CAPTIVATE08

Anteprima Resident Evil 5

Prime impressioni dopo lo show del Capcom Gamer's Day

Anteprima Resident Evil 5
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Xbox 360
  • PS3
  • Pc
  • Switch
  • Squadra vincente non si cambia, si potenzia

    Il complesso mondo dei videogiochi, sin dai primi anni del suo sviluppo, ha sempre visto una lotta tra i colossi del mercato Statunitensi e Giapponesi.
    Dopo aver sfornato titoli su titoli entrambi i mercati si sono in qualche modo specializzati nella produzioni di un certo genere di giochi, raggiungendo ciascuno maggior successo nelle produzioni di una certa tipologia.
    Un esempio tra i tanti -non per forza il più lampante o comune- di questa dualità potrebbero essere, da una parte i First Person Shooter (il cui dominio americano è oramai inarrestabile) e dall'altra i Survival Horror (oramai a completo appannaggio dei nipponici).
    Pare infatti assodato, probabilmente anche per alcuni fatti storico-culturali che non approfondiremo in questa sede, che gli statunitensi abbiano una certa dimestichezza nel far rivivere a schermo situazioni estreme quali la guerra, tanto quanto i giapponesi abbiamo la capacità di cogliere le paure più recondite dell'animo umano.
    In questo secondo caso (quello più vicino all'argomento odierno) abbiamo visto come già oltre dieci anni fa gli sviluppatori del Sol Levante siano riusciti a trasporre sul piccolo -ai tempi- schermo paure quali la mutazione/manipolazione genetica ed il contagio batteriologico di massa, tuttora decisamente attuali.
    Naturalmente stiamo pensando alla famosissima serie Resident Evil, un brand che ha fatto di zombie e creature geneticamente alterate la sua bandiera.
    La saga, grazie ad alcune aggiunte mirate al gameplay e l'abbandono degli stantii fondali pre-renderizzati, sta vivendo una nuova giovinezza dopo i successi del quarto capitolo, apparso alcuni anni or sono su Nintendo Gamecube.
    Sull'onda di un ritrovato entusiasmo, smorzato sporadicamente solo dalla parallela serie shooter su binari (che tuttavia ha trovato nella versione Wii una realizzazione decente), Capcom ha pensato di aggiungere un altro "pezzo da 90" alla sua personalissima lineup per console next gen: Resident Evil 5.
    Il titolo, in uscita entro l'anno fiscale 2008 (perciò entro Marzo 2009 a grandi linee) non porterà alcuna rilevante innovazione nella serie ma, a detta degli stessi game designer, proseguirà in maniera molto naturale il solido sentiero tracciato dal suo predecessore.

    L'origine di tutti i mali

    Da quel che è trapelato finora -ed alla Capcom si sono sbottonati davvero poco- il gioco avrà una collocazione temporale antecedente agli eventi di Resident Evil 4 e vedrà Chris Redfield, protagonista prima delle vicende del primo episodio e poi del fantastico Code Veronica, volare nel cuore dell'Africa per rispondere a tutte le domande ancora in sospeso.
    La trama, infatti, verterà sull'origine di quello che è stato per ora battezzato "Progenitor Virus": la causa scatenante degli eventi di Code Veronica. In una ventina di ore abbondati (questa la durata ad ora ipotizzata), insomma, dovremo riuscire a far luce su tutti i misteri ancora irrisolti.
    L'ultimo trailer rilasciato in occasione dell'evento Capcom tenutosi a Las Vegas (potete guardarlo sulla nostra Web TV), tuttavia, pone già altri enigmi come, ad esempio, l'effige indossata da Chris che non recita più S.T.A.R.S. ma BSAA o la presenza di un personaggio inedito, una ragazza di colore -equipaggiata alla stregua del nostro eroe- che pare accompagnarlo.
    Jun Takeuchi, producer del RE5, non ha voluto svelare nulla a proposito di una possibile modalità co-operativa per due -o più- giocatori che, in cuor nostro, tutti auspichiamo, specialmente se supportata dai servizi online delle piattaforme Sony e Microsoft, sulle quali il titolo vedrà la luce.
    Lo stesso Takeuchi-san ha invece voluto stuzzicare i fan affermando che all'E3 2008, oltre ad una versione giocabile di Resident Evil 5, saranno mostrati succulenti dettagli di un terzo personaggio che, a detta del game designer, "i fan della serie riconosceranno".
    Le location, situate come detto nel continente africano, non avranno un diretto riscontro con la realtà ma saranno volutamente frutto di fiction. La credibilità dell'ambientazione, da quanto visto sinora, non ne risentirà, in quanto il team, in fase di pre-produzione, ha passato parecchio tempo nel Continente Nero per documentarsi e ricreare così un quadro piuttosto simile alla realtà, almeno nel look.
    Già dal materiale disponibile possiamo evincere che il setting dell'intera avventura sarà molto vario, contrariamente a quanto ci aveva abituato la serie nel passato (piuttosto contenuta in città, ville o villaggi): si è potuto ammirare villaggi tribali, condutture e città sotteranee, cave marine e molto altro ancora.

