E3 2021

Scars Above: la dura vita di una scienziata su un pianeta alieno

Scars Above sembra essere un titolo da tenere d'occhio, nonostante le poche informazioni diffuse fino a questo momento.

Scars Above: la dura vita di una scienziata su un pianeta alieno
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  • Pc
  • Siamo ormai in pieno tempo di E3 e mentre attendiamo di saperne di più sui titoli grandi e piccoli del futuro, vogliamo cominciare a parlarvi di alcuni progetti che abbiamo avuto modo di vedere nei giorni scorsi, in un evento a porte chiuse tenuto da Koch Media. La branca di Embracer Group (se volete saperne di più, recuperate il nostro articolo dedicato alle proprietà di Embracer Group) ci ha mostrato esperienze per tutti i gusti, a partire da Scars Above, un impegnativo action sci-fi firmato dai ragazzi di Mad Head Games. Prima di soffermarci su ciò che abbiamo visto, ci sembra giusto darvi un'idea sulla carriera del team serbo, la cui passione è superata soltanto dalla sua ambizione.

    Alla scoperta di Mad Head Games... e della sua ultima fatica

    Formata da creativi provenienti da Belgrado e Novi Sad, Mad Head Games è stata fondata nel 2011 da un gruppo di veterani dell'industry, convinti che i videogiochi possano rendere la nostra quotidianità più divertente e fantasiosa. Parliamo di una delle prime realtà della scena di sviluppo serba, che negli anni è cresciuta sempre più (oggi vanta circa 130 dipendenti) assieme al suo parco titoli.

    Dai GDR d'azione come Pagan Absent Gods, alle avventure a tinte fosche, fino alle esperienze più casual per smartphone, Mad Head non si è fermata un attimo, finché non è entrata a far parte della grande famiglia di Embracer Group con l'obiettivo di diventare uno dei grandi nomi nel mondo delle produzioni AA. Intenzionato a realizzare dei videogiochi sempre migliori, in ogni senso possibile, lo studio è al lavoro su vari progetti chiave in Unreal Engine, tra cui troviamo anche Scars Above, che tra l'altro si è rivelato essere uno dei debuttanti più interessanti dell'evento di Koch Media.

    Oltre a un breve video di gameplay, ottenuto da una versione assolutamente acerba del codice, ci sono state svelate poche ma significative informazioni su questa avventura sci-fi based, che adesso possiamo far conoscere anche a voi. Descritto come un incontro tra Alice in Wonderland e Alien - il che è tutto dire - Scars Above nasce per essere un'esperienza avvolgente e impegnativa, che mixa combattimenti a base di armi e strumenti "credibili" e fasi d'esplorazione legate allo studio della flora e della fauna di un pianeta alieno. Al momento è difficile produrci in ipotesi sugli altri aspetti di questa avventura single player, si pensi alla possibile presenza di ambientazioni procedurali, quindi preferiamo limitarci alle poche certezze che abbiamo. Il team ha intenzione di lanciarlo nel 2022 su console next-gen e PC e attualmente lo sta sviluppando con l'Unreal Engine 4. Diciamo "attualmente", perché in realtà il passaggio alla quinta incarnazione del motore grafico di Epic Games è tutt'altro che da scartare, sebbene al momento non si possa darlo per certo.

    Un pianeta alieno

    Kate e i suoi colleghi si dirigono sul ponte della nave spaziale per ordine di Robinson: devono scoprire cosa si trova all'interno del loro "ospite alieno", che a questo punto potrebbe essere il cadavere di una creatura. Null'altro ci è stato mostrato sulle ricerche della scienziata, che subito dopo abbiamo ritrovato sorpresa e scossa su di un pianeta sconosciuto.

    Al netto dello stato assolutamente acerbo dei lavori, il terreno, le rocce, gli alberi e i resti delle magnifiche opere high-tech appartenenti a una misteriosa civiltà, indicano che la cornice grafica di Scars Above potrebbe sorprenderci in positivo, complice la presenza di panorami alieni da cartolina e di un'illuminazione globale piuttosto convincente. Ad ogni modo, come abbiamo già detto in precedenza, la ricetta ludica del gioco è fondata tanto sui combattimenti, quanto sull'esplorazione e per fortuna il video di gameplay ci ha dato un assaggio di entrambe le componenti. La ricercatrice risale corsi d'acqua, si imbatte nei resti dell'equipaggiamento della Hermes - che potrebbe essere la nave spaziale di cui sopra - e distrugge i rampicanti e i "resti organici" che le sbarrano la strada, in modo da continuare il suo viaggio.

