E3 2011

Anteprima Saints Row: The Third

Una breve presentazione in occasione dell'E3 per questo titolo davvero fuori di testa.

anteprima Saints Row: The Third
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
 Roberto de Luca Roberto de Luca scopre il meraviglioso mondo dei videogame quando nel 1996 suo padre gli regala una Playstation nuova fiammante. Grande appassionato di qualsiasi cosa riguardi gli zombie, adora gli sparatutto in soggettiva, i tatuaggi ed il buon vino. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

E’ doveroso fare qualche precisazione prima di scrivere anche solo mezza parola sul nuovo capitolo della saga di Saints Row. E’ un gioco particolare. Molto particolare. Chi pensa all’ennesimo clone di GTA, mescolato in salsa hip-hop tamarra si sbaglia. Gli sviluppatori di Volition si sono resi conto molto tempo fa che era totalmente impossibile ricreare un universo pari a quello di GTA IV, partendo dagli stessi presupposti; così hanno ben deciso di intraprendere una strada diametralmente opposta, di dare vita ad un action free-roaming irriverente e fuori di testa. Con Saints Row The Third si arriva al limite, mettendo davanti al giocatore un serie infinita di possibilità, una più folle dell’altra. Presentato in pompa magna qui all’E3, con cartellonistica e pubblicità fuori e dentro il Convention Center, l’aspettativa per Saints Row 3 si è ovviamente innalzata tra gli addetti stampa, nonostante il tiepido successo del secondo capitolo. E allo showfloor di THQ abbiamo finalmente potuto ammirare una versione giocabile del titolo, che uscirà ufficialmente il 15 Novembre 2011.

Ti picchio con un Dildo

Aleggia sempre un po’ di scetticismo quando un titolo del genere viene spinto così tanto. Diciamocela tutta: se un prodotto è valido ed è sicuro dei proprio mezzi, la gente lo capisce. Purtroppo, Saints Row The Third è invece un po’ malfermo, almeno nelle sue basi ludiche.
Come sempre la personalizzazione del proprio alter-ego rasenta la perfezione, e non passerete meno di una buona mezz’ora per creare il vostro alter ego virtuale. Ma poi, arrivati “in città”, qual è la vera sostanza del titolo? Una breve presentazione in-game cerca di farci capire ciò che si può e non si può fare. In Saints Row The Third, ci dicono i membri del team, qualsiasi cosa verrà in mente al videoplayer potrà facilmente essere realizzata. Purtroppo l’idea di divertimento degli sviluppatori è un poco distorta: sembra che passare divertenti mezz’ore significi solo andare in giro per la città picchiando chiunque, esibendosi in assurde mosse di wrestling contro dei poveri malcapitati, imbracciare dildo giganti come armi bianche e chiamare raid aerei a distanza in puro stile Call Of Duty per sterminare parte della popolazione. Oppure si può svoltare l’angolo e salire sul primo jet disponibile, facendo terra bruciata di tutto ciò che sta sotto di noi. L’apice si è raggiunto quando il nostro alter-ego ha incominciato a guidare un camioncino che risucchiava letteralmente gli esseri umani per poi spararli attraverso un cannone posto sopra il tetto. Dentro la sala di presentazione volano risate e applausi; non c’è che dire: le scene sono tutte molto divertenti e sembrano uscire direttamente da un film con Jason Statham. Ma dopo? Il gioco vero e proprio qual è? Volition sembra voler rispondere a questa domanda portando avanti la demo e mostrandoci una delle tante missioni secondarie in stile GTA III, durante la quale si deve pilotare un carro armato, cercando di fare più danni possibili in strada e accumulando denaro, prezioso per i nostri futuri investimenti nei Saints. Niente che non si fosse già visto parecchi anni fa.

Dopo una breve pausa è iniziata la parte più succosa della demo, ossia una vera e propria missione dell’avventura principale. Quattro persone (tra cui il nostro beniamino) organizzano una rapina in banca sul tetto di un grattacielo, pronti a fuggire con tutta la cassaforte a bordo di un elicottero a fine colpo. Inutile dire che tutta la missione sarà contornata da frasi irriverenti e battutine al limite del ridicolo, quasi come se si volesse gridare a gran voce “questo è un videogioco, non prendete nulla sul serio”. Appena i 4 protagonisti entrano in banca (coperti in volto da quattro copricapi giganteschi che ricordano le teste molleggianti di alcune action figure), la situazione degenera, in quanto tutti gli impiegati dispongono di mitra e magnum 45. Velocemente si verifica dunque un micidiale scontro a fuoco, durante il quale in maniera molto caotica ci viene chiesto di posizionare alcuni esplosivi per isolare la cassaforte e poterla quindi tirare su con l’elicottero. Un’operazione che non crea molti problemi, data la facilità e l’abilità con cui il nostro uomo abbatte i nemici. Quando finalmente l’enorme cassaforte con noi sopra viene issata dall’elicottero, tutte le forze di polizia dello stato si abbattono sui protagonisti, con qualsiasi mezzo immaginabile. I successivi minuti non sono certamente tra i più rimarcabili della storia video ludica, l’utilizzo massiccio di armi da fuoco permette di abbattere le forze aeree della polizia, ma basta una disattenzione per cadere dalla cassaforte in volo e rovinare a terra circondati da decine di poliziotti con i fucili puntati. Insomma, niente di innovativo all’orizzonte, niente che faccia gridare al miracolo, niente che si possa ricordare a lungo. La demo di Saints Row The Third termina così, lasciandoci l’amaro in bocca ed un senso di incompletezza piuttosto marcato, associato ad una ricorrente domanda nella testa: è davvero tutto qui?

Saints Row: The Third Saints Row The Third è un gioco che o piace alla follia o non piace per niente. Poco si è detto su un’immaginifica trama principale e ancor meno sulle possibile interazioni sociali tra i diversi gruppi criminali che si contendono la città. Graficamente il terzo Saints Row si presenta in maniera solida, mostrando un comparto grafico fluido e stabile, nonostante l’evidente vastità degli scenari e le numerosissime possibilità di intrattenimento. Ma poi? Le grasse risate scaturite da un dildo viola usato come arma di certo non giustificano in certi casi l’eccessiva superficialità del gioco, unita ad un’incompletezza di fondo del prodotto. Forse è ancora un po’ presto per tirare le somme, ma se a questo punto dello sviluppo il gioco doveva colpirci positivamente, possiamo solo dire che ha fallito.

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