PES 2019: novità e aspettative sul gioco di calcio Konami

Il prossimo 30 agosto giungerà sugli scaffali Pro Evolution Soccer 2019: il punto della situazione su tutte le novità dello sportivo targato Konami.

anteprima PES 2019: novità e aspettative sul gioco di calcio Konami
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Mentre il campionato italiano volge al termine, i tifosi nostrani drogati di calcio già pregustano l'arrivo della nuova stagione, il cui fischio d'inizio è previsto per il prossimo 19 agosto. Quasi in concomitanza con l'avvio della Serie A, undici giorni dopo giungerà sulle tribune dei negozi - come ogni anno - il nuovissimo Pro Evolution Soccer. Konami ha ufficializzato la data di lancio del suo calcistico proprio in queste ore: si tratta di una release nettamente in anticipo sui tempi rispetto alle scorse edizioni, una scelta che lascia presagire la voglia del team nipponico di battere in corsa il diretto rivale targato EA, scendendo in campo prima di tutti e rivendicandone, quindi, il controllo.
    Se il team allestito da Konami in PES 2019 sarà all'altezza della sfida, è presto per dirlo. Certo è che, come recita il celeberrimo proverbio, "squadra che vince non si cambia": la formazione dello scorso anno ha fatto faville, compiendo dei significativi balzi in avanti nell'ottica di auto-miglioramento della serie. Pertanto, invece di grandi rivoluzioni, è lecito aspettarsi delle concrete rifiniture al modello di gioco, volte a limare le spigolature che solitamente contraddistinguono il fuoriclasse giapponese. In base alle (pochissime) informazioni diffuse dallo studio del Sol Levante, sembra che Pro Evolution Soccer 2019 intenda bucare definitivamente la rete della simulazione, scartando con un forte dribbling la natura arcade del brand. Sono promesse che, è vero, si reiterano ad ogni nuova incarnazione: ma è altrettanto veritiero che goal dopo goal, PES si avvicina sempre più alla meta. Come ogni anno, prima di fare i nostri pronostici, vestiamo quindi i panni degli inviati a bordo campo nel tentativo di condividere con voi le prime, freschissime novità carpite dalla panchina di Konami.

    Notti magiche

    Si riparte con vigore quindi, e soprattutto con ferrea convinzione: Pro Evolution Soccer 2018 si è dimostrato una piacevolissima esperienza, esattamente quel punto di "partenza" per la serie che il brand manager Adam Bhatti desiderava da tempo.

    La base su cui erigere il futuro, i capitoli che verranno. E PES 2019 rappresenta proprio il primo tassello del nuovo corso che verte principalmente sul "realismo". Per questo, tra le feature sbandierate ai quattro venti riecheggia anzitutto la rinnovata fisicità dei calciatori. Già nello scorso episodio, il Fox Engine aveva permesso una gestione della palla molto più accurata, che variava in base alla corporatura dei giocatori. Ora i preparatori atletici di Konami hanno provato ad espandere ulteriormente quanto di buono realizzato in precedenza, impegnandosi per portare il tutto ad un livello successivo: ecco che, ancora una volta, la sfera subirà effetti ulteriormente diversificati a seconda della superstar che la controllerà, alla sua stazza, al suo stile di gioco ed alle sue capacità. Nulla di rivoluzionario, a quanto sembra, solo un'ovvia e necessaria miglioria. Il team, a tal proposito, non vuole limitarsi a svolgere un semplice "compitino", ma - in base alle dichiarazioni ufficiali - pare intenzionato ad inserire un novero di 11 abilità inedite (come il cambio di direzione a 180° o il pallonetto mirato). Riviste anche le modalità di dribbling e di controllo del pallone, che tengono conto della posizione, della traiettoria e della postura: modifiche apportate con lo scopo di garantire l'unicità di ogni grande campione durante i match. Parliamo, naturalmente, di promesse di routine, che si reiterano costantemente, e pertanto, senza stringere il pad tra le mani e scendere sul terreno in prima persona, al momento è assolutamente impossibile giudicarne la validità. Ma considerati i risultati raggiunti dall'edizione passata, tendiamo comunque ad essere abbastanza fiduciosi. A riprova della volontà di mettere in mostra le specificità e la riconoscibilità dei singoli campioni, e conseguentemente di aumentare la variabilità delle situazioni di gioco, verranno implementati sia una fisica della palla perfezionata, sia i cosiddetti "momenti magici", ossia delle istanze comportamentali ed atletiche che si verificheranno sul rettangolo di gioco, e saranno adeguatamente differenziate in base al giocatore ed alle situazioni. Insomma, anche nell'edizione del 2019 lo sportivo di Konami segue tre dettami fondamentali: varietà, divertimento e simulazione.