    Oltre alla barra della stamina, che si consuma con lo scatto o le capriole per schivare gli attacchi dei nemici, è presente anche un indicatore di tossicità, legato appunto allo stato di avvelenamento di Kate. Alcune creature sconfitte infatti rilasciano dei fumi tossici e siamo pronti a scommettere che sul pianeta troveremo dei luoghi apparentemente inaccessibili per lo stesso motivo (nulla che una maschera per l'ossigeno non possa risolvere).

    Non conosciamo gli effetti negativi sulla salute e le abilità della protagonista in caso di un elevato grado di tossicità ma immaginiamo che possano essere legati proprio alla rigenerazione della stamina e, di conseguenza, alla sua mobilità. Nel corso del suo viaggio, la scienziata si imbatterà in strani ologrammi, in porte circolari a "celle energetiche" e in monumenti giganteschi, le vestigia di un'antica civiltà (forse) perduta e tecnologicamente avanzata. Chi sono gli architetti di queste strutture? Le hanno costruite come simbolo di grandezza o per assolvere a uno scopo? Queste ed altre saranno le domande a cui Kate dovrà rispondere, in un'avventura che non nasconde le ispirazioni ad Alien e a Prometheus.

    Non sappiamo quali siano le effettive ambizioni del racconto ma speriamo che possa uscire dall'ombra di questi blockbuster del cinema, che in ogni caso hanno finito per influenzarne anche il gameplay. Spintasi nelle profondità di una caverna, Kate trova uno strano essere e comincia a scansionarne il sistema nervoso e le diramazioni bioelettriche, fino ad arrivare all'apparato digerente. Divisa in 4 parti chiave, l'analisi porta la scienziata a, testuali parole, "estrapolare una conclusione", che potrebbe servire a ricavare dei potenziamenti per le armi o altro. Insomma, parliamo di un'aggiunta simpatica, soprattutto se in qualche occasione chiamerà la protagonista ad aguzzare l'ingegno.

    Gli scontri a fuoco, tra buone idee e incertezze

    Prima di soffermarci sul combat system, sappiate che in Scars Above troverete dei banchi da lavoro high-tech e con essi un sistema di crafting completo. Al momento è ben difficile esprimersi sulla profondità di questa componente ma è possibile che la protagonista si ritroverà a costruire vari strumenti di morte da applicare - alla bisogna - a un'arma di base.

    Ma andiamo con ordine. Nella prima parte del gameplay, Kate trova un V.E.R.A. tra i resti della Hermes e cioè un fucile capace di sparare dei colpi elettrici particolarmente efficaci contro dei nemici bagnati o congelati. Durante i combattimenti però, la protagonista lo sostituisce con un lanciagranate a bombe congelanti o un potente fucile a termite, in grado di incendiare gli alieni. L'idea di variare la strategia d'attacco in base alle debolezze degli avversari o delle possibili combinazioni elementali (si pensi a ghiaccio + elettricità) è promettente sulla carta ma, come è giusto che sia, le idee devono essere messe in pratica in forma adeguata.

    Allo stato attuale delle cose, oltre a essere ben poco memorabili sul fronte estetico - a partire dai gorilla dalle lunghe zanne e la pelle rocciosa - i nemici sono caratterizzati da animazioni grossolane e legnose, che minimizzano il livello di sfida e distruggono la sensazione di trovarsi dinanzi a una feroce creatura aliena. Il discorso vale anche per gli esseri striscianti con le falci al posto delle braccia che, pur potendo sputare acido, non ci sono sembrati minimamente in grado di impensierire Kate.

    A tal proposito, le animazioni della protagonista sono forse peggiori di quelle degli opponenti, come abbiamo avuto modo di vedere nel corso della boss fight contro l'Alpha (un gorilla più grosso dei precedenti). Il punto debole del mostro e i suoi attacchi sapevano di già visto e anche in questo caso, vista la grande efficacia dell'arsenale di Kate, abbiamo faticato a respirare il clima da "lotta per la vita" che il gioco vorrebbe trasmettere. Partendo dal presupposto che le nostre considerazioni sono assolutamente non definitive, siamo sinceramente curiosi di rivedere Scars Above in una forma più presentabile, così da potervi parlare più adeguatamente di quella che resta una produzione potenzialmente interessante.

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