Projekt Z: non è il solito sparatutto co-op con gli zombie

Nonostante quello degli zombie sia un tema piuttosto abusato, lo studio tedesco 314 Arts ha un'idea interessante per proporre un nuovo shooter cooperativo.

Projekt Z
Anteprima: PC
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Disponibile per
  • Pc
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • Non si può certo negare che gli sconcertanti avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale siano stati una preziosa fonte di ispirazione per diversi filoni narrativi, specialmente per quanto riguarda il cinema horror, e se oggi il mito dei nazi-zombie è tanto popolare da aver raggiunto anche il mondo del gaming, il merito va indubbiamente ad una celebre pellicola di fine anni ‘70. Diretto da Ken Wiederhorn, L'Occhio nel Triangolo è stato infatti il primo film ad aver recuperato la leggenda degli esperimenti svolti dai nazisti sui cadaveri umani al fine di realizzare un temibile esercito di redivivi, portando sul grande schermo tutta la fascinazione orrifica che, a qualche decennio di distanza, avrebbe contaminato persino titoli come Call of Duty (a proposito, eccovi la nostra recensione della modalità Zombie di Call of Duty Vanguard).

    È proprio in questo scenario che prende forma il concept di Projekt Z, uno sparatutto cooperativo in prima persona in sviluppo presso lo studio tedesco di 314 Arts. Attualmente sprovvisto di una data di uscita ufficiale, Projekt Z viene finanziato tramite Kickstarter e dovrebbe arrivare sul mercato come free to play nel giro di due anni. In attesa che la raccolta fondi vada a buon fine possiamo dunque passare in rassegna le dichiarazioni degli sviluppatori e vedere insieme quali sono i dettagli della loro interessante proposta.

    Un po' Escape From Tarkov...

    Ambientato in un'isola segreta della Germania nazista dove gli scienziati del Terzo Reich si dedicano ad efferatissimi esperimenti sui corpi dei deportati, Projekt Z si prospetta come una stimolante sfida di sopravvivenza cooperativa. Nei trailer pubblicati dallo studio tedesco vediamo due giocatori muoversi con circospezione in una radura selvaggia, esplorando le infrastrutture e i veicoli abbandonati in cerca di armi e risorse.

    Il buio della notte, i rumori ambientali e l'effetto della pioggia che talvolta intacca la telecamera rendono l'atmosfera suggestiva e contribuiscono ad accentuare una certa propensione per il realismo. In questo, la proposta di 314 Arts mostra un evidente debito nei confronti di Escape From Tarkov, del quale replica la mancanza di HUD e la cura riposta nella balistica facendo emergere la natura simulativa del progetto, benché si tratti pur sempre di un'opera di fantascienza. Non solo l'aspetto legato al realismo, comunque, ma più in generale la struttura ludica vera e propria sembra ricalcare la formula di Battlestate Games. Secondo quanto dichiarato dagli sviluppatori infatti il gameplay di Projekt Z sarebbe basato sulla gestione del proprio rifugio - che funge da HUB centrale - e la libera esplorazione dei territori dell'isola.

    L'obiettivo consiste nel setacciare le varie zone della mappa per raccogliere risorse utili a espandere la propria base e a potenziarne i reparti, i quali forniranno a loro volta tutta una gamma di migliorie per quanto riguarda l'equipaggiamento. Il filo conduttore tra le attività di esplorazione e di management - che comprende anche la gestione di alcuni NPC reclutabili - è rappresentato dalle missioni principali, attraverso le quali è possibile conoscere i vari personaggi e progredire nella trama del gioco.

    A corredo di questa non mancheranno poi quest secondarie e attività di vario genere: una su tutte la possibilità di conquistare alcune aree per ottenere così una rendita fissa di materiali da costruzione. Loot e crafting sono dunque elementi essenziali dell'impasto ludico messo a punto da 314 Arts, e si intrecciano con altre meccaniche peculiari come la presenza di scelte morali e decisioni da prendere sul campo circa la sorte di alcuni superstiti.

    Le nostre scelte avranno conseguenze tangibili tanto sull'umore dei membri reclutati quanto sulle dinamiche di progressione dell'HUB, motivo per il quale sarà importante ponderare bene costi e benefici di ogni azione. Nel loro insieme, queste caratteristiche fanno di Projekt Z un survival spiccatamente immersivo, dove occorre muoversi con attenzione e avere sempre le idee chiare sul da farsi per non dover fare i conti con la carenza di risorse, armi e munizioni.

