Prince of Persia Le Sabbie Del Tempo Remake: Il Principe ritorna al passato

Dopo 17 anni, uno dei più grandi giochi di Ubisoft torna a nuova vita con un remake molto fedele alla versione originale.

Prince of Persia Le Sabbie del Tempo Remake Video Anteprima
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  • Pc
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  • Nel lontano 2003, un principe un po' sbruffone e animoso, ma dal cuore nobile e ardito, ci insegnava che il Tempo non è un fiume, che scorre lento in un'unica direzione. Il Tempo è un mare in tempesta. E Ubisoft ne è ben consapevole, dal momento che ha scelto di salpare a ritroso tra le onde degli anni per ripescare e ricondurre a nuova gloria una delle sue più importanti avventure, che sembrava ormai accantonata nei meandri della memoria videoludica. Riposto al sicuro tra i ricordi più belli dei videogiocatori, ma mai dimenticato davvero, Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo si prepara adesso a vivere una seconda giovinezza con un remake che, almeno in apparenza, sembra incredibilmente fedele al gioco originale, riproponendo quella stessa, sognante e fiabesca atmosfera che, a distanza di quasi due decenni, resta ancora inimitabile.

    Ritornare al passato, con la consapevolezza del presente

    Dopo 17 anni dalla sua prima, grande sfida alle leggi del Tempo, il Principe è pronto a raccontarci di nuovo "la storia più incredibile" che abbiamo mai sentito. Il team di Ubisoft Mumbai, che ha unito le forze con lo studio di Pune, sa bene quanto gli appassionati abbiano a cuore le avventure del giovane figlio di Shahraman, il potente re di Persia: del resto, molti sviluppatori al lavoro sul remake sono cresciuti con l'opera originale, e riportare a nuova vita Le Sabbie Del Tempo è per loro motivo di orgoglio ed entusiasmo.

    Il collettivo ha iniziato a realizzare il progetto ben due anni fa, ricreando da zero l'intera esperienza e modellandola con l'Anvil Next, il motore grafico che ha già dato forma ad Assassin's Creed Origins. Il risultato, a prima vista, mantiene inalterata l'evocativa bellezza della direzione artistica: nel ricostruire le ambientazioni, sia indiane che persiane, contraddistinte da differenti soluzioni architettoniche e stilistiche, il team ha studiato con attenzione gli assets di partenza, ma li ha sostituiti dal primo all'ultimo, pur preservando una piacevole vicinanza con l'art design del gioco del 2003.

    Per chi ha già vissuto l'epopea del principe, rivedere le sale del palazzo di Azad, le trappole roteanti, gli svolazzi dei tessuti, i panorami immaginifici e quegli orizzonti onirici sullo stile de Le Mille e una Notte equivarrà insomma a un viaggio nel passato compiuto con gli occhi del presente.

    Dalle poche immagini che Ubisoft ci ha mostrato abbiamo potuto notare un lavoro di fino nella rielaborazione del setting, ancora oggi caratterizzato da un fascino indiscutibile e ineguagliato; grazie al trailer diffuso durante l'Ubisoft Forward, inoltre, ci è stato dato modo di osservare fugacemente il nuovo design dei protagonisti, dal Principe a Farah, passando per l'infido Vizir. Per quanto i loro volti siano stati chiaramente ridisegnati da zero, bisogna ammettere che gli artisti in forze presso Ubisoft hanno cercato di preservare parte della fisionomia originale, in maniera tale che l'aspetto dei personaggi apparisse al contempo nuovo e familiare.

    Quantomeno sul versante stilistico, il risultato è gradevole, in un elegante equilibrio tra il presente e il passato. Al netto della sempre entusiasmante direzione artistica e dell'ammirabile volontà di preservare un carisma immortale, il primo sguardo al remake di Le Sabbie del Tempo non ha però saputo convincerci fino in fondo, a causa di un ammodernamento visivo che, apparentemente, sembra aver bisogno ancora di qualche rifinitura.

    La fedeltà alla versione originale

    A muovere le ispirazioni di Ubisoft è, anzitutto, il massimo rispetto nei riguardi di un'opera eccellente, che nel 2003 seppe conquistarsi i favori di pubblico e critica: ecco perché lo studio ha più volte ribadito di voler mantenere quanta più fedeltà possibile alle atmosfere e alle dinamiche ludiche del gioco originale. Questa ossequiosa reverenza nei confronti de Le Sabbie del Tempo è indubbiamente apprezzabile, ma sotto alcuni aspetti l'impressione è che Ubisoft non abbia riservato al comparto animazioni e all'impatto grafico generale la stessa attenzione riposta nella ricostruzione dell'art design.

