Anteprima Prince of Persia: the sands of time

Leggi la nostra anteprima e le novità sul videogioco Prince of Persia: the sands of time - 1039

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Disponibile per
  • Ps2
  • Gba
  • Xbox
  • NGC
  • Pc
  • Un gradito ritorno

    La presentazione di “Prince of Persia: the sands of time” è avvenuta, almeno ufficialmente, nel corso dell’ultimo E3. Durante la più importante fiera del divertimento elettronico, tra molte aspettative e promesse mantenute e non, c’è sempre qualche outsider più o meno famoso che si fa notare. Questo rifacimento di uno dei giochi storici per PC (era il 1989), è considerato proprio una di queste piccole grandi sorprese, capaci di ravvivare almeno un poco un’atmosefera che, troppo spesso, è fatta di annunci e “novità” fin troppo prevedibili.
    Il primo vecchio episodio ebbe un enorme successo grazie al gameplay divertente e ad alcuni aspetti grafici, in particolare l’ottima qualità delle animazioni, che fissarono veri e propri nuovi standard per l’epoca. “The Sands of Time”, probabilmente, non aspira a diventare un nuovo punto di riferimento tecnico e innovativo ma, grazie a uno schema di gioco che si rifà all’originale e qualche novità, può senza dubbio puntare a ottenere un buon successo, sia tra i giocatori più giovani, che tra i nostalgici che alla fine degli anni ’80 si arrabatavvano già con tastiere e joystick.

    Tradizione e (qualche) novità: il Principe è tornato

    Ovviamente, la prima vera novità per chi ha ancora negli occhi le immagini del primo mitico episodio, è il passaggio alla terza dimensione. Ma questo, diciamolo pure, è fin troppo scontato. Oltre alle innovazioni tecniche, come si vedrà nel corso dell’anteprima, gli sviluppatori hanno deciso di introdurre qualcosa di originale nel gameplay, pur mantenendosi fedeli allo schema di gioco originale. Durante una recente intervista, Patric Desilets, Direttore Creativo del progetto, ha chiaramente dichiarato che si è partiti rigiocando al primo episodio del 1989, ma senza esagerare. Lui stesso dice di averci rimesso mano e giocato parecchio, ma non in modo completo e approfondito. Tutto questo per non rimanere troppo influenzati e non rovinare la possibilità di concepire qualche nuova idea che si distaccasse dal glorioso antenato. E’ una scelta senza dubbio legittima, forse criticabile quando si vuole creare un vero e proprio seguito, ma comunque coraggiosa e che denota una certa personalità. Chiaramente bisognerà attendere il risultato finale, ma questi sforzi sembrano premiare le scelte dei programmatori.

    Le atmosfere del gioco sono simili per feeling e idea a quelle dell’originale. Belle le architetture e i molti particolari grafici dell’ambiente in cui si trova il nostro eroe, che risultano ben curati e animati. Il protagonista ha ora a sua disposizione molte più mosse e non si limita a saltare e ad aggrapparsi qua e là. Bella e divertente risulta la possibilità di sorpassare gli spazi vuoti tra le piattaforme, camminando “letteralmente” sui muri. No non vi preoccupate, il Principe non è una sorta di uomo ragno in versione araba, è solo capace di un’agilità straordinaria che gli permette di compiere acrobazie lungo i muri, salti e prese sui boridi delle piattaforme, e altri elementi ambientali, ai limiti dell’immaginabile. Eppure il tutto è così ben curato e ideato che la fisica del gioco risulta verosimile.
    Durante i combattimenti, altro punto fondamentale del gameplay oltre all’aspetto prettamente platform di cui sopra, il nostro eroe avrà a disposizione, anche qui, varie agili mosse e capriole che creeranno delle belle combo con vari effetti di luce.
    Le armi a disposizione per far fuori gli avversari, e dare sfoggio alla nostra abilità acrobatica, sono la classica scimitarra del primo episodio e un pugnale. Quando avremo ridotto un nemico in fin di vita, potremo finirlo con la nostro fidata lama corta. Uccidendolo definitivamente in questo modo guadagneremo una certa quantità di sabbia magica; questa andrà a formare una sorta di scorta di energia magica, che ci farà guadagnare dei poteri speciali, i quali, rappresentano la vera e propria innovazione del gioco.
    Queste speciali abilità, guadagnate raccogliendo la sabbia, ci permetteranno di “comandare” il tempo (inteso come scorrere dei secondi) in diversi modi e secondo il nostro volere (evidentemente il titolo “the sands of time” ha un suo senso).
    Potremo rallentare lo scorrere veloce e inesorabile degli istanti, creando un effetto del tutto simile a quello di Matrix; oppure avremo la possibilità di accelerarlo per aumentare le nostre capacità offensive. Un’altra possibilità molto utile è quella di tornare indietro nel tempo di qualche secondo; questo utilissimo potere ci salverà la vita quando, per esempio, un passo falso o un salto male calcolato ci dovessero portare a una morte prematura. Concludono la lista una sorta di “sesto senso” che ci darà una mano a risolvere i puzzle del gioco, e la facoltà di bloccare e “congelare” per qualche istante un nemico per rendere più facile l’arduo compito di sopravvivere.
    Ultima nota, per quel che riguarda gli aspetti tecnici, è per la colonna sonora. Senza dubbio piacevole e azzeccata, è formata da diversi motivi “arabeggianti” che contribuiscono a creare l’atmosfera in maniera decisiva. Qualche dubbio rimane sulla loro varietà, ma prima di usare aggettivi come “ripetitivi”, è d’obbligo mettere le mani sul software completo.

    Concludendo

    “Prince of Persia: the sands of time” è atteso nei negozi americani per la fine di Novembre. La data di uscita della versione europea non è ancora certa, ma da lì a qualche mese dovremmo trovarlo sugli scaffali del nostro negozio di fiducia.
    Senza dubbio il gioco non stravolgerà il mondo dei videogiochi, ma un nuovo titolo divertente e ampiamente godibile è sempre il benvenuto.
    Sia che siate dei fans di vecchia data, sia che sia la prima volta che sentite parlare del Principe, rimanete sintonizzati su Play2eye: la recensione è solo questione di tempo.

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