Second Extinction: Left 4 Dead con i dinosauri

Durante l'Inside Xbox è stato presentato uno shooter co-op peculiare, in cui i nemici da combattere sono dinosauri assassini.

anteprima Second Extinction: Left 4 Dead con i dinosauri
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  • Xbox One X
  • Xbox Series X
  • La terra è caduta. Orde di feroci dinosauri geneticamente modificati scorrazzano sul pianeta, costringendo l'umanità a trovare rifugio in una stazione spaziale. Dopo essersi riorganizzati, gli uomini decidono così di reclamare il pianeta: si lanciano sulla superficie a bordo di capsule, armati di devastante potenza di fuoco, coraggio e un pizzico di follia. Son queste le premesse di Second Extinction, sparatutto cooperativo sviluppato da Systemic Reaction (sottogruppo di Avalanche già autore di Generation Zero) che accoppierà azione esplosiva a una scalpitante minaccia zannuta. L'idea ci piace, ma le informazioni sono ancora troppo risicate; e la presentazione avvenuta durante l'Inside Xbox non ci ha convinto fino in fondo.

    Paleontologia d'assalto

    Second Extinction sembra aderire alla formula degli sparatutto cooperativi come Left 4 Dead o World War Z, ma in questo caso l'orda da affrontare è composta da uno stuolo di rettili ben più aggressivi dei semplici zombie. A dire il vero, i nemici non sembrano essere presenti in quantità così elevate, questo probabilmente perché richiederanno maggiori sforzi e strategia per essere abbattuti.

    Un'altra grossa differenza sta nelle mappe di gioco, anzi sarebbe meglio dire "mappa", visto che Second Extinction presenterà una singola area open world dove completare missioni e poi ritornare alla base grazie a un'estrazione innescata al termine dell'obiettivo. Una mappa, stando alle parole di Systemic Reaction, comunque costruita per celebrare la varietà, non solo estetica, ma anche e soprattutto di level design. Sotto questo aspetto il trailer parla chiaro: si vedono foreste, superfici ghiacciate, perfino scorci di città futuristiche brulicanti di furiosi dinosauri.

    I rettili, indiscussi protagonisti della produzione svedese, saranno chiaramente ispirati a controparti reali ma sono stati immaginati con in testa l'adagio "terribile e letale": avranno dunque appendici ossee prominenti, strane mutazioni e, in generale, un aspetto molto più terrificante e fantasioso rispetto alle loro controparti reali.

    L'operazione di riconquista della terra sarà dunque una missione impegnativa, che richiederà a un gruppo di tre utenti di scegliere tra un roster di quattro personaggi, da personalizzare e armare via via che si completeranno gli incarichi. Second Extinction è pensato come un gioco a sviluppo continuo, dunque ci si può aspettare continue pubblicazioni di contenuti e sempre più personalizzazioni e miglioramenti per i propri avatar.
    Systemic Reaction ha anche parlato di una funzione chiamata The War Effort, senza però andare nel dettaglio: a giudicare dal nome immaginiamo che si tratti di un sistema che misura i progressi dell'utenza nel riconquistare il pianeta, e probabilmente garantirà ricompense o innescherà nuovi eventi al raggiungimento di particolari obiettivi. La nostra ipotesi è rafforzata dalle dichiarazioni dello studio, che ha riferito di voler creare un prodotto in cui l'elemento dinamico sia centrale: possiamo insomma pensare a una narrazione in divenire che si compone grazie agli sforzi degli utenti. E proprio questi ultimi, tra l'altro, potrebbero essere indispensabili per svelare i misteri che si celano dietro l'invasione dei dinosauri.

    Quello che ci ha convinto meno

    Sebbene i dettagli di cui vi abbiamo parlato possano essere giudicati interessanti, il trailer dell'Inside Xbox ci ha mostrato un gioco che a noi è parso sotto tono. Prima di tutto nell'aspetto artistico, un po' generico e derivativo, senza guizzi particolari se non per qualche dinosauro particolarmente creativo. E poi nella formula ludica, che è sì dinamica, rapida, scattante (in un frangente si vede un personaggio eseguire una scivolata), ma che però temiamo, se non supportata da valide idee di game design, possa essere troppo inflazionata, priva di originalità.

    Sono solo timori che speriamo evaporeranno quando avremo occasione di approfondire la conoscenza di Second Extinction: il problema più concreto che abbiamo adocchiato dal video, tuttavia, riguarda la fluidità dell'azione. Perfino in un video pensato per essere mostrato davanti a migliaia di persone, il framerate di gioco era incostante e tragicamente basso. Un effetto leggermente mascherato da un montaggio molto serrato ed esplosivo, eppure lo stesso distintamente avvertibile. Per un gioco così veloce e con un sistema di shooting che scimmiotta gli sparatutto più rapidi e brutali, avere una fluidità claudicante non è il migliore dei biglietti da visita.

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