    Dal trailer, anzitutto, traspare un'espressività facciale appena abbozzata, incapace di trasmettere in maniera adeguata il turbinio di emozioni che dovrebbe travolgere i protagonisti in alcune scene dalla portata assai drammatica. In aggiunta, anche la modellazione poligonale ci è parsa abbastanza spigolosa, al pari delle animazioni, che nelle poche clip di gameplay a cui abbiamo assistito risultavano ancora un po' farraginose e poco fluide.

    Per digitalizzare le movenze di protagonisti e nemici, Ubisoft ha fatto ricorso a sessioni di motion capturing, ma francamente, dopo questo primo contatto visivo con il Remake, non abbiamo notato una grossa accuratezza nella riproduzione di acrobazie e corse sui muri, che invece 17 anni fa settarono inediti standard nell'industria videoludica. Lo studio promette di aver apportato significativi aggiustamenti al gameplay e di aver ricalibrato la gestione della telecamera, ma senza osservare una sequenza di gioco più estesa o testare il titolo con mano ci è impossibile testimoniare la veridicità delle affermazioni e soprattutto l'effettiva qualità dei miglioramenti.

    Una brevissima sessione di combattimento che ci è stata mostrata, tuttavia, non ci ha lasciato particolarmente esterrefatti, dal momento che ha reso ancor più palese la carenza di fluidità nei movimenti del Principe e dei mostri di Sabbia.

    Si tratta comunque di una versione alpha, e il team possiede sufficiente tempo per tornare sui propri passi e rifinire alcune sfaccettature ludiche e tecniche di una produzione che, data la qualità dell'opera originale, merita senza dubbio il massimo dell'impegno. Questo perché, come vi abbiamo raccontato nella nostra puntata del MyGeneration dedicato a Prince of Persia Le Sabbie del Tempo, l'avventura di Ubisoft è una di quelle epopee che difficilmente possono essere dimenticate. Ad una struttura ludica che amalgamava a meraviglia fasi d'azione, esplorazione, platforming e risoluzione di enigmi, si affiancava una sceneggiatura degna delle migliori novelle orientali.

    La bellissima storia di un Principe smargiasso e sbruffone, entrato in possesso di un potere capace di riavvolgere il tempo, è un racconto di formazione intriso di magia e poesia: l'incontro con la splendida e intrepida Farah, figlia del Maharajah a cui il protagonista ha sottratto le Sabbie, il viaggio che i due intraprendono per porre fine alle macchinazioni del perfido Vizir e il legame che inevitabilmente si instaura tra i due eroi rappresentano gli elementi fondanti di una vicenda ancora oggi davvero coinvolgente.

    Ubisoft sa quanto grandioso sia il racconto de Le Sabbie del Tempo, e sembra aver mantenuto inalterata la sceneggiatura di partenza: per acuire l'effetto nostalgia, inoltre, a doppiare il protagonista in inglese ci sarà Yuri Lowenthal, lo stesso che ha prestato la propria voce al Principe nel 2003. In aggiunta, allo scopo di far felici i fan, nel gioco tornerà il meraviglioso easter egg che permetterà di sbloccare e giocare il capolavoro di Jordan Mechner del 1989. Già da questi primi dettagli, pur dinanzi a qualche incertezza visiva, appare evidente che il remake de Le Sabbie del Tempo sia un progetto portato avanti con grande passione: se all'amore per il titolo originale si accompagnerà anche una maggiore cura nella rielaborazione ludica e grafica, allora questo Prince of Persia, in arrivo il 21 gennaio 2021 su PC, PS4 e Xbox One, potrebbe dimostrarsi degno del nome che porta.

    Prince of Persia Le Sabbie del Tempo Remake Riavvolgere il tempo è sempre molto rischioso. C’è il pericolo di intaccare i ricordi, modificarli e in qualche misura persino rovinarli. Ecco perché realizzare dei remake di grandi classici è un’operazione abbastanza coraggiosa. Ubisoft prova a riportare a nuova vita Le Sabbie del Tempo, e nel farlo cerca di muoversi in bilico tra modernità e tradizione, ricostruendo il comparto grafico e mantenendo immutata la storia e la direzione artistica originale. Se la fedeltà all’opera del 2003 è encomiabile, c’è da dire che l’ammodernamento visivo ci è sembrato meno d’impatto di quello che avremmo desiderato, proponendo animazioni abbastanza farraginose, espressioni facciali impacciate e, in generale, un colpo d’occhio non proprio all’avanguardia. Prima di provare con mano il remake e testare così le modifiche e le eventuali migliorie al gameplay, non neghiamo di essere al contempo incuriositi e intimoriti. Per fortuna, quando abbiamo paura, ci basta ripensare alle parole di Farah: “quando ero piccola, mia madre mi insegnò una parola magica. Se avessi avuto paura, sarebbe bastato pronunciarla”. E noi, adesso, per tranquillizzarci, continuiamo a ripetere proprio quella parola: “Kakolookiyam”.

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