Anteprima Runemaster

Paradox presenta un GDR dalle influenze nordiche, per vivacizzare la sua Line-Up

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Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Grazie allo stratosferico successo di alcune sue produzioni, la svedese Paradox ha saputo ritagliarsi in pochi anni un posto tra i publisher più attivi del mercato PC. Da una parte i suoi studi interni continuano a sfornare ottimi titoli appartenenti all'apprezzata categoria dei “Grand Strategy”, dall'altra i team esterni insistono con una serie di prodotti che coprono un'ampia gamma di generi, dall'azione frenetica di The Showdown Effect agli scontri più ragionati di War of the Roses.
Di recente la casa di sviluppo ha ufficializzato la sua line-up per l'anno a venire, non solo confermando l'arrivo di Magicka Wizard Wars e War of The Vikings, ma anche annunciando due nuove produzioni. La proposta di Paradox per il 2014 si allarga quindi con Hearts of Iron IV e con Runemaster.
Dei due, il secondo è sicuramente il progetto più intrigante, dal momento che inaugura una nuova IP e si pone l'obiettivo di uscire dagli schemi che hanno sempre contraddistinto l'operato dei team interni di cui si diceva poco sopra. Si delinea così il profilo di un RPG strategico discretamente vario, che punta sull'esplorazione libera e sulle fortissime connessioni con la sempre affascinante mitologia norrena. Vediamo insieme quali sono le promesse dello studio di sviluppo.

Ordine e Caos

Spesso si tende ad associare il Ragnarok della mitologia vichinga con la fine del mondo, l'apocalisse e la distruzione del creato. In verità, per i popoli nordici, il Ragnarok è più che altro un atto di catarsi e di rinascita: una battaglia in cui i popoli della terra e gli dei si annienteranno, per fare in modo che ogni cosa possa risorgere dalle sue ceneri. Si tratta, ovviamente, dell'atto conclusivo di epoche e stirpi, momento in cui le forze del caos vincono sulla materia, sull'ordine, fomentando un rinnovamento integrale dell'esistente. In Runemaster, il Ragnarok è imminente, ed il personaggio che decideremo di impersonare avrà un ruolo importante nelle vicende che avvieranno o scongiureranno questo “scontro esistenziale”. Fin dall'inizio dell'avventura potremo infatti decidere se parteggiare per Thor, tutore dell'ordine e fautore dello status quo, o per Loki, essere duplice e sfuggente che glorifica il caos.

Di quella che sarà la storia principale di Runemaster non sappiamo molto altro: il team ci conferma invece che, oltre a queste due “macrofazioni”, nel mondo di gioco troveranno posto ben sei razze, e che il giocatore potrà scegliere liberamente quella del suo personaggio. Optare per umani o elfi scuri, nani o giganti, determinerà in quale parte del regno cominceremo la nostra avventura, nonché i nostri rapporti con gli NPC delle altre fazioni (non corre buon sangue, ad esempio, fra umani e orchi). Il team promette in ogni caso una grande libertà decisionale, e la presenza di numerose quest che ci permetteranno di scolpire il nostro destino, modificando la reputazione del popolo che rappresentiamo. Immaginate, per farvi un'idea, la profondità strategica di un titolo come Crusaders King II, e le innumerevoli variabili che entrano in gioco quando si considerano conflitti e alleanze: l'idea del team di sviluppo è quella di riportare questa pluralità anche nel suo nuovo GDR Tattico.
Runemaster appartiene proprio a questa categoria, almeno quando si arrivano a considerare le dinamiche che animano gli scontri. Anche se ben poco è stato mostrato a riguardo, le battaglie avverranno in aree suddivise in caselle esagonali. Qui assieme al protagonista si schiereranno alleati e mercenari che avremo reclutato. Il sistema è a turni, ed il focus sulla componente strategica sarà legato anche alle variabili ambientali, dal momento che dovremo sfruttare a nostro vantaggio oggetti, strutture e la stessa conformazione degli stage.
Runemaster, insomma, sembra avvicinarsi all'impostazione del famoso King's Bounty o del più recente Blackguards, anche se poi sia l'esplorazione che il sistema di crescita del personaggio sembrano molto più dinamici, e vicini a quelli di un hack'n'slash. Quando non combatteremo, infatti, potremo muoverci liberamente nel mondo di gioco, inquadrato da una visuale isometrica. Anche il sistema di loot e potenziamento ricorda da vicino quello di Diablo. Ci sono tre classi fra cui possiamo scegliere (Berserk, Runemaster e Scout), ciascuna con un proprio skill tree. Ovviamente resta da vedere come la scelta iniziale influenzerà le dinamiche degli scontri, e quindi da valutare tutta la profondità dell'impianto bellico e ruolistico. Paradox promette una built giocabile entro breve (noi speriamo alla GDC, ma più verosimilmente sarà l'E3): per allora vi faremo sapere come se la cava questo GDR ibrido che sembra voler raccogliere e mescolare l'eredità di molti congeneri.

Nonostante la proposta complessiva sia nuovissima per i team svedesi, che Runemaster è un titolo Paradox si vede benissimo: non solo per la già accennata vicinanza con il sistema narrativo di Crusaders King II (con tanto di quest esclusivamente testuali), quanto perchè il motore grafico è lo stesso che muove l'ultimo Europa Universalis. L'engine, a dire la verità, sembra cavarsela alla grande anche con ambientazioni meno statiche rispetto a quello del rinomato strategico: complessivamente il colpo d'occhio degli scenari è convincente, anche se poi le atmosfere non sono originalissime. Al fantasy di Runemaster non mancano texture e poligoni, insomma, ma un po' di personalità: speriamo che i nostri viaggi nelle foreste di Agar o nei territori infernali di Muspelheim ci facciano cambiare idea.

Runemaster Runemaster sottolinea la volontà di Paradox di allontanarsi un po' dalla sua offerta classica, offrendo un titolo un po' più dinamico e movimentato rispetto ai suoi classici Grand Strategy. L'aspetto più interessante, per il momento, è legato al substrato narrativo ed all'utilizzo della mitologia norrena, che porta con se classi e razze non sempre centrali nella produzione ruolistica moderna. Per il resto, le qualità di Runemaster restano avvolte nel mistero. Il team promette l'esplorazione libera di un mondo vastissimo, in cui coesistono sei razze, legate fra loro da una ragnatela di rivalità e alleanze. A questo si unisce un sistema di combattimento tattico a turni, che pare rifarsi ai grandi classici del genere. Non nutriamo troppi dubbi su questo fronte (Paradox se la cava bene con la strategia); ma bisogna verificare come il sistema di crescita del personaggio possa influenzare le battaglie. Lodando nuovamente il publisher svedese, che per lo meno si impegna a sfornare nuove IP parallelamente ai suoi prodotti di punta, restiamo in attesa di un playtest.

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