    Una digressione finale, prima di proseguire, è doverosa per chi si stesse chiedendo come Capcom sia riuscita a far fronte alle pesanti accuse che vedevano Resident Evil 5 imputato di discriminazione razziale, dato che, fino ad ora, lo scopo del gioco pareva esser quello di uccidere questa popolazione africana (perciò con la pelle scura) portatrice della "madre" di tutte le infezioni.
    Senza aggiungere ulteriori commenti ci limitiamo a far presente che con molta nonchalance il team di sviluppo ha semplicemente inserito delle variazioni etniche nei "mostri" presenti, permettendo così al giocatore di sparare in egual misura a bianchi e neri.

    Scheletro ed esoscheletro in pillole

    La parte di meno facile interpretazione, per ora, è senz'altro il gameplay, sui dettagli del quale il team è ancora davvero molto riservato.
    Fortunatamente dal trailer e dal walktrough -filtrato attraverso la stampa d'oltre oceano- mostrato da producer e co-producer (alla nippo-anagrafe Jun Takeuchi e Masachika Kawata) già si possono trarre delle valide impressioni.
    Risalta prima di tutto come l'IA nemica sia stata notevolmente potenziata: Chris non si troverà ad affrontare un nugulo di cadaveri deambulanti ma degli esseri -a loro modo- senzienti e notevolmente potenziati dal virus nelle capacità fisiche.
    Gli avversari -così come il nostro beniamino- potranno perciò armarsi di qualsiasi oggetto o arma raccolta da terra, arrampicarsi, correre, sfondare porte, recinzioni e addirittura muri, nel caso di "mini-boss" dotati di manufatti particolarmente pesanti e pericolosi.
    Non bastasse saranno pienamente consapevoli di essere in superiorità numerica (spesso tenteranno l'accerchiamento o l'attacco in massa), e potranno persino avvertire le minacce (saranno, insomma, in grado di capire di essere sotto tiro se puntati da un mirino laser). In un contesto del genere è diventata quindi essenziale la tattica e con essa la quasi completa interazione ambientale integrata in Resident Evil 5.
    La città, quattro volte più ampia rispetto al villaggio del quarto capitolo, sarà interamente esplorabile: interni, tetti e sotterranei inclusi; oltre alla raccolta di qualsiasi oggetto contundente, Chris potrà anche cimentarsi nella distruzione di alcune strutture e nella preparazione di trappole in cui attirare le creature.
    Non è ancora stato possibile sapere quale sarà la dinamica di queste trappole e se con l'arma adeguata avremo facoltà di distruggere qualsiasi struttura e farci strada in maniera completamente libera negli scenari.
    E' invece appurato, e confermato dalle parole degli stessi sviluppatori, che il ritmo di gioco ha subito un leggero innalzamento rispetto al quarto e precedente capitolo.
    Laddove i nemici si muoveranno in maniera più agile ed intelligente il nostro alter ego digitale sarà dotato di un maggior numero di munizioni ed una dotazione bellica di tutto rispetto: il pugnale è stato trasformato in un machete (coerentemente all'ambientazione) e vi saranno oltre una ventina di armi automatiche e semi-automatiche da recuperare.
    Pistole e fucili (in abbinamento al coltello) pare saranno trasportabili in non più di due unità alla volta: nelle immagini si vede chiaramente Chris trasportare una pistola nella fondina legata alla cinta ed un fucile in una seconda legata alla schiena.
    L'ultimo punto riguardante il gameplay, accennato brevemente sia nella dimostrazione giocata che dalle parole dei game developer, riguarda un uso decisamente più ampio di combo, counter moves e quick time event.
    Procedendo con ordine possiamo dire che oltre all'arsenale bellico il nostro beniamino potrà sferrare una serie di calci e pugni durante gli scontri corpo a corpo, divincolarsi da una presa (muovendo rapidamente lo stick), contrattaccare ed infine effettuare delle speciali mosse contestuali alla stregua di QTE.
    Riguardo a queste ultime, senza dubbio le più interessanti, la riservatezza è stata assoluta: Takeuchi, in una delle interviste rilasciate alla stampa americana, ha addirittura affermato che le schivate mostrate nel video potrebbero non essere implementate nella build finale e che il sistema di QTE sarà "diverso da Resident Evil 4 ed interessante".

