Anteprima Phantom Dust

Leggi la nostra anteprima e le novità sul videogioco Phantom Dust - 453

anteprima Phantom 
Dust
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Xbox 360
  • Microsoft Non Molla

    Proprio così, nonostante il
    pubblico non gli stia dando troppe ragioni, Microsoft sta continuando con le sue
    strategie, giuste o sbagliate che siano, e ha deciso di non mollare fino in
    fondo. Stiamo ovviamente parlando della situazione di Xbox in giappone, dove
    dopo oltre 2 anni le console vendute non raggiungono nemmeno la quota di 1
    milione.
    Senza dilungarci troppo su quello che Microsoft sta facendo in giappone veniamo
    subito a parlare del nostro Phantom Dust, ennesimo titolo di una lunga serie di
    giochi prodotti da Microsoft Games Studios e dal livello qualitativo perlopiù
    alquanto discutibile.
    Phantom Dust vuole contemporaneamente essere un titolo "stylish" agli occhi del
    target giapponese, e anche un gioco interessante. Dietro Phantom Dust ci sono
    anche programmatori che hanno lavorato con e per Smilebit di Sega, ed in effetti
    il paragone con il charadesign di Panzer Dragoon Orta verrà spontaneo.

    Un nuovo gioco vecchio

    Il
    genere dei picchiaduro è ormai stagnante da diverso tempo. Dopo le profonde
    evoluzioni e stravolgimenti che abbiamo potuto vedere nel periodo appena
    successivo al passaggio dal 2D al 3D, i picchiaduro hanno saputo dire sempre
    meno al pubblico, rimanendo un genere in voga principalmente fra gli
    appassionati. Forse solo l'online saprà creare una breve pausa di "novità", ma
    quanto a lungo potrà durare? Phantom Dust non ha certo le pretese di creare
    qualcosa di completamente nuovo, eppure è evidente che i prerequisiti ci sono
    tutti.
    Innanzitutto inquadrare Phantom Dust come picchiaduro è decisamente limitante,
    in ogni senso. Phantom Dust potrebbe essere definito un "gioco d'azione di
    combattimento", questo perché il combattere nemici è fase basilare del gameplay,
    ma l'azione è così varia e adattata ai grandi ambienti circostanti che non si
    può prescindere da essa.
    I più esperti potranno notare una qualche somiglianza con giochi come Powerstone
    2 o soprattutto con il poco conosciuto Destrega. Abbiamo delle grandi arene
    esplorabili e completamente interattive (quasi ogni elemento dello sfondo è
    utilizzabile per salirci sopra o per essere distrutto) dove si muovono fino a
    quattro personaggi contemporaneamente, lasciando da parte missioni particolari
    lo scopo principale è quello di sconfiggere i propri avversari. Come si può
    fare? Ma semplice "menando le mani"! Piuttosto che con semplici attacchi e combo
    base, il motore di combattimento è basato su un sistema a Sfere magiche, ognuna
    delle quali può essere equipaggiata prima del combattimento, o trovata nel
    livello (ce ne sono moltissime più o meno nascoste). Ogni sfera sarà quindi
    associata ad uno dei 4 pulsanti frontali del pad Xbox. Ci sono moltissime sfere
    (oltre 150) disponibili nel gioco, alcune comuni ed altre decisamente molto
    rare. Il compito delle sfere non è solo di rendere disponibili determinati
    "incantesimi", ma abilità di ogni sorta. Potranno fornire l'accesso ad attacchi
    diretti, combo, incantesimi o semplicemente abilità speciali per il nostro
    personaggio (super salto, super velocità, scudo magico etc). Le sfere esistono
    di due tipi, quelle "consumabili" (ossia la potremo usare solo una volta, se ne
    trovano in grandi quantità di solito) e quelle "fisse" (che potremo usare quante
    volte ci pare, ad un costo prestabilito in termini di mana).
    Potrebbe sembrare molto semplice e limitato, ma invece il sistema è stato
    studiato con molti elementi di contorno per renderlo incredibilmente profondo.
    Innanzitutto esistono sfere particolari utilizzabili solo da alcuni personaggi,
    differenziando di fatto i vari protagonisti che altrimenti varierebbero solo in
    termini di velocità, resistenza e potenza, poi esistono combinazioni particolari
    di sfere che consentiranno l'accesso ad abilità segrete, senza dimenticarci di
    tutta la strategia che ruota attorno allo sfruttamento dello sfondo. Lo sfondo
    infatti sarà fondamentale per le strategie di combattimento, usarlo per
    nascondersi, per trovare nuove sfere etc. Potremo ad esempio usare una torre
    molto alta per appostarci e sparare palle di fuoco magiche ad un nemico dotato
    di abilità ravvicinate, oppure potremo distruggere un ponte con un potente
    incantesimo mentre il nostro avversario ci sta camminando sopra e così via.
    Da non dimenticare che sebbene il gioco ponga una grossa enfasi sul gioco online
    in tutte le salse, non è stato messo in secondo piano ciò che riguarda tutte le
    modalità single player, in particolare lo Story Mode che si presenta con una
    trama decisamente molto affascinante.

    Niente polvere su
    questa grafica

    Il motore 3D di Phantom Dust appare
    decisamente molto curato, grande utilizzo di poligoni per la realizzazione degli
    sfondi e dei modelli principali dei personaggi. Non moltissimi gli effetti di
    postproduzione, ma grossa importanza è stata affidata a tutto ciò che riguarda
    la luce. Questo è evidente anche da singoli screenshots, il team di lavoro si è
    impegnato moltissimo per rendere al meglio le varie tipologie di "luce" presenti
    nel gioco: una luce flebile e appena tangibile in certi momenti, una semplice
    scia perfettamente trasparente in altri, fumo volumetrico per sottolineare una
    luce potente e "spaziale", o ancora una luce così densa da sembrare tangibile,
    di fiamma, quando si tratta di realizzare le auree che in ogni momento
    circondano i propri personaggi, mutando al variare del colpo che si sta per
    eseguire e a seconda dell'energia rimanente.
    Per quanto riguarda il framerate non abbiamo notizie certe ma il gioco in teoria
    dovrebbe girare a 30fps - in teoria perché la fluidità con cui i personaggi si
    muovevano sullo schermo e quella con cui si altera lo sfondo è davvero
    incredibile. Insomma, lo spettacolo a cui Phantom Dust ci pone di fronte è
    decisamente una goduria, senza dimenticarci dello stile post-atomico (molto
    Akira, e Hokuto No Ken style...) che permea ogni singolo pixel di questo titolo.

    Polvere sugli
    scaffali?

    Phantom Dust si preannuncia come un titolo interessante, divertente, che
    spazia in tante direzioni diverse e capace di appassionare sia l'hardcore gamer
    che il giocatore meno smaliziato, senza dimenticare di appagare anche gli occhi,
    con una grafica davvero interessante, e le mani, con un gameplay davvero fresco
    e che mostra possibilità di approfondimenti notevoli.
    Non tutto è bene quel che finisce bene però, perché ancora non ci sono conferme
    di una possibile uscita di questo gioco nel mercato nostrano e neppure in quello
    statunitense. Non resta che tenere incrociate le dita.

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