    Proprio in virtù di quest'ultima caratteristica, volta a rendere ogni partita un concentrato di adrenalina e spessore, è stata inserita la "Fatica Visibile", un sistema della resistenza appositamente ricalibrato, tale da permettere agli atleti di fornirci palesi indizi visivi per farci comprendere il loro grado di stanchezza. La forma fisica modificherà in maniera più invasiva le loro prestazioni in campo, costringendoci a valutare le sostituzioni con maggiore oculatezza. Seguendo l'esempio del diretto concorrente, inoltre, al fine di mantenere una certa fluidità nel corso delle partite, PES 2019 inserirà le sostituzioni rapide, con suggerimenti che si baseranno sul tasso di resistenza dei giocatori e sul ruolo che rivestono nella formazione. Noi confidiamo che, palla al piede, simili aggiunte causino tanto rumore in campo quanto ne fanno su carta: la speranza è che, seppur in misura minore, introduzioni quali i "momenti magici" e le rifiniture nel controllo della sfera vengano applicati anche ai giocatori meno rinomati, e non soltanto a quelli più celebri.

    Sarebbe davvero un peccato se, come negli anni passati, l'incanto di un realismo sempre più marcato finisse per infrangersi quando si gioca con le maglie di squadre poco blasonate. Non ci aspettiamo certo la stessa cura per ogni tipologia di corpo e viso, ma quantomeno una maggiore attenzione ed una più evidente omogeneità complessiva. Ecco perché, oltre ad una scontata aggiustatina all'intelligenza artificiale di avversari, compagni e portieri, ci auguriamo che il buon Fox Engine si alleni a dovere, così da proporci un comparto visivo ancor più d'impatto. In tal senso, è stato confermato il supporto al 4K e all'HDR, a cui si affianca un incremento significativo dell'illuminazione generale, capace di rendere stadi, erba, pubblico e giocatori più "vivi" e credibili. Attualmente poi, non sono state ufficializzate le versioni "old gen" del titolo, che potrebbe quindi esordire soltanto su Xbox One, PS4 e PC (l'edizione Switch, purtroppo, riversa ancora in un limbo di incertezza). Nel video di presentazione abbiamo intravisto soltanto qualche sprazzo di sequenza in-game, e sarebbe troppo prematuro giudicare già da ora i passi in avanti compiuti dal motore grafico di Konami. C'è da dire però che, su questo fronte, la "volpe" giapponese non ci ha mai delusi.

    Licenze e modalità

    C'è stato un gran vociferare, negli ultimi giorni, riguardo la fine dell'accordo tra la software house nipponica e la UEFA: in molti hanno temuto, quindi, un abbassamento ulteriore delle licenze in Pro Evolution Soccer. Fortunatamente, Adam Bhatti ha ribadito come il gioco non avrebbe perduto nessuna delle squadre già sponsorizzate e che, anzi, molte altre sorprese sono in dirittura d'arrivo per tutti i fedeli tifosi.

    Ciononostante, è indubbio che la Champions League e l'Europa League non faranno più parte del pacchetto: la riproduzione di simili competizioni, tra musiche, loghi e atmosfera, garantiva una certa dose di immersività, e la mancanza si farà sentire. Per riequilibrare l'ago della bilancia, PES 2019 conterrà molte più squadre, ancora tutte da annunciare: in occasione del reveal, è stata confermata la partnership con l'International Champions Cup (ICC), ed ulteriori campionati su licenza, che impatteranno anche sull'estensione e la qualità della Master League, la quale dovrebbe includere un nuovo e più profondo sistema di trattative. Ed è proprio nel rinnovamento delle modalità di gioco che PES deve focalizzarsi con più cura, in modo da rinverdire un po' la sua offerta contenutistica, incapace di muoversi di pari passo con il miglioramento progressivo del gameplay.

    Prevedibilmente, anche l'iconico myClub, punta di diamante della produzione, conoscerà una sostanziosa revisione, grazie all'inserimento delle carte "giocatori performanti", che aggiungono nuove abilità temporanee ed un incremento delle statistiche in base alle prestazioni dei calciatori nelle partite precedenti. Nella rosa del myClub militeranno poi gli atleti leggendari, tra cui Maradona, Cruyff e Beckham, i quali sembrano aver subito, come al solito, un processo di digitalizzazione allo stato dell'arte, con un procedimento di motion capture al limite del fotorealismo. In ogni caso, pur con la curiosità di capire in che modo Konami ha cercato di sopperire all'assenza dei tornei UEFA, noi siamo convinti che, più delle partnership o degli scudetti originali stampati sulle divise, ad attrarre gli indefessi estimatori della serie ci penserà il gameplay, ossia l'aspetto principale in grado di mostrare il vero "potere del calcio".

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