Resident Evil Code Veronica: la demo del fan remake tra grafica e gameplay

Analizziamo il lungo filmato di gameplay del fan remake di Resident Evil Code Veronica, uno dei giochi più importanti della serie di Capcom.

Resident Evil Code Veronica Fan Remake
Anteprima: PC
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  • Il mai concluso remake di Resident Evil 2 a opera di Invader Games, un team che da qualche anno è entrato a far parte della game industry con la serie survival horror di Daymare, ha scritto una pagina importante di storia videoludica. Anche grazie a questo progetto infatti Capcom ha deciso di realizzare il rifacimento del capolavoro del '98, poi seguito da Resident Evil 3 e - con ogni probabilità - dal viaggio dell'incubo di Leon Kennedy nella Spagna rurale.

    Purtroppo però, sebbene sia uno degli episodi più ambiziosi e importanti della serie principale, Resident Evil Code Veronica sembra non essersi guadagnato la possibilità di tornare in versione modernizzata, almeno fino ad oggi, ed è per questo che un gruppo di appassionati ha deciso di ovviare al problema. Lavorando senza sosta a un'esperienza totalmente gratuita e divisa in tre capitoli dalla durata di 4 ore ciascuno, il collettivo sta dando vita a un prodotto mozzafiato, che ha mostrato tutte le frecce al proprio arco in un gameplay esteso su cui dovevamo necessariamente soffermarci.

    Ritorno a Rockfort Island

    Uno dei grandi punti di forza di Code Veronica è rappresentato senz'altro dalle sue incredibili ambientazioni. Dopo aver lottato per la vita tra le strade di Raccoon City in Resident Evil 3, tornare a esplorare un setting all'insegna di architetture gotiche, lussuose (ma non per questo meno lugubri) era senz'altro rinfrescante.

    Il team dietro al remake di Code Veronica sta lavorando duramente per riconsegnarci il mitico Centro di Addestramento o la Residenza degli Ashford al massimo dello splendore, complice un sistema di illuminazione credibile e una cura per i piccoli dettagli senz'altro ammirevole. Gli oggetti illuminati in forma diretta o indiretta appaiono convincenti, dalle mura del complesso ai distributori automatici di bibite, una considerazione questa che estendiamo alle pavimentazioni e al mobilio delle sale più sfarzose.

    I risultati ottenuti su questo fronte insomma non appaiono così lontani da quelli del Resident Evil 2 in RE Engine del 2019 (ecco la nostra recensione di Resident Evil 2 Remake) e, più di ogni altra cosa, riescono a riportare alla mente le atmosfere del classico del 2000. Se a ciò aggiungiamo l'effetto bagnato applicato agli scenari e agli abiti di Claire - che al chiuso torneranno progressivamente asciutti - o le animazioni contestuali della giovane legati alla vicinanza al fuoco o alla pioggia battente, è impossibile non elogiare il lavoro di questo piccolo team, che peraltro vuole garantire l'accesso all'avventura a una vasta platea di fan.

    I possessori di PC poco performanti infatti potranno giocare a una versione Lite dell'avventura, che al netto di alcuni sacrifici sul fronte visivo permetterà loro di godersi l'esperienza senza troppi problemi.

    Sempre in tema di presentazione visiva, mentre i modelli di Claire e degli zombie sono stati presi di peso dalle produzioni di Capcom, quelli di Alfred Ashford, del leggendario T-078, per citarne un paio, sono stati realizzati ex novo dal team di sviluppo e ci sono sembrati sufficientemente dettagliati. In attesa di vedere le nuove versioni di Albert Wesker, Chris Redfield, Steve e Nosferatu - l'abominevole padre dei gemelli Ashford - vogliamo anche saperne di più sulla seconda parte di Code Veronica, quella ambientata in Antartide per intenderci.

    Un moderno survival horror

    Code Veronica è stato l'ultimo capitolo del filone principale a fare uso dei tank controls e delle visuali classiche, perché con Resident Evil 4 c'è stato il passaggio alla telecamera posta dietro le spalle del protagonista e a un set modernizzato di comandi e animazioni. La nuova versione dell'avventura di Claire in ha preso in prestito le soluzioni ludiche e visive adottate nel remake di Resident Evil 2, inclusi l'HUD minimalista e la presenza di un inventario dall'estetica semplice e pulita, proprio per rispettare i nuovi standard del survival horror secondo Capcom.

    Spostandoci sul fronte prettamente ludico, i ritmi delle sezioni di shooting ci sono sembrati una via di mezzo tra quelli dei remake del secondo e del terzo capitolo, con Claire che - pur impiegando un certo lasso di tempo a prendere la mira - è in grado di schivare i nemici, proprio come Jill Valentine.

    Gli sviluppatori hanno dotato gli zombie di nuove animazioni, così da rendere i loro assalti e le loro reazioni più vicine alle controparti dei giochi Capcom. A tal proposito, quando è in possesso di un coltello la Redfield non si fa cogliere impreparata e colpisce i mostri rapidamente per evitare o minimizzare i danni da morso.

    Le idee insomma sono senz'altro buone ma dal canto nostro ci sarebbe ancora del lavoro da fare sulle reazioni degli zombie ai proiettili, che al momento sono praticamente inesistenti, e in materia di sonorizzazione delle armi. Restiamo in attesa invece di saggiare il lavoro svolto dal team sul fronte enigmi, che magari potrebbero aver subito uno snellimento in favore della credibilità dell'esperienza, proprio come è successo all'interno delle produzioni di Capcom.

    Sorvolando sui Bandersnatch, i temibili Tyrant dal braccio estendibile che faranno ritorno assieme ai cani zombie e probabilmente agli Hunter, vogliamo spendere due parole su uno dei boss principali del remake: il T-078. Variante legata alla famiglia dei T-103 di Resident Evil 2, questo abominio verrà liberato da Alfred Ashford per impedire a Claire di lasciare il complesso e farà l'impossibile per portare a termine la sua macabra missione.

    I suoi pugni dagli spuntoni acuminati e i suoi poderosi attacchi metteranno a dura prova la giovane al termine della prima parte dell'avventura e anzi sarebbe bello se l'arrivo del mostro venisse anticipato, per ricalcare il ruolo del "cugino" di Resident Evil 2. L'entusiasmo e la passione del team ad ogni modo sono palpabili e potrebbero favorire l'avvento di una piccola perla, che peraltro verrà arricchita nel tempo con nuove modalità selezionate dai fan.

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