattamento della trama originale un importante spunto di valutazione: ancora non sappiamo se il gioco trasporrà lo stesso racconto del manga o dell'anime o se, piuttosto, proporrà una sceneggiatura inedita, ma è pur vero che un'immagine comparsa alla fine del trailer sembra fornirci un importante indizio.

    Vediamo ritratti Saitama e Genos il Cyborg, mentre alle loro spalle compare lord Boros. Si tratta del villain che, al comando di un'armata galattica, guida un'invasione aliena nel season finale della Stagione 1 di One-Punch Man. È quindi possibile che la modalità storia del picchiaduro ripercorra le gesta iniziali di Mantello Pelato, facendoci vivere i suoi incontri con i primi Esseri Misteriosi, con Genos stesso e in seguito con l'Associazione degli Eroi.

    Si tratterebbe, tuttavia, di una Campagna decisamente poco longeva, senza dimenticare che Tormenta dell'Inferno sembra essere uno dei principali eroi giocabili. Ricordiamo che l'avvenente eroina di Classe B, pur comparendo in pochi frame dei primi 12 episodi dell'anime prodotto da MADHOUSE, trova spazio nel racconto soltanto durante la Stagione 2 ad opera di J.C. Staff.

    È inoltre vero che la più recente produzione animata volge ormai al termine (nel momento in cui scriviamo manca soltanto una messa in onda al finale di stagione) e che a parer nostro è possibile che la conclusione dell'anime possa rappresentare un'ulteriore occasione per svelare nuove informazioni sul gioco, compresa una finestra di lancio che per adesso rimane ignota.

    Escludere, personaggi carismatici come Garo e Suiryu dal primo grande debutto videoludico di One-Punch Man, infine, ci sembra davvero un peccato. Ma, in caso ciò accadesse, non sono da escludere dei possibili DLC a pagamento, utili a cavalcare l'onda di relativo entusiasmo per la Season 2.

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