    La Regina dell'high definition

    Sin dagli albori della generazione corrente Capcom ha dimostrato di poter camminare 4-5 passi avanti rispetto alla concorrenza, per quel che concerne la realizzazione tecnica dei suoi prodotti: Lost Planet e Devil May Cry 4, se rapportati al periodo d'uscita, ne sono un chiaro esempio.
    Per l'ennesima volta, dopo aver provato con mano Street Fighter IV in occasione della GDC di San Francisco (clicca qui per leggere il nostro articolo) ed ammirato quanto mostrato riguardo a Resident Evil 5 al Captivate, possiamo dire che Capcom ha fatto centro.
    I modelli poligonali sono ricchi, curati e molto dettagliati: se Chris Redfield rappresenta in questo senso l'apice di una realizzazione tecnica eccellente (perfetta addirittura la barba sul suo viso) i mostri che incontreremo durante l'avventura gli sono soltanto uno scalino sotto.
    Ognuna delle creature presenterà caratteristiche peculiari e sarà, a suo modo, diversa dalle altre; davvero pochi, da quanto si è potuto vedere per ora, i modelli molto simili tra loro.
    Moltissima cura è stata posta anche nei minimi dettagli: quando il nostro alter ego o i suoi nemici verranno feriti, a seconda dell'intensità, del sangue comincerà a scorrere dalla ferita lungo il loro corpo lasciando traccie a terra.
    L'ambientazione, già vasta e discretamente interattiva in RE4, è stata ampliata e resa completamente esplorabile.
    Anche in questo caso le modellazioni di oggetti ed edifici risultano estremamente realistiche e credibili, anche grazie ad un comparto texture di ottimo livello, che prevede -a detta degli sviluppatori- l'implementazione di effetti avanzati quali, ad esempio, il normal mapping.
    Le animazioni sono molto più varie rispetto al predecessore (basti pensare che il protagonista cambia arma "in corsa" con tutta una serie di animazioni dedicate) e risultano collegate tra loro in maniera più omogenea, frame dopo frame.
    Sempre in tema "attenzione al dettaglio" è stato fatto notare come ad ogni minimo spostamento vestiti e capigliature siano in movimento.
    Sebbene già sin qui lo spettacolo agli occhi sia elevato, il motore grafico Capcom dà il meglio di se negli effetti luminosi e particellari, capaci di ricreare la sensazione stessa del caldo torrido tipico del clima africano sin quasi a farlo respirare attraverso lo schermo.
    Purtroppo tale meraviglia, capace di muovere quasi il doppio dei nemici rispetto all'episodio uscito su Gamecube, presenta -a quanto trapela dal walktrough mostrato alla conference- una forte instabilità nel frame rate che cala pesantemente nelle situazioni più concitate.
    Fortunatamente lo stadio d'avanzamento del titolo è del 60% e sono ancora molti i mesi che ci separano all'uscita del prodotto finito: sarà sicuramente fatto tesoro di tutte le impressioni circolanti nel settore per risolvere i problemi ancora presenti.

    Resident Evil 5 Sebbene materiali ed informazioni siano stati quasi centellinati per riservare qualche sorpresa in più in occasione dell'E3 2008, Resident Evil 5 si preannuncia come il più naturale seguito dell'amatissimo quarto capitolo. Promettendo di ampliare gli scenari, aumentare l'interattività e rinfrescare con una spruzzata di libertà d'azione le meccaniche sin troppo lineari utilizzate e riutilizzate sino ad ora, il nuovo survival horror di Capcom promette una rinnovata sinergia tra l'innovazione e la tradizione della serie. Solo la prima occhiata all'aspetto meramente tecnico, inoltre, fa già pensare a BioHazard 5 come una delle produzioni da tenere d'occhio per il possibile primato nei mesi tra Novembre e Marzo, quando il mercato vedrà anche di cosa sono capaci Gears of War 2 e molti altri.

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