A Plague Tale Requiem: scenari mozzafiato e morte nel primo gameplay

A Plague Tale Requiem si è mostrato nel primo video di gameplay ai Game Awards e noi abbiamo provato ad analizzarlo per capirci qualcosa di più.

A Plague Tale Requiem: scenari mozzafiato e morte nel primo gameplay
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Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Aspettavamo un filmato più concreto per parlarne e i Game Awards 2021 ci hanno accontentato: lo show di Geoff Keighley ci ha permesso di dare uno sguardo al gameplay di A Plague Tale: Requiem, sequel diretto di un'avventura che ha reso grande il nome di Asobo Studio. Mosso da Unreal Engine 5 (lo stesso motore della tech demo di The Matrix Awakens), Requiem narra una nuova porzione del viaggio di Amicia e Hugo de Rune, una sorella e un fratello legati tanto da un bene profondo quanto da un'indicibile maledizione. Oltre a darci qualche spunto interessante in materia di trama, il filmato ci ha regalato delle scene di gameplay legate al combat system, che già da ora sembra aver fatto tesoro delle critiche mosse al predecessore in tal senso. Senza ulteriori indugi, facciamo ritorno alla metà del 1300, in Aquitania, che i nobili de Rune stanno per lasciare alla volta di una nuova vita.

    La fine di un sogno, l'inizio di un incubo

    In A Plague Tale: Innocence, Amicia e Hugo sono stati strappati alla vita che conoscevano, prima con la scomparsa delle persone a loro care e in seguito a causa della scoperta dei dettagli sulla Macula, una malattia dai tratti sovrannaturali destatasi nel sangue del piccolo de Rune.

    Dopo un breve periodo di quiete, al termine del primo episodio, purtroppo sembra proprio che le cose non andranno come sperato per i due nobili, con Amicia che sarà costretta a cercare nuove conoscenze per garantire la salvezza a Hugo. Nel filmato dei Game Awards vediamo la giovane (probabilmente col fratellino) salpare verso sud, alla volta di nuove regioni e vibranti città. Alla comparsa delle vittime dei ratti, Amicia non può far altro che accettare la verità: Hugo ha perso nuovamente il controllo e la "sua" piaga di morte e distruzione sta corrompendo il luogo che li aveva ospitati. Da qui l'inizio di un nuovo viaggio alla volta di un'isola misteriosa, che potrebbe fornire alla de Rune la chiave per salvare Hugo. Probabilmente, ad accompagnarla in questa pericolosa avventura - che di certo metterà a dura prova la sua salute psichica - ci sarà Lucas, l'apprendista di Laurentius, che nel capitolo originale si è confermato come uno dei comprimari più riusciti e convincenti.

    Al momento non è possibile esprimersi con toni di certezza sugli eventi narrati in Requiem ma una cosa ci è ormai chiara: al pari di altri protagonisti "ex innocenti", anche Amicia sarà costretta ad abbandonare la gentilezza e la pietà, perché nel mondo in cui vivrà, salvo rari casi, non ci sarà spazio per la benevolenza. C'è insomma la possibilità che il team riesca a imbastire un racconto ancor più solido e amaro di quello del predecessore, che come scrivevamo nella recensione di A Plague Tale: Innocence è già riuscito a sorprenderci in positivo. Prima di passare a discutere del gameplay e della presentazione visiva, vogliamo fare un'ipotesi da non sottovalutare.

    Nelle scarse informazioni ufficiali divulgate dagli sviluppatori, si fa riferimento alla possibilità di ricorrere allo stealth per progredire nell'avventura o di chiedere al piccolo Hugo di usare i suoi tremendi poteri: che la scelta di ricorrere all'una o all'altra soluzione andrà a influire sul finale del gioco? In ogni caso, moriamo dalla voglia di conoscere l'identità della figura incatenata nel sotterraneo alla fine del trailer.

    Amicia e il ciclo della violenza

    A Plague Tale: Innocence chiamava Amicia a eliminare i nemici con la fionda o grazie ad alcune "opportunità ambientali", nel corso di fasi stealth tutt'altro che ineccepibili. Al netto della blanda IA dei nemici o delle loro movenze legnose e prevedibili, il titolo di Asobo Studio è riuscito comunque a tenere alta l'attenzione dei giocatori per la buona varietà situazionale che proponeva e chiaramente per gli appassionanti risvolti narrativi. Detto questo, un sequel in uscita nel 2022 non avrebbe potuto evitare una doverosa espansione e rifinitura delle meccaniche di gameplay e infatti il nuovo video ci ha dato qualche conferma in tal senso.

    Sia chiaro, per dormire sonni tranquilli in materia di varietà dell'esperienza e reattività dei nemici c'è bisogno di assistere a una sezione di gioco più generosa e priva di tagli ma al momento è possibile fare alcune considerazioni. Sappiamo ad esempio che Amicia si servirà di una balestra per eliminare i nemici dalla distanza (e anche in modo piuttosto credibile, bisogna dire) ma anche per far esplodere barili in determinate circostanze. Non mancano gli attacchi di soppiatto con il coltello e quelli corpo a corpo, così come delle sezioni esplorative dal grande impatto filmico.

    Oltre ai classici momenti in cui - armati di torcia - bisognerà tenere lontani i ratti, dovremo condurre il piccolo Hugo, stremato dalla fatica, attraverso aree devastate (forse dalla guerra) o apprezzare la bellezza delle nuove ambientazioni in dei rari momenti di pace. Di certo quando la malattia del piccolo raggiungerà stadi più importanti, torneranno quelle sezioni di asfissiante lotta per la vita che chiameranno la giovane a sfuggire dalla nera massa di morte formata dai ratti. In attesa di scoprire l'interezza delle armi, dei "gadget alchemici" e dei poteri sovrannaturali citati dalle informazioni ufficiali, passiamo adesso a un altro aspetto fondamentale di Requiem: la presentazione visiva. Abbandonate le piattaforme old gen, i ragazzi di Asobo Studio hanno scelto di utilizzare Unreal Engine 5 per plasmare il sequel di Innocence e neanche a dirlo sono bastate una manciata di scene del filmato per accertarci della bontà grafica della produzione, a partire dalla viuzza visibile all'inizio del trailer.

    L'illuminazione, la pavimentazione, i muri e i tessuti, hanno compiuto il salto generazionale, ma in generale è la qualità degli scenari nel complesso che lo prova (si pensi ad esempio alle spiagge di metà video). Sul fronte dei modelli poligonali, l'orrido spettacolo offerto dal cadavere dilaniato dai ratti, col suo viso deturpato e pieno di pustole, ci fa davvero ben sperare circa l'efficacia dei volti ma forse le espressioni facciali dei personaggi potrebbero non riuscire a raggiungere i medesimi standard qualitativi.

    Ad ogni modo non possiamo che dirci soddisfatti di questo primissimo incontro con Requiem, che speriamo possa tornare a mostrarsi un numero sufficiente di volte prima del suo atteso debutto.

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