    ...e un po' Left 4 Dead

    Al netto dell'impostazione da sparatutto simulativo, la portata principale di Projekt Z restano inevitabilmente gli zombie, e da questo punto di vista sarebbe difficile non ravvisare una certa ispirazione rivolta anche a titoli come Left 4 Dead (a proposito, qui trovate la nostra recensione di Back 4 Blood).

    Anzi a ben guardare la proposta di 314 Arts è a tutti gli effetti un gioco cooperativo in cui bisogna fronteggiare ondate di non morti, lavorando di squadra per massimizzare l'efficienza offensiva e sopravvivere abbastanza da riuscire a completare i propri obiettivi. Se da un lato occorre essere cauti e agire con discrezione, insomma, dall'altro non mancheranno certo le occasioni per dare libero sfogo al proprio arsenale - tratto rigorosamente dalla tradizione bellica della Seconda Guerra Mondiale. Benché ad un primo sguardo gli zombie pensati da 314 Arts ricordino in tutto e per tutto quelli di The Walking Dead, come del resto ci fanno sapere gli stessi sviluppatori, per dare credibilità al contesto ludico di Projekt Z ne è stata prevista una diversificazione che sembra non voler lasciare niente al caso.

    A seconda delle situazioni, infatti, i non morti dimostreranno di poter conservare tratti della psiche umana come la collera, arrabbiandosi e diventando più minacciosi man mano che si fanno cantare le bocche da fuoco. Anche l'ambiente influisce sulla caratterizzazione dei mostri che andremo a combattere, e alcuni di essi si adatteranno al loro habitat sviluppando - ad esempio - un udito particolarmente efficace se costretti a fare a meno della vista, cosa che può accadere in luoghi scarsamente illuminati come le fogne.

    Una nota di merito va poi al gore system, che gode di una ricchezza di dettagli non trascurabile. A seconda di dove li si colpisce, infatti, è possibile procurare mutilazioni ai corpi putrescenti dei non morti, con tanto di copiosi zampilli di sangue che rendono i massacri ancora più spettacolari e travolgenti - sempre ammesso che abbiate una predilezione per lo splatter. Lo scenario tratteggiato da 314 Arts trova dunque la sua ragion d'essere nel mix ben congeniale di tattica e brutalità mortifera, in un mondo di gioco oscuro e lugubre tanto da evocare sinistre sensazioni ad ogni passo che si compie sul campo di battaglia.

    Gli aggiustamenti che speriamo di vedere

    Alcune perplessità di natura perlopiù tecnica ci ricordano tuttavia che lo stato dei lavori è ancora in una fase preliminare, prima fra tutte la dubbia qualità delle animazioni. Se è vero che i movimenti in prima persona sembrano piuttosto credibili, a convincere decisamente meno sono quelli dei propri compagni, goffi al punto da sembrare inverosimili in un contesto che abbia certe pretese di realismo. Anche le hitbox non paiono poi così precise, specialmente per quanto riguarda gli attacchi in corpo a corpo che vediamo eseguire a più riprese durante i trailer.

    Quanto al motore grafico sappiamo che lo studio di sviluppo sta lavorando con Unity, il cui utilizzo può portare a risultati più che dignitosi se in mani esperte, ma è presto per capire quale sarà il livello effettivo della produzione.

    In ogni caso, un accurato studio del level design - che spazia da sezioni più lineari a vere e proprie mappe aperte - ci fa ben intendere quanto il team tedesco stia spendendo energie per costruire un mondo di gioco credibile prima di tutto sul piano strutturale, e che gli abbellimenti grafici potrebbero dunque non avere la priorità assoluta. Se non altro, il comparto audio sembra poter offrire tutto quello che occorre per trasformare le sessioni di gioco in autentici viaggi all'inferno.

    Projekt Z L’idea di 314 Arts è senza dubbio quella di portare una boccata d'aria fresca al canone tanto inflazionato dello sparatutto a tema zombie. Ambizioso, seppur ancora acerbo sotto il profilo tecnico, Projekt Z promette dunque di regalare sfide stimolanti tra un’ondata di redivivi e l’altra, rimanendo sulla strada battuta già da molti franchise, ma con quella più che evidente strizzata d’occhio ad un realismo ludico che rende il tutto più immersivo e meno arcade. E più horror, naturalmente. Non resta che attendere i frutti della campagna Kickstarter, sperando che questa possa raggiungere un traguardo significativo e non rendere vane le ambizioni del team tedesco.

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