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Paper Beast: il nuovo gioco VR del papà di Another World

Èric Chahi, autore di Another World, Heart of Darkness e From Dust torna con una nuova esperienza in Realtà Virtuale.

anteprima Paper Beast: il nuovo gioco VR del papà di Another World
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • La storia artistica di Èric Chahi, geniale mente creativa dietro opere fondamentali come Another World e Heart of Darkness e particolari esperimenti come From Dust, è quella di un designer che cerca di varcare costantemente i limiti del linguaggio interattivo, rielaborando e decostruendo le forme e i mezzi a disposizione del mondo videoludico. Era dunque lecito aspettarsi che il suo nuovo progetto, chiamato Paper Beast, avrebbe utilizzato una delle più recenti e diffuse tecnologie del panorama odierno: la realtà virtuale, che appare sempre più ricca di attrattiva per decine di autori e autrici di tutto il mondo. L'artista francese ha deciso di optare per questa formula (alla quale seguirà la pubblicazione del gioco "tradizionale" a un anno dal lancio della versione originale) per dare corpo alla sua nuova idea di esplorazione videoludica, che dalle prime informazioni diffuse appare sì più tradizionale dei suoi precedenti esperimenti, ma al contempo ricca di potenziale. Con il suo nuovo studio, Pixel Reef, Chahi intende promuovere un nuovo modo di intendere lo sviluppo videoludico: la "scogliera di pixel" rappresenta un atollo di pace per chi intende esplorare la creatività del settore. Vediamo dunque cosa sappiamo ad oggi del nuovo progetto.

    Da qualche parte, in una big data lontana...

    Il concept alla base di Paper Beast è tanto semplice quanto funzionale a un racconto credibile, e rappresenta una perfetta "ring composition", una struttura circolare dell'evoluzione del mondo narrato: una qualche società particolarmente evoluta ha creato degli algoritmi e delle stringhe di codice incredibilmente complesse, per poi abbandonarle in qualche anfratto virtuale o digitale, lasciandole al loro destino.

    Col tempo, queste minuscole intelligenze e immense galassie di big data si sono lentamente evolute, fino a creare un vero e proprio ecosistema nato dalle loro stesse menti. Un mondo primordiale, in repentina e improvvisa crescita, con cui dovremo interagire secondo regole e schemi non intuibili dal trailer e dalla presentazione testuale fornita dal sito ufficiale. Ciò che sappiamo, sempre secondo le informazioni diffuse in fase di comunicazione con la stampa, è che avremo a che fare con le creature e i sistemi nati da questa sorta di Big Bang digitale, e che il nostro modo di interfacciarci con questi particolari e affascinanti esseri tenderà a modificarne comportamento e atteggiamenti. Tutto ciò è permesso da un sistema che viene definito come "profondamente simulativo" alla base, nell'essenza, e che viene utilizzato per fondere insieme l'approccio poetico e implicito della narrativa emergente di Paper Beast con la tecnologia di realtà virtuale voluta dallo studio francese. Un'esperienza che, nella visione dell'autore francese, vuole dunque essere esplorativa, tipicamente ludica nella sua struttura, per poi evolversi in qualcosa di più complesso e tradizionalmente narrativo una volta approfondito il sistema di simulazione e cooperazione con le creature.

    Una nuova filosofia

    Inaspettatamente, è proprio sull'aspetto tecnologico che Èric Chahi sembra puntare moltissimo, in questa sua nuova avventura: "con questo gioco, abbiamo voluto creare un vero e proprio nuovo ecosistema, nato dai confini digitali dei big data. [...] Con il fantastico team di Pixel Reef abbiamo finalmente trovato la libertà creativa di scavare a fondo nelle ultime tecnologie per raccontare la storia di Paper Beast".

    Al contrario dei suoi lavori precedenti, più incentrati su nuove prospettive ludiche e concettuali che tecniche, il primo capitolo della storia creativa di Pixel Reef si baserà molto sullo sfruttamento muscolare delle tecnologie moderne per ricostruire un'esperienza in linea con la visione di Chahi e, a giudicare dalla presentazione del gioco, non si può che concordare con questa prospettiva: la maestosità visiva e la qualità delle scelte cromatiche e musicali è eccelsa, come d'altronde ci si poteva aspettare dopo il fenomenale From Dust, e la percezione di consistenza degli esseri "pensanti" intorno a noi è già palpabile dai video e, considerando la natura VR dell'esperienza, si può solo ben sperare.

    I fan di vecchia data del genio francese non devono però disperare, anche perché ci troviamo di fronte al primissimo trailer post annuncio e, sebbene la finestra di pubblicazione prevista sia quella del 2019, nulla ci dice che non ci possa essere comunque una qualche particolare scelta ludica o narrativa che renda l'esperienza più peculiare e originale. In secondo luogo, basta osservare con attenzione il trailer per cogliere la promessa di una progressione narrativa ben diversa da quella tipica del genere "ecosistema a mondo aperto" (No Man's Sky, Minecraft, ecc.) e, tenendo conto della storia dell'autore, potremmo quasi parlare di certezza.

    È ovviamente ancora prestissimo per poter capire a fondo la struttura dell'opera Pixel Reef, ma al contrario di molti altri casi abbiamo anche una granitica certezza: la firma di un autore che, nel bene e nel male, ha sempre cercate di fare qualcosa di nuovo, particolare, originale, memorabile, forse non perfetto ma coraggioso, a volte visionario per quando non seminale. Non ci resta dunque che attendere la nascita di questo nuovo universo virtuale.

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